LโAUTENTICA E VERA LIBERTร
โPerchรฉ a tutti i credenti in Cristo sia data la vera libertร e lโereditร eternaโ. Sono i doni per cui nella colletta abbiamo pregato il Padre, con lโanimo di figli che confidano in lui, dal quale abbiamo ricevuto i doni che trascendono ogni intelligenza: โIl Salvatore e lo Spirito Santoโ.
Promessa di liberazione
Nella 1ยช lettura il profeta si rivolge ai connazionali โsmarriti di cuoreโ, lontani dalla patria nellโesilio di Babilonia, esortandoli al coraggio e alla fiducia in Dio, che non li ha dimenticati ed รจ vicino: โEgli viene a salvarciโ. La salvezza รจ espressa con un linguaggio poetico, ricco di immagini tolte dalla vita dellโuomo: guarigione dei ciechi, dei sordi, degli zoppi, dei muti, e dalle vicende della natura, la siccitร a cui succede abbondanza dโacqua. Il salmo responsoriale riprende il tema, cantando la felicitร di Dio che regna sul suo popolo per proteggere e salvare quanti hanno maggiormente bisogno di aiuto: gli oppressi, gli affamati, i prigionieri, che egli viene a liberare, i ciechi, gli stranieri, gli orfani e le vedove.
Di tali promesse รจ pieno lโAntico Testamento; nel Nuovo Testamento esse trovano lโadempimento in Gesรน, venuto โper annunziare ai poveri un lieto messaggio, per proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista; per rimettere in libertร gli oppressi, e predicare un anno di grazia del Signoreโ (Lc 4,18-19).
Libertร per ascoltare
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La โvera libertร โ non puรฒ intendersi in senso puramente negativo: scuotere ogni giogo, non dipendere da niente e da nessuno. Gesรน guarendo il sordomuto lo โliberaโ da un condizionamento grave e penoso, che glโimpediva di mettersi in comunicazione con gli altri ascoltando e parlando. Dicendo โsi sciolse il nodo della sua linguaโ, Marco esprime chiaramente un atto di liberazione. Dono grande in se stessa, questa liberazione, poichรฉ i miracoli operati da Gesรน sono โsegniโ, invitano a pensare a una liberazione di carattere spirituale offerta a quanti credono in Cristo. Una chiave per intendere questo significato spirituale ci รจ offerta dalla liturgia del battesimo, quando il sacerdote tocca con il pollice le orecchie e le labbra del battezzato dicendo: โIl Signore Gesรน, che fece udire i sordi e parlare i muti, ti conceda di ascoltare presto la sua parola, e di professare la tua fede a lode e gloria di Dio Padreโ.
Libertร per ascoltare la parola di Dio. Se รจ vero che lโannunzio del Vangelo รจ โparola di salvezzaโ (At 13,26), se gli apostoli, comโรจ costretta a gridare dietro Paolo e i suoi compagni la giovane schiava di Filippi che faceva lโindovina, โannunziano la via della salvezzaโ (At 16,16-17), รจ importante che coloro a cui perviene questo messaggio aprano le orecchie per ascoltarlo. Non cโรจ peggior sordo di chi non vuole udire. ร il rimprovero che Dio rivolge al suo popolo per bocca del profeta: โSordi, ascoltate; ciechi, volgete lo sguardo per vedere. Chi รจ cieco, se non il mio servo? Chi รจ sordo come colui al quale io mandavo araldi? Chi รจ cieco come il mio privilegiato? Chi รจ sordo come il servo del Signore? Hai visto molte cose, ma senza farvi attenzione, hai aperto gli orecchi, ma senza sentireโ (Is 42,18-20). E ancora: โNo, tu non le avevi mai udite nรฉ sapute nรฉ il tuo orecchio era giร aperto da allora poichรฉ io sapevo che sei davvero perfido e che ti si chiama sleale fin dal seno maternoโ (Is 48,8).
Quanti pretesti per non ascoltare la parola di Dio! Manca il tempo, la predica non mโinteressa, รจ noiosaโฆ O non sarร la nostra poca fede, lโincostanza, โla preoccupazione del mondo e lโinganno delle ricchezzeโ (Mt 13,22), che impediscono di ascoltare con frutto la parola di Dio? Preghiamo Gesรน che ci imponga la mano, che ci porti in disparte dalla folla, dal tumulto delle cose che passano, che ci apra non solo gli orecchi ma il cuore, come a Lidia, la commerciante di porpora della cittร di Tiร tira, per aderire alle parole di chi ci reca il messaggio di salvezza (cf At 16,14).
Libertร per parlare
Parlare a Dio nella preghiera. Il saggio โdi buon mattino rivolge il cuore al Signore, che lo ha creato, prega davanti allโAltissimo, apre la bocca alla preghiera, implora per i suoi peccati. Se questa รจ la volontร del Signore grande, sarร ricolmato di spirito di intelligenza, come pioggia effonderร parole di sapienza, nella preghiera renderร lode al Signore. Egli dirigerร il suo consiglio e la sua scienza, mediterร sui misteri di Dioโ (Sir 39,5-7).
Fra tante parole che rivolgiamo agli uomini, alcune buone e utili, altre vane e peggio, quale spazio trova la parola rivolta a Dio nella preghiera? Non siamo troppo spesso dei โmutiโ che non sanno conversare con lui? Eppure egli รจ vicino, ci assicura Isaia, viene a salvarci. La sua presenza, la sua salvezza si farร sentire tanto piรน quanto piรน lo invocheremo, col senso di umiltร di chi si riconosce piccolo e peccatore, col senso di fiducia di chi si riconosce figlio di Dio. โSignore, apri le mie labbra e la mia bocca proclami la tua lodeโ (Sal 50,17). Con questa invocazione ha inizio la preghiera liturgica della giornata: solo se Dio ci apre le labbra siamo in grado di lodarlo e dโinvocarlo come creatore e padre.
Gesรน scioglie il nodo della nostra lingua perchรฉ possiamo parlare ai fratelli, comโegli aprรฌ la bocca di Ezechiele e questi non seppe piรน tacere (cf Ez 33,22). Parlare per โannunziare il mistero di Cristoโ, come Paolo che, in catene, chiedeva ai cristiani di Colosse di pregare โche possa davvero manifestarlo, parlandone come devoโ (Col 4,3-4); perchรฉ โquando apro la bocca mi sia data una parola franca, per far conoscere il mistero del Vangelo, del quale sono ambasciatore in catene, e io possa annunziarlo con franchezza come รจ mio dovereโ (Ef 6,19-20). Non solo ai vescovi, โaraldi della fedeโฆ dottori autentici, cioรจ rivestiti dellโautoritร di Cristoโ (Lumen Gentium, 25), ai sacerdoti, i quali โhanno anzitutto il dovere di annunziare a tutti il Vangelo di Dioโ (Presbyterorum ordinis, 4), ma a tutto โil popolo santo di Dioโ, che โpartecipa alla missione profetica di Cristoโ, incombe lโobbligo di rendere โuna viva testimonianza di fede e di caritร โ (Lumen Gentium, 12), di โprofessare pubblicamente la fede ricevuta da Dio mediante la Chiesaโ, di โdiffondere e difendere con la parola e con lโopera la fede come veri testimoni di Cristoโ (Lumen Gentium, 11).
Libertร per la giustizia e per lโamore
Poco prima del tratto che si รจ letto oggi, s. Giacomo ci aveva esortati ad accogliere โcon docilitร la parolaโ, a metterla in pratica, fissando โlo sguardo sulla legge perfetta, la legge della libertร โ, e restandole fedeli (1,21-25). In qual modo dobbiamo essere fedeli alla โlegge della libertร โ, รจ indicato concretamente con un esempio tolto da ciรฒ che poteva accadere in qualche comunitร . La tentazione dei โfavoritismi personaliโ รจ sempre in agguato. Chi รจ ricco, รจ potente, ha influenza nei vari settori della vita sociale, รจ generalmente trattato con particolari attenzioni e riguardi; un poโ per quel senso di rispetto che provoca, in certi ambienti, il denaro il potere il prestigio; piรน ancora perchรฉ da lui si spera qualche aiuto, qualche appoggio che non puรฒ venire da un povero diavolo qualsiasi. Che questi sentimenti si esprimano, con i gesti indicati dallโapostolo, in unโadunanza liturgica, รจ particolarmente grave, รจ una controtestimonianza palese, รจ unโaperta contraddizione alla natura della Chiesa, che, โquantunque per compiere la sua missione abbia bisogno di mezzi umani, non รจ costituita per cercare la gloria della terra, bensรฌ per far conoscere, anche col suo esempio, lโumiltร e lโabnegazioneโ, che โriconosce nei poveri e nei sofferenti lโimmagine del suo fondatore povero e sofferente, si premura di sollevare lโindigenza, e in loro intende di servire a Cristoโ (Lumen Gentium, 8).
Non รจ tollerabile che, dopo anni dalla fine del Concilio, certi matrimoni siano celebrati con un apparato fastoso, in chiese trasformate in saloni di dubbio gusto da โparvenusโ, con sedie dorate, tappeti e fiori costosi, cosรฌ che chi vi entra per caso รจ portato a pensare a un ricevimento mondano e resta allibito quando vede uscire il prete per la celebrazione del sacrificio eucaristico e del sacramento del matrimonio. Che cosa se nโรจ fatto di quel provvidenziale articolo 32 della Costituzione conciliare sulla sacra liturgia: โNella liturgia, tranne la distinzione che deriva dallโufficio liturgico e dallโordine sacro, e tranne gli onori dovuti alle autoritร civili a norma delle leggi liturgiche, non si faccia alcuna preferenza di persone private o di condizioni, sia nelle cerimonie sia nelle solennitร esterioriโ? I โfavoritismi personaliโ che vengono da โgiudizi perversiโ debbono essere evitati sempre. Se ci sono preferenze da fare, queste debbono essere a favore dei poveri, di quelli che non contano.
Ai sacerdoti il Concilio ricorda: โAnche se sono tenuti a servire tutti, ai presbiteri sono affidati in modo speciale i poveri e i piรน deboli, ai quali lo stesso Signore volle dimostrarsi particolarmente unito, e la cui evangelizzazione รจ mostrata come segno dellโopera messianicaโ (Presbyterorum ordinis, 6). ร legge che vale per tutti i cristiani, perchรฉ fondata sullโinsegnamento e sullโesempio di Gesรน. Siamo raccolti nellโโadunanzaโ eucaristica, nella quale si perpetua il sacrificio della croce, si celebra il memoriale della morte e risurrezione di Cristo, โsacramento di pietร , segno di unitร , vincolo di caritร โ (Sacrosanctum Concilium, 47). Viviamo il nostro incontro, in questa assemblea eucaristica, in spirito di comunione fraterna, di sincera e generosa apertura verso tutti, in primo luogo verso i poveri, che il Signore ha scelto โnel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amanoโ.
Tratto da โOmelie per un anno 1 e 2 โ Anno Aโ โ a cura di M. Gobbin โ LDC
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XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ Anno B
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- Colore liturgico: Verde
- Is 35, 4-7; Sal.145; Gc 2, 1-5; Mc 7, 31-37
Fa udire i sordi e fa parlare i muti.
Mc 7, 31-37
Dal Vangelo secondo Marco
31Di nuovo, uscito dalla regione di Tiro, passando per Sidone, venne verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decร poli. 32Gli portarono un sordomuto e lo pregarono di imporgli la mano. 33Lo prese in disparte, lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccรฒ la lingua; 34guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e gli disse: ยซEffatร ยป, cioรจ: ยซApriti!ยป. 35E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. 36E comandรฒ loro di non dirlo a nessuno. Ma piรน egli lo proibiva, piรน essi lo proclamavano 37e, pieni di stupore, dicevano: ยซHa fatto bene ogni cosa: fa udire i sordi e fa parlare i muti!ยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 09 โ 15 Settembre 2018
- Tempo Ordinario XXIII
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 3
Fonte: LaSacraBibbia.net
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