
La narrazione della legatura di Isacco รจ passaggio decisivo nellโalleanza con Abramo puรฒ essere definito โil sacrificio del sacrificioโ. Il racconto costituisce espressione della scoperta di un volto nuovo di Dio: non รจ Dio violento che vuole la morte ed esige i sacrifici umani, ma Dio della promessa e della vita.
Abramo risponde alla chiamata con disponibilitร radicale. Fino a costruire lโaltare e sistemare la legna per restituire a Dio quel figlio che era il segno della promessa di Dio stesso. Sul monte Mรฒria, indicato dal Signore, Abramo sale insieme ad Isacco. Ma un angelo del Signore sventa il suo gesto. Abramo messo alla prova nella sua fede scopre che il Dio dellโalleanza non chiede la morte dei suoi figli.
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Abramo ha sperimentato che la chiamata di Dio รจ totale, e pone la vita in un cammino di fede mai concluso, come ascolto alla sua Parola. Ma a lui Dio si rivela come Dio della vita, donatore di una discendenza โcome le stelle del cielo e come la sabbia del mareโ, Dio della vita e della benedizione. Eโ il Dio che benedice e che lo rinvia ad un cammino di ascolto: โtu hai obbedito alla mia voceโ.
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Paolo ha probabilmente davanti a sรฉ la vicenda di Abramo quando si rivolge ai cristiani di Roma dicendo: โse Dio รจ per noi chi sarร contro di noi? Egli, che non ha risparmiato il proprio Figlio, ma lo ha consegnato per tutti noi, non ci donerร ogni cosa insieme a lui?โ
La consegna รจ il movimento di tutta la vita di Gesรน: davanti al Padre e per gli altri. Liberamente ha consegnato se stesso e tutta la sua vita sta nella linea del dono. Eโ da scorgere in questโorizzonte il senso del termine โsacrificioโ che si presta tuttavia a profonde incomprensioni. In Gesรน รจ dono di sรฉ, fino alla fine, vissuto nella solidarietร con le vittime.
Nel suo consegnarsi la sua vita manifesta il volto del Padre che consegna egli stesso il Figlio e in lui il suo amore. Gesรน vive cosรฌ il restituire tutto al Padre perchรฉ tutto ha ricevuto. In Gesรน si svela il volto del Padre che consegna e si consegna nel Figlio.
Il dono di sรฉ รจ ciรฒ che vive Gesรน nella sua Pasqua. Marco pone il racconto della โtrasfigurazioneโ al centro del cammino di Gesรน, offrendo cosรฌ una chiave per comprendere la sua morte.
Marco usa un verbo al passivo: โfu trasfiguratoโ per esprimere un evento che coinvolge la persona di Gesรน. E in questo passivo รจ celato il rinvio allโazione di Dio stesso. Quanto Gesรน compie ha radice in Dio stesso. Questo racconto parla della Pasqua di Gesรน. Il monte rinvia allโaltura del Calvario. Accanto a Gesรน compaiono tre discepoli, gli stessi che saranno con lui nellโorto del Getsemani (Mc 14,33). La luce che irrompe e splende parla della vita e della gloria del risorto.
La presenza di Mosรจ e Elia suggerisce il riferimento al percorso delle alleanze di Dio. Marco offre cosรฌ un collegamento con la passione e la morte di Gesรน nel suo consegnarsi al Padre e agli altri. Al centro la luce del suo corpo in vesti cosรฌ bianche che โnessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle cosรฌ biancheโ: la sua รจ una esistenza luminosa nellโamore che risplende e comunica. Pietro propone di fare tre tende, con allusione alla festa ebraica delle capanne, la festa che anticipa il riposo della fine dei tempi e ricordando il luogo della โdimoraโ di Dio: ora la dimora รจ la stessa umanitร di Gesรน.
La nube che avvolge nellโombra, evocazione della presenza di Dio nella tradizione dellโEsodo (Es 16,10;24,18) lascia spazio ad una voce: โQuesti รจ il Figlio mio prediletto: ascoltateloโ. Anche qui come al momento del battesimo al Giordano, la voce indica Gesรน come il Figlio: รจ il mistero della sua identitร . Ora la voce รจ rivolta ai discepoli e invita ad ascoltare lui.
Allโinizio del percorso quaresimale la liturgia della Parola ricordando lโalleanza con Abramo provoca ad interrogarci sul cammino della fede e dellโascolto del Signore Gesรน seguendo la via che ha percorso.
Lโepisodio della trasfigurazione รจ un testo pasquale: il cammino di Cristo verso la croce, come scelta di dono di sรฉ e di servizio รจ via che rivela una luce inaccessibile, la luce del volto di Dio. Il progetto di Gesรน รจ associare i suoi nella sua strada. Il nostro cammino verso la pasqua questโanno puรฒ essere percorso di speranza: nulla potrร mai separarci dallโamore di Dio.
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della II Domenica del Tempo di Quaresima โ Anno B
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- Colore liturgico: Viola
- Gn 22, 1-2. 9. 10-13. 15-18;
- Sal. 115;
- Rm 8, 31-34;
- Mc 9, 2-10
Mc 9, 2-10
Dal Vangelo secondo Marco
2Sei giorni dopo, Gesรน prese con sรฉ Pietro, Giacomo e Giovanni e li condusse su un alto monte, in disparte, loro soli. Fu trasfigurato davanti a loro 3e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle cosรฌ bianche. 4E apparve loro Elia con Mosรฉ e conversavano con Gesรน. 5Prendendo la parola, Pietro disse a Gesรน: ยซRabbรฌ, รจ bello per noi essere qui; facciamo tre capanne, una per te, una per Mosรฉ e una per Eliaยป. 6Non sapeva infatti che cosa dire, perchรฉ erano spaventati. 7Venne una nube che li coprรฌ con la sua ombra e dalla nube uscรฌ una voce: ยซQuesti รจ il Figlio mio, lโamato: ascoltatelo!ยป. 8E improvvisamente, guardandosi attorno, non videro piรน nessuno, se non Gesรน solo, con loro.
9Mentre scendevano dal monte, ordinรฒ loro di non raccontare ad alcuno ciรฒ che avevano visto, se non dopo che il Figlio dellโuomo fosse risorto dai morti.10Ed essi tennero fra loro la cosa, chiedendosi che cosa volesse dire risorgere dai morti.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 25 Febbraio โ 03 Marzo 2018
- Tempo di Quaresima II
- Colore Viola
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 2
Fonte: LaSacraBibbia.net
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