
Giobbe richiama il dramma dei sofferenti che contesta ogni facile risposta e rimane domanda aperta. Ogni teologia che pretenda di avere spiegazioni esaustive e tranquillizzanti รจ sfidata e provocata. La radicale contraddizione del vivere non puรฒ essere facilmente risolta in un semplice ragionamento consolatorio. Cโรจ un paradosso del credere che si esprime nei termini del grido, della domanda rivolta a Dio e che rimane sospesa, della preghiera che rimane nellโattesa e non ottiene risposta.
Gesรน, nella sua vicenda storica, รจ venuto a contatto in modo drammatico con il male e il dolore. Marco nel suo vangelo riporta vari incontri di Gesรน con persone segnate dal male nelle sue diverse forme. Gesรน รจ presentato in uno dei tratti propri della sua vita: si fa vicino e va incontro a persone malate e sofferenti, ed anche a chi รจ oppresso dal male in tanti modi: โGuarรฌ molti che erano afflitti da varie malattie e scacciรฒ molti demoniโ.
Tre scene compongono la pagina del vangelo, e sono situate nellโarco della giornata di Gesรน a Cafarnao narrata nel primo capitolo, in tre luoghi diversi: la prima nella casa di Simone e di Andrea, la seconda davanti alla porta, allโesterno dopo il tramonto del sole, la terza al mattino quando era ancor buio, in un luogo deserto.
La prima scena รจ nella casa ed รจ il racconto di una guarigione: la suocera di Simone รจ ammalata, a letto con la febbre. La descrizione รจ presentata in modo asciutto, con poche parole. Da un lato esse sono cariche di quel ricordo vivo di Gesรน che si faceva incontro ai malati, al suo non aver paura, al suo sguardo che scorgeva in loro prima di tutto volti e persone da incontrare e accogliere. Gesรน non aveva paura del contatto: il suo prendere per mano รจ gesto quotidiano e dice tenerezza e vicinanza.
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Se queste parole delineano il riferimento alla memoria storica di Gesรน nel contempo sono anche cariche di una lettura compiuta dopo la Pasqua nel ritornare a quello che Gesรน faceva. Marco vede nellโincontro con Gesรน della suocera di Pietro, nella quotidianitร dei rapporti familiari, quasi un riassunto del percorso di ogni discepolo: โEgli, accostatosi, la sollevรฒ prendendola per mano; la febbre la lasciรฒ ed essa si mise a servirliโ. I verbi utilizzati sono significativi. Cosรฌ pure lโinsistenza sullโavverbio โsubitoโ ripetuto con insistenza nel vangelo. Gesรน si fa vicino alla suocera di Simone malata: lโincontro avviene perchรฉ gli parlarono di lei, si compie nel tessuto del quotidiano dei rapporti umani. Gesรน si accosta e la rialza: รจ questo il verbo della risurrezione (โrisorgereโ si puรฒ anche dire โrialzarsiโ) e si apre qui una fessura di luce.
Nel gesto del rialzare รจ visto ciรฒ che si compie nella vita del discepolo che incontra Gesรน. La forza di Gesรน lo fa guarire e gli comunica vita, aprendolo ad un cammino. Eโ il risorto che solleva tutti coloro che sono oppressi dal male e dalla morte. Gesรน non รจ presentato come un guaritore o un taumaturgo che opera in modo sorprendente e fascinoso. Piuttosto la semplicitร dei suoi gesti fa trasparire una comunicazione di vita, una corrente di partecipazione che โsollevaโ la vita di chi lo incontra.
Marco conclude questa scena dicendo โla febbre la lascio ed ella li servivaโ. Ed ancora qui puรฒ esserci il ricordo di chi serviva Gesรน, quelle donne che lo seguirono tra i discepoli fino a Gerusalemme, fino al momento della croce (Mc 15,41). ma รจ anche una indicazione del profilo di tutti coloro che hanno incontrato Gesรน: chiamati ad attuare un servizio che si prolunga nel tempo che si fa storia. Porre la propria vita al servizio di tutti รจ il percorso del figlio dellโuomo (Mc 10,45): la suocera di Pietro, liberata dalla febbre nellโessere stata sollevata dal gesto di Gesรน accostatosi a lei diviene paradigma, allโinizio del vangelo, del cammino che ogni discepolo sarร chiamato a compiere: essere liberato, dalla cecitร , dal male, dalla morte per mettersi a servire, non solo per un momento, per lo spazio di un entusiasmo, ma come attitudine fondamentale della sua esistenza: โella si mise a servirliโ.
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La seconda scena รจ โdavanti alla portaโ dopo il tramonto del sole: โgli portavano tutti i malati e gli indemoniati. Tutta la cittร era davanti alla portaโ. La vita di Gesรน non fu estranea al contatto doloroso e confuso con i volti, le invocazioni, le storie di tanti segnati dal male, esponendosi alle piaghe presenti nella cittร . Cafarnao รจ luogo di incroci e di incontri, cittร del passaggio e delle diversitร . Gesรน si immerge e non fugge in questa umanitร che si raccoglie. Entra e si fa resposnabile della cittร .
Di fronte alla ricerca di lui come guaritore e taumaturgo, Gesรน โnon permetteva ai demoni di parlareโ. Chiede il silenzio sulla sua identitร nel momento in cui piรน forte รจ la ricerca e lโesaltazione di lui da parte di una folla desiderosa di risposte immediate ai propri bisogni. Eโ proprio di Marco accentuare in qual modo Gesรน rifugga da una ricerca di utilitร . Il suo silenzio rinvia ad una proposta, รจ segno di un percorso che Gesรน esige per i suoi ma anche per chi legge il vangelo per liberarlo da false idee circa il Messia: solamente sotto la croce sarร un pagano, il centurione romano che dirร , senza essere zittito: โVeramente questโuomo era figlio di Dioโ (Mc 15,39). Solo a conclusione della sua strada Gesรน potrร essere riconosciuto da una voce umana nella sua identitร di messia non della gloria ma che percorre la via del dono di sรฉ e del servizio, il Figlio (cfr. Mc 1,9-11; 9,28).
Puรฒ essere riconosciuto solo da chi si mette a seguirlo sulla stessa via della croce. Egli ha preso su di sรจ la sofferenza rendendola luogo di rivelazione dellโamore del Padre e di salvezza per tutti. Sulla croce Gesรน fa propria la sofferenza e la domanda lacerante di Giobbe e manifesta la solidarietร dellโamore fino alla fine.
La terza scena รจ posta in un luogo deserto: รจ la preghiera di Gesรน, presentata come momento del rapporto intimo, unico con il Padre, ricerca di solitudine per non farsi prendere da tutto ciรฒ che rischia d far dimenticare lโessenziale, per accogliere la missione affidatagli del Padre: โper questo sono venutoโ. Il suo โvenireโ ha origine nellโinvio del Padre. Per questo nonostante tutti lo cerchino Gesรน risponde โAndiamocene altrove per i villaggi vicini, perchรฉ io predichi anche lร โ. Gesรน รจ venuto per andare oltre e per farci passare oltre scoprendo che il suo annuncio va oltre ogni possibile chiusura e ogni irrigidimento entro i ristretti confini.
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della V Domenica del Tempo Ordinario โ Anno B
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- Colore liturgico: Verde
- Gb 7, 1-4. 6-7;
- Sal. 146;
- 1 Cor 9, 16-19.22-23;
- Mc 1, 29-39.
Mc 1, 29-39
Dal Vangelo secondo Marco
29E subito, usciti dalla sinagoga, andarono nella casa di Simone e Andrea, in compagnia di Giacomo e Giovanni. 30La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. 31Egli si avvicinรฒ e la fece alzare prendendola per mano; la febbre la lasciรฒ ed ella li serviva. 32Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. 33Tutta la cittร era riunita davanti alla porta. 34Guarรฌ molti che erano affetti da varie malattie e scacciรฒ molti demรฒni; ma non permetteva ai demรฒni di parlare, perchรฉ lo conoscevano. 35Al mattino presto si alzรฒ quando ancora era buio e, uscito, si ritirรฒ in un luogo deserto, e lร pregava. 36Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce. 37Lo trovarono e gli dissero: ยซTutti ti cercano!ยป. 38Egli disse loro: ยซAndiamocene altrove, nei villaggi vicini, perchรฉ io predichi anche lร ; per questo infatti sono venuto!ยป. 39E andรฒ per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demรฒni.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 04 โ 10 Febbraio 2018 2018
- Tempo Ordinario V
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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