NATALE: LA PAROLA SI Eโ FATTA CARNE
Carissimi fratelli e sorelle tutti, buon Natale! Il Dio altissimo e onnipotente si รจ fatto per noi Uomo, uno di noi perchรฉ potessimo โconoscereโ la sua stessa Vita.
Non รจ nato nel fasto di un palazzo, ma in una misera grotta, dove per culla ha avuto una mangiatoia e per cornice un asino e un bue: cosรฌ fin dal suo ingresso ha confuso i forti e consolato i deboli (cfr 1Cor 1,26). Di ieri e di oggi.
Il tempo dellโAvvento ci ha preparati a questo Avvenimento. Se la prima domenica ci ha indicato la Meta del cammino della vita, essere con il Signore nella sua gloria, dalla II fino alla IV domenica, ci siamo lasciati accompagnare dai testi biblici proposti dalla liturgia per meglio capire come vivere in veritร il ricordo della prima venuta di Gesรน in mezzo a noi, il suo Natale. Eh sรฌ, perchรฉ cโรจ sempre il rischio di cercare โDio a modo mioโ e non Gesรน, il Figlio di Dio, โa modo suoโ.
Abbiamo cosรฌ imparato la necessitร di raddrizzare i sentieri del nostro cuore spesso presuntuosi nel sapere ogni cosa, e colmare i burroni del nostro pessimismo (II domenica di Avvento). Ci รจ stato ricordato che nessuno รจ fuori posto nรฉ tanto meno scartato agli occhi di Dio, nessuno รจ escluso โ โtutti vedranno la salvezza di Dioโ โ (II di Avvento): tutti, veramente tutti, possiamo correre verso la grotta di Betlemme. Il cammino dโAvvento รจ stato propedeutico a questo Avvenimento. ร stata una premessa per capire che la promessa si รจ realizzata, dicevamo domenica scorsa. Non si puรฒ pensare di capire il Natale di nostro Signore con i nostri parametri di misura. ร come illudersi di capire una partita di calcio con le regole della pallacanestro!
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Il Natale รจ celebrare con gioia il fatto che il Figlio di Dio si รจ incarnato, ha condiviso la nostra uamnitร , รจ sceso dal cielo per salvarci e aiutarci a ritrovare la strada per salire verso il Cielo. Questo รจ il Natale! Cosรฌ quando giungeremo innanzi alla โgrotta di Betlemmeโ (sia essa un sostare in chiesa innanzi al tabernacolo, o davanti ai nostri presepi, o quellโistante in cui le nostre mani โ come mangiatoia โ terranno lโEucaristia) permettiamo a quel Bimbo di sussurrare nel cuore di ciascuno: โSono nato per te, per salvarti: per donarti una vita colma di gioia e di speranzaโ.
ร vero che il Natale รจ il compleanno di Gesรน, ma รจ altrettanto vero che โIl Natale del Capo รจ il Natale del Corpoโ, ossia di ciascuno di noi (san Leone Magno; cfr 1Cor 12: la Chiesa, corpo di Cristo). Un Avvenimento di tale portata, che ogni anno la liturgia ce la fa vivere quasi al rallentatore per farci gustare ogni attimo, tanto che ci sono โ caso unica nella liturgia โ ben 4 messe di Natale.
La Messa della viglia (verso le ore 18.00), ci presenta la genealogia di Gesรน, una sorta di โalbum di famigliaโ (Mt 1,1-25). Le origini, la storia di famiglia di Gesรน, per far cogliere che lui รจ della stirpe di Davide (cfr Mt 1,6ss), e che la promessa che Dio ha fatto a Davide di costruirgli โuna casaโ (cfr 2Sam) ha trovato pienezza in Gesรน. Un testo che ci fa capire che la discendenza di Gesรน non รจ stata proprio una โfamiglia perfettaโ, ma una famiglia come tutte, con membri santi e altriโฆmascalzoni. Dietro ad ogni nome cโรจ comunque una storia, unโesperienza attraverso la quale Dio ha reso possibile qualcosa, perchรฉ chiunque viene al mondo รจ un progetto di Dio (cfr Ger 31,3 โTi ho amato di amore eternoโ) e ha un progetto di Dio da assolvere (โIl Signore dal seno materno mi ha chiamatoโ, Is 49,1).
La Messa della notte (di solito tra le 21 e 24): โOggi รจ nato per voi un Salvatore, che รจ Cristo Signoreโ (Lc 2, 11), dice il testo del vangelo. La salvezza ha un volto e un nome: quello di Gesรน Cristo. Egli รจ il Figlio di Dio, la Sapienza del Padre. Lโinizio del testo del vangelo รจ ricco di dettagli storici e cronologici, per indicare che Gesรน non รจ una favola come qualcuno tenta di far credere, ma รจ un Fatto, un Avvenimento talmente storico da aver cambiato il corso della storia! Non trovando posto in un albergo, Gesรน nasce in una grotta/stalla, deposto in una mangiatoia. I primi destinatari dellโannuncio degli angeli sono pastori, poveri guardiani pagati per vegliare le pecore, esclusi dal popolo perchรฉ nomadi, perchรฉ a contatto con le bestie e con gente non appartenente al popolo, straniera, e quindi impura per la legge. E sono i primi missionari!
La Messa dellโaurora (tra le 7 e le 9) ci presenta la corsa dei pastori che vanno ad adorare il bambino (Lc 2,15- 20), e poi ad annunciare a tutti lโAvvenimento che hanno contemplato! Vanno di corsa alla grotta, senza tentennamenti e senza calcoli, e cosรฌ faranno lasciando la grotta, perchรฉ quando si รจ liberi dalle โcoseโ ci si lascia toccare il cuore con molta piรน disponibilitร e libertร .
Infine, la Messa del giorno, (tra le 10 e le 18), ci fa ascoltare il prologo, lโinizio del vangelo di Giovanni (Gv 1,1-18): una riflessione teologica sulla nascita e la venuta di Gesรน nella storia, purtroppo non riconosciuta da quanti avevano altre prioritร : โIl Verbo si fece carneโฆma non lo hanno accoltoโฆma a quanti lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dioโ. Ecco la gioia del Natale! Dio รจ venuto in mezzo a noi per renderci figli di Dio!
Altro che regali, luci e cenoni, cose belle, certo e che aiutano a ritrovarsi insieme in letizia, oggi esperienza quanto mai necessaria per uscire dalle nostre solitudini e paure. Ma prima di tutto il senso e il significato del Natale รจ far memoria della venuta di Dio in mezzo a noi. La gioia del Natale รจ Gesรน: โOggi รจ nato per voi il Salvatore, che รจ Cristo Signoreโ (Lc 2,11, vangelo della notte), ed รจ venuto per tutti: โOgni uomo vedrร la salvezza di Dio!โ (II domenica di Avvento, Lc 3,6). Nessuno escluso. Anzi, la salvezza la โvedrannoโ per primi proprio gli esclusi, gli ultimi, come i pastori! Non fa forse vibrare i nostri cuori di emozione e di gioia il fatto che il Figlio di Dio si presenti per primo non alle autoritร ma ai poveri, ai piccoli? Allora non รจ forse vero quanto ci aveva suggerito la liturgia che per capire la logica di Gesรน la cosa migliore รจ guadare dalla โperiferiaโ? Solo se impariamo a metterci โnei panniโ, โnelle scarpeโ dei piรน deboli e dei piรน poveri, degli esclusi dalla storia, possiamo capire fino in fondo la forza dirompente della venuta di Gesรน. Di proposito si fa piccolo, affinchรฉ nessuno possa dire: โEโ troppo grande per me!โ. Si fa povero, affinchรฉ nessuno possa sentirsi a disagio nellโaccostarsi a Lui a tal punto da dire Non sono degno di avvicinarmi a te Signore (Mt 8,8). Si fa tutto per tutti, perchรฉ nessuno si senta escluso dal suo abbraccio misericordioso.
Fratelli e sorelle, eravamo morti a causa del peccato e allontanandoci dalla relazione con Dio ci eravamo rivestiti di tenebre (cfr Gn 3). Ma fin dallโinizio Egli si รจ preso cura di noi, inviandoci i suoi profeti: ma non abbiamo dato loro ascolto, come lamenta Dio stesso: โMa piรน li chiamavo, piรน si allontanavano da meโฆ io insegnavo a camminare tenendolo per la mano, ma essi non compresero che avevo cura di loroโ (Os 1,2). Finchรฉ โNella pienezza del tempo, Dio mandรฒ il suo Figlio, nato di donna, nato sotto la Legge, per riscattare quelli che erano sotto la Legge, perchรฉ ricevessimo lโadozione a figliโ (Gal 4,4).
Nel Natale Dio si รจ rivestito della nostra umanitร per ridonarci il vestito che da sempre aveva pensato per noi, quello della Sua gloria, della sua stessa vita. Gesรน รจ venuto per renderci โfigli adottiviโ: ma ci pensiamo! Questo รจ il Natale: la prova certa che Dio ama ciascuno di noi di amore eterno (Ger 31,3). Tutti, indistintamente tutti.
Ancora una volta, cosรฌ comโรจ da duemila anni, si sta tentando in ogni modo e attraverso ogni sotterfugio linguistico e legale di cancellare il Natale di Gesรน, di far dimenticare il Fatto cristiano, con lโillusa pretesa di poter ripartire da zero o di essere rispettosi di altri credo. Accanto alle legittime e talvolta dovute manifestazioni di ribellione, urge quanto mai ripartire e ravvivare lโamicizia con il Signore Gesรน: tornare alle sorgenti del vangelo, recuperare lโesperienza quotidiana e familiare della preghiera, lasciarci plasmare e nutrire dai sacramentiโฆ imparando a dare ragione della speranza che ci muove (cfr 1Pt 3,15), perchรฉ Gesรน รจ la realtร decisiva della nostra esistenza.
In nome di uno sterile progetto di uguaglianza, che alla fine mira solo a livellare, molti chiedono di vivere come se Dio non esistesse. Mi domando invece perchรฉ non ribaltiamo tale affermazione dicendo e proponendo di vivere come se Dio esistesse.
Se tutti vivessimo come se Dio esistesse (e per noi esiste, eccome!), il mondo ne avrebbe giovamento, perchรฉ รจ Gesรน che ci ha insegnato a scendere dai nostri piedistalli e prenderci cura gli uni degli altri; รจ Lui che ci ha insegnato a perdonarci vicendevolmente; รจ Lui che ci ha insegnato il rispetto delle donne e dei bambini; รจ Lui che ci ha insegnato il valore della vita; รจ Lui che ci ha insegnato a non scartare nessuno. Ma soprattutto รจ Lui che ha dato la sua vita per noi morendo in croce pur di salvarci dal peccato e da ogni male, ed รจ il solo che ha vinto la morte risorgendo. Come potrebbe essere il mondo senza questo dinamismo dโamore e di speranza! E poi cโรจ giร nella storia chi ha vissuto come se Dio non esistesse, pensandosi lui stesso un โpiccolo dioโ: nazismo, fascismo, comunismo, scientismoโฆ Ripensiamo ai frutti di queste scelte: eliminazione del diverso, fin dal grembo materno; perseguimento della razza pura, eliminazione del malato e del morente, dellโanziano improduttivo, selezione e livellamento della cultura, sfruttamento, delirio di onnipotenzaโฆe quanto possiamo ancora andare avanti. Dinamiche un tempo imposte nei campi di concentramento e oggi proposte e votate a maggioranza in tanti Parlamenti del mondo: questo deve pur far pensare. Ecco cosa significa vivere come se Dio non esistesse.
Accanto a scelte cosรฌ radicali, ci sono poi coloro che si reputano piรน moderati e propongono, in nome del pluralismo (a senso unico) e della laicitร dello Stato, di rinchiudere lโesperienza cristiana allโinterno delle chiese e meglio ancora delle sacrestie. Dimostrando in questo modo di non aver fatto ancora esperienza di Gesรน, il Figlio di Dio, ma forse solo del Dio-a modo-mio. In fondo il primo ad essere uscito dalla โsacrestia del Paradisoโ non รจ forse stato Gesรน, lโEmmanuele, il Dio-con-noi? Lui per primo ha percorso le strade di villaggi e cittร , รจ entrato nelle sinagoghe e nelle case, nel tempio e nei palazzi. Lui per primo รจ entrato dentro la festa della vita e dentro la fatica del lavoro. Lui per primo, perchรฉ come Lui imparassimo anche noi a fare altrettanto (cfrโฆGv 13,12). E noi oggi siamo chiamati a fare lo stesso, certi che Lui รจ e resterร sempre il Dio-con- noi: โEcco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondoโ (Mt 28,20).
Come Gesรน รจ stato il โDio della cittร โ, cosรฌ noi siamo chiamati a divenire โcristiani della e nella cittร โ, cioรจ nella vita quotidiana, e qui essere โsale e luceโ (Mt 5,13-16); qui essere โlievitoโ capace di far fermentare la pasta โdella famiglia, della comunitร , della storiaโฆโ (cfr 1Cor 5,5-7). In una parola, ciascuno di noi รจ โchiamatoโ a diventare โsegnoโ della presenza di Dio, perchรฉ se decidiamo di fare Natale รจ perchรฉ crediamo che Lui รจ nato ed รจ presente in mezzo a noi. Questa gioia siamo chiamati a testimoniare โa Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terraโ (Atti 1: 8). Ecco perchรฉ non possono e non devono essere le parole suadenti o progetti rivestiti di nobili intenti a distoglierci dallโidentitร e dalla missione che Gesรน stesso ci ha dato. Non siamo i primi e non saremo gli ultimi ad essere perseguitati a causa del Bimbo di Betlemme: come ci ricorda il vangelo del giorno, โle tenebre non lo hanno accoltoโ e continuano a non accogliere il Signore Gesรน. Forse anche noi talvolta viene la tentazione di mollare, di lasciar andare le cose ma ricordiamoci Geremia il quale confidรฒ: ยซMi dicevo: โnon penserรฒ piรน a lui, non parlerรฒ piรน nel suo nome! Ma nel mio cuore cโera come un fuoco ardente, trattenuto nelle mie ossa; mi sforzavo di contenerlo ma non potevoโยป (Ger 20,9). Sรฌ, perchรฉ una cosa sola sappiamo: come ยซ tutto sia una perdita a motivo della sublimitร della conoscenza di Cristo Gesรน, mio Signore. Per lui ho lasciato perdere tutte queste cose e le considero spazzatura, per guadagnare CristoโฆNon ho certo raggiunto la mรจta, non sono arrivato alla perfezione; ma mi sforzo di correre per conquistarla, perchรฉ anchโio sono stato conquistato da Cristo Gesรน. Fratelli, io non ritengo ancora di averla conquistata. So soltanto questo: dimenticando ciรฒ che mi sta alle spalle e proteso verso ciรฒ che mi sta di fronte, corro verso la mรจta, al premio che Dio ci chiama a ricevere lassรน, in Cristo Gesรนยป (Fil 3).
Questa รจ la mia e nostra certezza, la mia e la nostra gioia. Forse, anzi sicuramente ameremo male il Signore, ma questo non toglie il fatto che possiamo ancora amarlo. Non lasciamoci allora mettere allโangolo dal senso di colpa, invece proprio dalla periferia dei nostri cuori, dove talvolta confiniamo lโemozionante gioia di essere cristiani, continuiamo a fissare lo sguardo sul Bimbo di Betlemme, e andiamoGli incontro, come โbambini mendicantiโ dโamore. Gesรน solo รจ la Via che con Veritร ci riporta alla Vita del Cielo. Lui solo รจ Colui che ha portato a compimento il disegno del Padre morendo in croce per me, pur di salvarmi e dimostrarmi che ve- ramente Dio mi ama di amore eterno.
Questo รจ Natale. Questa รจ la gioia che si irradia dalla grotta di Betlemme e che oggi si prolunga ogni qual volta vivo lo โstile di Betlemmeโ, lo โstile del Natale di Gesรนโ: lโandare incontro agli altri, con amore.
25 dicembre, Santo Natale di Nostro Signore Gesรน
Dio buono e grande nellโamore, lo avevi promesso,
lo hai mantenuto.
Hai ascoltato il nostro grido
e hai visto il nostro smarrimento.
Hai squarciato i cieli e sei sceso tra noi nel tuo Figlio Gesรน,
lโEmmanuele, il Dio-con-noi. Ed รจ Natale!
Signore Gesรน, Amico e fratello mio, sei venuto dal Cielo,
per insegnarmi la via verso il Cielo.
Ti sei fatto Uomo
per rendermi piรน uomo. Sei vissuto servendo, per ricordarmi che la vita o si vive per servire,
o non serve per vivere.
Hai vinto la morte
per ricordarmi che sei piรน Forte di ogni mia fatica e fragilitร .
Spirito Santo, Maestro interiore, amico dellโanima
ricordami la Parola di Gesรน; aiutami a scrutare i segni dei tempi nello scorrere della vita;
rendimi forte nel percorrere la sua via infondi in me la gioia
nella consapevolezza che Gesรน, lโEmmanuele, Dio-con-noi resterร con noi fino alla fine.
Ed รจ gioia.
Perchรฉ sarร sempre Natale
Il commento al Vangelo di sabato 25 dicembre 2021 curato da don Andrea Vena. Canale YouTube.