Commento alle letture di domenica 26 Maggio 2019 โ€“ Carlo Miglietta

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Il commento alle letture di domenica 26 Maggio 2019 a cura di Carlo Miglietta, biblista; il suo sito รจ โ€œBuona Bibbia a tuttiโ€œ.

Dio chiede ascolto

La creazione, secondo la Bibbia, avviene per la forza della Parola di Dio (Dabar IHWH)[1]. Fin dagli inizi, nel giardino dellโ€™Eden, Dio parla agli uomini: โ€œUdirono la voce del Signore Dio che camminava nel giardino alla brezza del giorno, lโ€™uomo, con sua moglieโ€ (Gen 3,8-10). Dio si manifesta a Mosรจ nel roveto parlandogli[2]. La rivelazione al Sinai รจ un evento incentrato essenzialmente sullโ€™ascolto; sul monte, Dio si rivela facendo udire la sua voce[3]. Cosรฌ Dio continuamente parla ad Israele per mezzo dei suoi profeti[4]. La parola di Dio in alcuni testi[5] รจ vista addirittura come persona; รจ identificata con la Torah, la Legge, e con la Sapienza stessa di Dio[6]. La Parola di Dio interpella tutti gli uomini nelle profonditร  di loro stessi: โ€œQuesto comando che oggi ti ordino non รจ troppo alto per te, nรฉ troppo lontano da te. Non รจ nel cielo, perchรฉ tu dica: <<Chi salirร  per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire?>>. Non รจ di lร  dal mare, perchรฉ tu dica: <<Chi attraverserร  per noi il mare per prendercelo e farcelo udire e lo possiamo eseguire?>>. Anzi, questa parola รจ molto vicina a te, รจ nella tua bocca e nel tuo cuore, perchรฉ tu la metta in praticaโ€ (Dt 30,11-14[7]).

La Parola di Dio si fa addirittura carne nel Figlio: โ€œIn principio era il Verbo, il Verbo era presso Dio e il Verbo era Dio. Egli era in principio presso Dio: tutto รจ stato fatto per mezzo di lui, e senza di lui niente รจ stato fatto di tutto ciรฒ che esisteโ€ฆ E il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di veritร โ€ (Gv 1,1-3.14).

La Scrittura ci parla anche della voce di Dio nei cieli. Paolo racconta di essere stato โ€œrapito in paradiso e udรฌ parole indicibili che non รจ lecito ad alcuno pronunziareโ€ (2 Cor 12,4). Cosรฌ Giovanni nellโ€™Apocalisse racconta di avere udito in cielo la voce di Gesรน[8] e quella di moltitudini di angeli[9].

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Dio parla, si rivela, ma chiede ascolto. โ€œAscolta (Shemaโ€˜), popolo mio, ti voglio ammonire; Israele, se tu mi ascoltassi!โ€ (Sl 8,9). โ€œFaโ€™ attenzione, popolo mio, ora parlerรฒโ€ฆ Io sono Dio, il tuo Dio!โ€ (Sl 50,7). Lโ€™ascolto costituisce la condizione primaria per relazionarci con Dio: โ€œSe davvero ascolterete la mia voce e custodirete la mia alleanza, voi sarete per me una proprietร  particolare tra tutti i popoliโ€ฆ! Voi sarete per me un regno di sacerdoti e una nazione santaโ€ (Es 19,4-6)

Il verbo shamaโ€™ (come viene reso in ebraico il verbo italiano โ€œascoltareโ€) รจ nella Bibbia il verbo della โ€œcontemplazioneโ€ e dellโ€™โ€œinterioritร โ€. Il Deuteronomio, titolo che in greco significa โ€œSeconda leggeโ€, รจ chiamato nella Bibbia ebraica โ€œLe paroleโ€, perchรฉ in essa i libri prendono nome dai vocaboli con cui iniziano[10]. Questo libro รจ un martellante invito allโ€™ascolto della Parola di Dio: dice un suo passo, che il pio ebreo ripete piรน volte al giorno: โ€œAscolta, Israele: il Signore รจ il nostro Dio, il Signore รจ uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta lโ€™anima e con tutte le forze. Questi precetti che oggi ti do, ti stiano fissi nel cuore; li ripeterai ai tuoi figli, ne parlerai quando sarai seduto in casa tua, quando camminerai per via, quando ti coricherai e quando ti alzerai. Te li legherai alla mano come un segno, ti saranno come un pendaglio tra gli occhi e li scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle tue porteโ€ (Dt 6,4-9). E Gesรน, a chi gli chiede qual รจ โ€œil primo di tutti i comandamentiโ€, risponde: โ€œIl primo รจ: <<Ascolta, Israele>>โ€ (Mc 12,28-31).

Ma ormai lโ€™ascolto della Parola di Dio sarร  ascolto di Gesรน, come proclama il Padre alla Trasfigurazione: โ€œQuesti รจ il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!โ€ (Mc 9,7). E le pecore di Gesรน sono quelle che โ€œascoltano la sua voceโ€ (Gv 10,16.27). Chi non ascolta Gesรน non viene da Dio: โ€œVoi non potete dare ascolto alle mie parole, voi che avete per padre il diavoloโ€ฆ Chi รจ da Dio ascolta le parole di Dio: per questo voi non le ascoltate, perchรฉ non siete da Dioโ€ (Gv 8,43-44.47). Lโ€™ascolto di Gesรน diventerร  poi quello della Chiesa: โ€œChi ascolta voi ascolta meโ€ (Lc 10,16). Ecco lโ€™importanza di conoscere, amare, approfondire le Parole di Gesรน, che la Chiesa ci trasmette nei secoli.

โ€œAscoltate e vivrete!โ€

Lโ€™ascolto del Signore รจ fonte di vita, di pienezza, di pace: โ€œPorgete lโ€™orecchio e venite a me; ascoltate e voi vivreteโ€ (Is 55,3). Il Deuteronomio esprime benissimo questa rivelazione dilungandosi a spiegare[11] che se si ascolterร  la Parola del Signore, fonte della Vita, si avrร  ogni benessere e felicitร ; se non gli si darร  ascolto ci si incamminerร  in vie di negativitร  e di morte: รจ quella che viene chiamata la โ€œteologia delle due vieโ€: โ€œSe il tuo cuore si volge indietro e se tu non ascolti e ti lasci trascinare a prostrarti davanti ad altri dei e servirli, io vi dichiaro oggi che certo perirete, che non avrete vita lungaโ€ฆ; scegli dunque la vita, perchรฉ viva tu e la tua discendenza, amando il Signore tuo Dio, ascoltando la sua voce e tenendoti unito a lui, poichรฉ รจ lui la tua vita e la tua longevitร โ€ (Dt 30,15-20).

Il non ascoltare Dio รจ causa solo di infelicitร :

โ€œDice il Signore tuo redentore,

il Santo di Israele:

<<Io sono il Signore tuo Dio

che ti insegno per il tuo bene,

che ti guido per la strada su cui devi andare.

Se avessi prestato attenzione ai miei comandi,

il tuo benessere sarebbe come un fiume,

la tua giustizia come le onde del mare.

La tua discendenza sarebbe come la sabbia

e i nati dalle tue viscere come i granelli dโ€™arena;

non sarebbe mai radiato nรฉ cancellato

il tuo nome davanti a me>>โ€ (Is 48,17-19).

Dice il Signore: โ€œChi ascolta me vivrร  tranquillo e sicuro dal timore del maleโ€ (Pr 1,32), perchรฉ โ€œDio parlerร  di pace al suo popolo e ai suoi fedeliโ€ (Sl 85,8).

Gesรน ribadisce con forza il rapporto tra lโ€™ascolto di Dio e la vita, citando proprio Dt 8,3: โ€œSta scritto: <<Non di solo pane vivrร  lโ€™uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio>>โ€ (Mt 4,4). E proclama addirittura la beatitudine dellโ€™ascolto: โ€œBeatiโ€ฆ i vostri orecchi, perchรฉ odono!โ€ (Mt 13,16); โ€œBeati quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!โ€ (Lc 11,28).

Dice Gesรน: โ€œChiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, รจ simile a un uomo saggio che ha costruito la sua casa sulla rocciaโ€ (Mt 7,24); e perciรฒ Gesรน esorta: โ€œChi ha orecchi per ascoltare, ascoltiโ€ (Lc 8,8).

Eโ€™ quindi fondamentale per Israele โ€œconservareโ€ e โ€œcustodireโ€ la Parola di Dio: questi due verbi sono, nella Bibbia, sinonimi di โ€œascoltareโ€. Come Maria, la donna dellโ€™ascolto, che โ€œconservava tutte queste cose meditandole nel suo cuoreโ€ (Lc 2,19[12]).

Ascolto รจ obbedienza

La parola greca che indica lโ€™obbedienza, upakoรจ, รจ formata da up, โ€œsottoโ€ e akouo, โ€œascoltoโ€; anche il latino ob-audire (ob, โ€œversoโ€; audire, โ€œsentireโ€), lโ€™italiano โ€œudire โ€“ obbedireโ€, il tedesco horen โ€“ gehorchen richiamano lโ€™ascolto. Ascoltare in molte lingue vuol dire insieme udire ed obbedire. Ascoltare implica un atteggiamento attivo dellโ€™uditore. Paolo parla della โ€œupakoรจ pรฌsteosโ€ (Rm 1,5), che non รจ โ€œlโ€™obbedienza alla fedeโ€, come a volte traduciamo, ma lโ€™โ€œobbedienza della fedeโ€, cioรจ quella fede che si identifica con lโ€™obbedienza. Quando Dio parla sul Sinai, il popolo risponde: โ€œQuanto il Signore ha detto, noi lo faremo e lo ascolteremo!โ€ (Es 24,7). Maria, nuovo Israele, a Cana dirร : โ€œFate quello che (Gesรน) vi dirร โ€ (Gv 2,5). I cristiani, secondo Pietro, sono i โ€œfigli dellโ€™obbedienza (tรจkna upakoรจs)โ€ (1 Pt 1,14).

Lโ€™ascolto quindi deve coincidere con lโ€™obbedienza, come esplica il Salmo 81 con un tipico parallelismo, che mette in equivalenza i due termini: โ€œIl mio popolo non mi ha ascoltato, Israele non mi ha obbeditoโ€ (Sl 81,12).

Ci ammonisce Gesรน: โ€œFate attenzione a quello che uditeโ€ (Mc 4,24); โ€œAttenti dunque a come ascoltateโ€ (Lc 8,18). Cโ€™รจ infatti sempre il rischio di essere di quelli che โ€œpur vedendo non vedono, e pur udendo non odono e non comprendono. E cosรฌ si adempie per loro la profezia di Isaia[13] che dice:

<<Voi udrete, ma non comprenderete,

guarderete, ma non vedrete.

Perchรฉ il cuore di questo popolo

si รจ indurito, son diventati duri di orecchi,

e hanno chiuso gli occhi,

per non vedere con gli occhi,

non sentire con gli orecchi

e non intendere con il cuore e convertirsi,

e io li risani>>โ€ (Mt 13,13-15).

Giacomo afferma nella sua lettera: โ€œSiate di quelli che mettono in pratica la parola e non soltanto ascoltatori, illudendo voi stessi. Perchรฉ se uno ascolta soltanto e non mette in pratica la parola, somiglia a un uomo che osserva il proprio volto in uno specchio: appena sโ€™รจ osservato, se ne va, e subito dimentica comโ€™era. Chi invece fissa lo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertร , e le resta fedele, non come un ascoltatore smemorato ma come uno che la mette in pratica, questi troverร  la sua felicitร  nel praticarlaโ€ (Gc 1,22-25). E Paolo: โ€œPerchรฉ non coloro che ascoltano la legge sono giusti davanti a Dio, ma quelli che mettono in pratica la legge saranno giustificatiโ€ (Rm 2,13).

Stefano, negli Atti, esclama: โ€œO gente testarda e incirconcisa nel cuore e nelle orecchie, voi sempre opponete resistenza allo Spirito Santo!โ€ (At 7,51): per aprirsi alla voce dello Spirito occorre quindi non la circoncisione della carne, ma quella del cuore e delle orecchie[14].

รˆ quindi necessaria unโ€™obbedienza pronta alla Parola del Signore. Nella Bibbia cโ€™รจ un vocabolo che sintetizza questo atteggiamento di ascolto disponibile: โ€œEccomi!โ€. Eโ€™ la risposta di Abramo alla richiesta di Dio di sacrificargli il figlio Isacco: โ€œDio mise alla prova Abramo e gli disse: <<Abramo, Abramo!>>. Rispose: <<Eccomi!>>โ€ (Gen 22,1); cosรฌ allโ€™ordine di sospendere il sacrificio: โ€œMa lโ€™angelo del Signore lo chiamรฒ dal cielo e gli disse: <<Abramo, Abramo!>>. Rispose: <<Eccomi!>>โ€ (Gen 22,11); รจ la risposta a Dio di Giacobbe: โ€œLโ€™angelo di Dio mi disse in sogno: <<Giacobbe!>>. Risposi: <<Eccomi!>>โ€ (Gen 31,11[15]); รจ la risposta a Dio di Mosรจ[16], di Samuele[17], di Isaia[18], di Anania[19]; รจ quella di Maria allโ€™angelo: โ€œAllora Maria disse: <<Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto>>โ€ (Lc 1,38).

Un cuore che ascolti

Salomone รจ gradito a Dio perchรฉ invece di chiedergli potenza e ricchezza gli domanda: โ€œDaโ€™ al tuo servo un cuore docile (lev shomรจa)โ€ (1 Re 3,9). Le nostre Bibbie in genere traducono โ€œdocileโ€, o โ€œintelligenteโ€; ma letteralmente la preghiera del re รจ di avere โ€œun cuore capace di ascoltoโ€, โ€œun cuore che ascoltaโ€.

Eโ€™ questa la migliore preghiera: perchรฉ โ€œascoltare รจ meglio dei sacrificiโ€ (1 Sam 15,22). Il termine discepolo (limmud) รจ una forma passiva del verbo imparare, insegnare (lamad): il discepolo รจ colui che ha la Parola sigillata nel cuore: โ€œSi sigilli questa rivelazione nel cuore dei miei discepoliโ€ (Is 8,16).

Eโ€™ lโ€™ascolto obbediente che ci mette in comunione profonda con Dio: โ€œAscoltate la mia voce! Allora io sarรฒ il vostro Dio e voi sarete mio popoloโ€ (Ger 7,23): โ€œIo sarรฒ il vostro Dio รจ e voi sarete il mio popoloโ€ รจ la cosiddetta โ€œformula di reciproca appartenenzaโ€, che esprime un amore totale, come quello tra lโ€™Amato e lโ€™Amata nel Cantico dei Cantici: โ€œIl mio diletto รจ per me e io per luiโ€ (Ct 2,16). Perciรฒ โ€œchi ha orecchi, ascolti ciรฒ che lo Spirito dice alle Chieseโ€ (Ap 3,6).

Il vero discepolo รจ colui che si lascia aprire, forare, lโ€™orecchio da Dio. Tante volte le nostre traduzioni parlano di โ€œaprire lโ€™orecchioโ€, nel senso di fare attenzione a chi parla; ma in realtร  nel testo biblico il riferimento รจ ben piรน profondo e impegnativo. La foratura dellโ€™orecchio era il gesto pubblico con cui un ebreo accettava di essere per sempre schiavo di un altro, rinunciando al diritto di essere liberato dopo sette anni: โ€œSe lo schiavo dice: <<Io sono affezionato al mio padrone, a mia moglie, ai miei figli; non voglio andarmene in libertร >>, allora il suo padrone lo condurrร  davanti a Dio, lo farร  accostare al battente o allo stipite della porta e gli forerร  lโ€™orecchio con la lesina; quegli sarร  suo schiavo per sempreโ€ (Es 21,6[20]). Era la promessa solenne di servire per sempre un altro, anche rinunciando alla propria libertร . I testi biblici che parlano quindi di โ€œaprire lโ€™orecchioโ€ non sono solo un invito allโ€™ascolto, ma allโ€™impegno di diventare per sempre fedeli servi del Signore, che a lui donano la propria vita: โ€œIl Signore Dioโ€ฆ ogni mattina fa attento il mio orecchio perchรฉ io ascolti come gli iniziati. Il Signore Dio mi ha aperto lโ€™orecchio e io non ho opposto resistenza, non mi sono tirato indietroโ€ (Is 50,4-5[21]); โ€œSacrificio e offerta non gradisci, gli orecchi mi hai aperto. Non hai chiesto olocausto e vittima per la colpa. Allora ho detto: <<Ecco, io vengo>>. Sul rotolo del libro di me รจ scritto, che io faccia il tuo volere. Mio Dio, questo io desidero, la tua legge รจ nel profondo del mio cuoreโ€ (Sl 40,7-9). Non quindi solo ascolto, ma obbedienza, fedeltร , servizio perseverante.

Ma occorre anche stare attenti a chi si ascolta: โ€œNon ascoltate le parole dei falsi profeti che profetizzano per voi; essi vi fanno credere cose vane, vi annunziano fantasie del loro cuore, non quanto viene dalla bocca del Signoreโ€ (Ger 23,16). Ci mette in guardia Gesรน: โ€œGuardate che nessuno vi inganni; molti verranno nel mio nome, dicendo: <<Io sono il Cristo>>, e trarranno molti in ingannoโ€ฆ Allora se qualcuno vi dirร : <<Ecco, il Cristo รจ qui>>, o: <<รˆ lร >>, non ci credete. Sorgeranno infatti falsi cristi e falsi profetiโ€ (Mt 24,4-5.23-24). E Paolo: โ€œVerrร  giorno, infatti, in cui non si sopporterร  piรน la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, rifiutando di dare ascolto alla veritร  per volgersi alle favoleโ€ (2 Tm 4,3-4).

Tante volte Gesรน ha fatto udire i sordi[22]: e segno dellโ€™avvento del Messia รจ proprio che โ€œi sordi odonoโ€ (Lc 7,22). Che il Signore apra i nostri cuori allโ€™ascolto della Parola. E in questo mondo confuso da tante parole vuote e spesso cattive, si realizzi presto la profezia del profeta Amos:

โ€œEcco, verranno giorni,

โ€“ dice il Signore Dio โ€“

in cui manderรฒ la fame nel paese,

non fame di pane, nรฉ sete di acqua,

ma dโ€™ascoltare la Parola del Signoreโ€ (Am 8,11).

โ€ฆโ€ฆโ€ฆ.

LA VENUTA DEL PARACLITO

Nellโ€™Antico Testamento troviamo spesso esempi di relazioni strette tra due personaggi, di cui uno muore o scompare di scena e lโ€™altro ne prende il posto raccogliendone lo spirito: Mosรจ e Giosuรจ (Dt 34,9), Elia ed Eliseo (2 Re 2,9.15)โ€ฆ Alla sua morte in croce, Gesรน effonde lo Spirito sui credenti (Gv 19,30: โ€œEmise lo Spiritoโ€; cfr 7,38-39); ed รจ lo Spirito il grande dono del Risorto (Gv 20,22; At 1,9-11; 2,33).

Per Giovanni, colui che egli chiama โ€œun altro Paraclitoโ€ (Gv 14,16) รจ un altro Gesรน. E sรฉ il Paraclito puรฒ venire solo quando Gesรน se ne va (Gv 16,7), il Paraclito รจ la presenza di Gesรน quando Gesรน รจ assente. Il termine parร kletos puรฒ avere piรน significati: come passivo di parakalรจin รจ il โ€œchiamato vicinoโ€, lโ€™avvocato difensore o meglio, in Giovanni, il testimone a favore in un processo; in forma attiva parakalรจin รจ โ€œcolui che si fa vicinoโ€, il protettore, lโ€™amico, il consolatore; correlato a parร klesis, รจ colui che esorta, che incoraggia. Non รจ casuale che Girolamo, traducendo il Vangelo in latino nella cosiddetta Vulgata, abbia preferito mantenere la semplice translitterazione dal greco, paracletus, per mantenere tutti i significati. Lo Spirito procede dal Padre, che lo invia nel nome di Gesรน (Gv 14,16.26): ma anche Gesรน lo invia autonomamente (Gv 15,26; 16,7): i Concili Ecumenici cattolici concluderanno che โ€œprocede dal Padre e dal Figlioโ€.

Lo Spirito Santo inabita nei cuori dei cristiani; in Gv 14,16-17, in uno stupendo crescendo, non solo si afferma che Egli รจ con (metร ) i credenti, ma che รจ presso (parร ) di loro, anzi in (en) loro: essi sono cosรฌ diventati โ€œPneumatoforiโ€, โ€œPortatori dello Spirito Santoโ€ (Rm 8,9-11; 1 Cor 3,16-17; 6,13-20; Ef 2,22; 4,30; 1 Pt 4,14; 1 Gv 3,9). La Chiesa stessa รจ โ€œtempio vivo dello Spiritoโ€ (Pref. VIII per annum; cfr Ef 2,20.22).

LA TRINITร€ E LA SUA INABITAZIONE NEI CREDENTI

Gesรน applica a sรฉ le prerogative divine e soprattutto il nome divino (6,35.51; 8,12; 10,7.9; 10,11.14; 11,25; 14,6; 15,1.5; 6,20; 18,5; 8,28.58; 13,19)โ€ฆ In che senso dice allora: โ€œIl Padre รจ piรน grande di meโ€ (v. 28)? Sรฉ il Figlio รจ generato e il Padre no, sรฉ in quanto uomo incarnato รจ inferiore al Padre, sรฉ โ€œun messaggero non รจ piรน grande di chi lo ha inviatoโ€ (13,16). Non solo lo Spirito Santo inabita nei credenti (vv. 16-17), ma anche il Padre e il Figlio (v. 23): siamo templi viventi di Dio!

IL DONO DELLA PACE

Il termine ebraico shalรฒm non corrisponde alla semplice assenza di guerra del greco eirรจne o alla sicurezza basata su patti bilaterali del latino pax: shalรฒm deriva dalla radice slm, che significa essenzialmente โ€œcompletamentoโ€, โ€œpienezzaโ€, anche nel senso di โ€œriparazioneโ€, โ€œrestitutio ad integrumโ€. Shalรฒm significa quindi ogni benessere (Gdc 19,20), fortuna e prosperitร  (Sl 73,3), salute fisica (Is 57,18; Sl 38,4), contentezza e soddisfazione (Gn 15,15; 26,29; Sl 4,9), piena intesa tra popoli e persone (1 Re 5,26; Gdc 4,17; 1 Cr 12,17.18), salvezza  totale (Ger 14,13; 29,11; Is 45,7): la pace รจ in qualche modo lโ€™essenza stessa di Dio, il cui nome รจ proprio โ€œJHWH SHALOMโ€, โ€œDio Paceโ€ (Gdc 6,4).  Israele attende perciรฒ un regno di pace escatologico (Is 54,10; 62,1.2), che sarร  realizzato dal Messia, โ€œprincipe della paceโ€, sotto il cui dominio โ€œla pace non avrร  fineโ€ (Is 9,5-6; cfr Is 11,1-9; 42,1-4; 49,6).

Questa speranza si รจ realizzata proprio nel dono che Dio, โ€œil Dio della paceโ€ (Rm 15,33; Eb 13,20; 2 Ts 3,16), fa di sรฉ agli uomini, Cristo stesso. Solo aderendo a Cristo lโ€™uomo trova pace con Dio (Ef 2,14-17). Ed รจ appunto la pace il grande tema che racchiude tutta la vita di Gesรน, dallโ€™annuncio degli angeli a Betlemme (Lc 2,14) allโ€™ingresso finale in Gerusalemme (Lc 19,38). โ€œPace!โ€ รจ offerta da Gesรน ai malati (Mc 5,24), ai peccatori (Lc 7,50), ai discepoli dopo la Resurrezione (Lc 24,36; Gv 20, 19.21.26), come salvezza e riconciliazione piena con Dio (Rm 5,10; 2 Cor 5,18; Col 1,20-22) e tra gli uomini (Ef 2,14-16). Eโ€™ la โ€œsuaโ€ pace, non come โ€œla dร  il mondoโ€ (Gv 14,27): รจ la pace โ€œin luiโ€ (Gv 16,33), che deriva dallโ€™accoglierlo nella nostra vita (Col 3,15; Fil 4,7).

[1] Gen 1,3.6-7.9.11.14-15.20-21.24.26-27; Sl 33,6-9; Sap 7,22.27; 9,10; Sir 24

[2] Es 3,1-4,27

[3] Es 19,19b; Dt 4,10-12

[4] Ne 9,30; Bar 2,20; Ez 38,17; Os 12,11; Zac 7,12; Rm 1,2; Eb 1,1

[5] Is 55,10-11; Sap 18,15-16

[6] Sap  8,30; 9,9; Sir 24,3

[7] Rm 10,8

[8] Ap 1,10

[9] Ap 5,11

[10] Dt 1,1

[11] Dt 28; 30

[12] Lc 2,51

[13] Is 6,9-10

[14] Rm 2,29; 1 Cor 7,19; Gal 6,15

[15] Gen 46,2

[16] Es 3,4

[17] 1 Sam 3,4

[18] Is 6,8

[19] At 9,10

[20] Dt 15,16-17

[21] Is 48,8

[22] Mc 7,37; 9,25