Commento al Vangelo di domenica 31 Gennaio 2021 โ€“ p. Alessandro Cortesi op

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p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.

โ€œIl Signore disse: Io susciterรฒ loro un profeta e gli porrรฒ in bocca le mie parole ed egli dirร  loro quanto io gli comanderรฒโ€ (Deut 18,16)

Il profeta nella Bibbia non รจ una sorta di โ€˜lettore del futuroโ€™ che prevede e risponde alle curiositร  su ciรฒ che avverrร . Eโ€™ piuttosto lโ€™uomo della Parola, la cui vita รจ stata segnata e trasformata dalla parola di Dio. Contesta i falsi volti di Dio e la religiositร  che si allea con il potere e diviene funzione per sostenere e legittimare le subdole logiche del dominio. La parola del profeta richiama ad un culto che si attua nella vita, al volto di Dio protettore dello straniero, dellโ€™orfano, della vedova (Is 1,16-17). Il profeta si contrappone spesso in polemica con il re e denuncia la tentazione continua di ridurre il rapporto con Dio ad una giustificazione dello sfrutatmento e dellโ€™ingiustizia (cfr. Am 5,14-15).

La pagina del vangelo di Marco presenta Gesรน stesso come โ€˜uomo della parolaโ€™. Il verbo โ€˜insegnareโ€™ ritorna piรน volte in questo brano: โ€œA Cafarnao, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesรน si mise ad insegnare. โ€ฆ insegnava loro come uno che ha autoritร  e non come gli scribiโ€. Il tempo รจ il giorno di sabato, memoria del riposo di Dio nella creazione e dellโ€™alleanza nel dono della legge. Gesรน insegna nella sinagoga, luogo della comunitร  e luogo della Parola. Molto probabilmente un insegnamento pacato, non gridato, nรฉ imposto con prepotenza, una parola che incontrava la vita di chi ascoltava e che faceva leggere le Scritture come parola viva, significativa. Un insegnamento che attira ed affascina perchรฉ espressione di un ascolto profondo e di autenticitร , di chi dice una parola โ€˜veraโ€™, dallโ€™interioritร  della sua esistenza. E si manifesta come testimonianza.

Marco sottolinea la contrapposizione tra questo insegnamento di Gesรน โ€“ visto come esempio di ogni maestro autentico, che non sโ€™impone, ma attrae e coinvolge โ€“ e il grido dellโ€™uomo posseduto da uno spirito immondo โ€“ proprio lรฌ, posto al centro del luogo religioso, della sinagoga. Nel mezzo del luogo religioso si rende presente la forza del male che indica anche gli esiti negativi di una religione che non guarda allโ€™uomo e non รจ liberante. Gesรน impone di tacere ad una voce che grida la sua identitร  in modo prepotente. Invita al silenzio: si manifesta come colui che libera lโ€™uomo da ciรฒ che lo porta a gridare e non gli permette di maturare una capacitร  di ascolto. Il suo insegnamento si fa gesto di liberazione. Lโ€™ascolto รจ lโ€™attitudine fondamentale del credente. La sua รจ una parola che apre la possibilitร  di vivere.

Nel grido di quellโ€™uomo compare il riferimento allโ€™identitร  di Gesรน come โ€˜il santo di Dioโ€™. Eppure Gesรน sgrida quellโ€™uomo che gridava a lui e โ€˜lo minacciรฒโ€™. Gesรน si contrappone ad una fede โ€˜gridataโ€™, strumento di un potere che divide (satana) e tiene schiavi.

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Con la sua parola Gesรน restituisce quellโ€™uomo a se stesso. Marco delinea in Gesรน il modello di un educatore che lascia spazio alla crescita di ognuno liberandolo da oppressione. Dice infatti che Gesรน insegnava โ€˜con autoritร โ€™. Marco accenna anche alla meraviglia perchรฉ il suo insegnamento era โ€˜nuovoโ€™ e si poneva come parola significativa, capace di comunicare. La parola di Gesรน ha i toni della parola del profeta: non si tratta di una โ€˜dottrinaโ€™ ma un โ€˜insegnamento che tocca la vita, capace di aprire un rapporto di libertร .

Eโ€™ invito a seguire e condividere. Il dono di essere profeti nel popolo di Dio รจ dono di ascolto di questa parola che puรฒ coinvolgere e trasformare lโ€™esistenza.

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