Commento al Vangelo di domenica 30 dicembre 2018 โ€“ p. Alessandro Cortesi op

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โ€œvoi mogli state sottomesse ai mariti come si conviene nel Signore. Voi mariti amate le vostre mogli e non inaspritevi con esse. Voi figli obbedite ai genitori in tuttoโ€ฆโ€

La Scrittura รจ Parola di Dio scritta da mani dโ€™uomo e porta con sรฉ i tratti della cultura in cui i vari testi sono nati. Questo testo reca in sรจ il condizionamento del modo di concepire i rapporti in una societร  fortemente maschilista come quella ebraica del I secolo d.C., una cultura distante dal modo attuale di concepire i rapporti tra uomo e donna, tra genitori e figli.

Nel tentativo di cogliere il messaggio centrale della Parola di Dio oltre i condizionamenti culturali cโ€™รจ unโ€™espressione che offre uno squarcio importante: โ€œcome il Signore vi ha perdonato, cosรฌ fate anche voiโ€ (Col 3,13). Pur rimanendo condizionato dalla mentalitร  del proprio tempo lโ€™autore di questa lettera individua un criterio di riferimento per intendere i rapporti nel contesto familiare e lo ritrova nel rinvio a Gesรน, nel movimento di dono e perdono che ha guidato la sua esistenza.

Cosรฌ nella lettera agli Efesini si legge: โ€œCome la chiesa sta sottomessa a Cristo, cosรฌ anche le mogli siano sottomesse ai loro mariti. E voi, mariti, amate le vostre mogli come Cristo ha amato la Chiesaโ€ (Ef 5,24-25).

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Gesรน nel radunare una comunitร  attorno a sรฉ indicava nuovi orizzonti per la vita di una famiglia nova, fatta di sorelle e fratelli. Ciรฒ si poneva quale critica radicale rispetto ai rapporti di potere presenti nella societร  e contestava le forme patriarcali: โ€˜nessuno tra voi si chiami padreโ€ฆโ€™. I rapporti dovevano essere di fratelli e sorelle: una comunitร  di uguali quindi, ma in cui sono da riconoscere le diversitร  di ognuna e ognuno con il proprio nome, nella differenza.

Il riferimento a Cristo, al centro allora dellโ€™esortazione della lettera paolina, conduce ad intendere i rapporti come Cristo ha vissuto la sua vita e le relazioni. Ha dato se stesso per coloro che ha amato, per tutti coloro che ha chiamato a seguirlo, vivendo la cura per gli altri e non sottomettendosi ad alcun potere umano, fino al dono totale della sua vita. Questa รจ la radice di una attitudine di incontro e di dialogo reciproco.

Il criterio di riferimento fondamentale da cui trae vita lโ€™esperienza della fede รจ quindi: โ€˜come Cristo ha amato la chiesaโ€™. Lโ€™esortazione a โ€˜sottomettersiโ€™ viene cosรฌ ad essere trasformata dallโ€™interno, a significare tuttโ€™altro che accettazione di un dominio. Essa esprime invece lโ€™orientamento a vivere la propria vita in libertร  e nella fedeltร  alla chiamata allโ€™amore. E forse dovrebbe in tale senso essere addirittura cambiata nelle traduzioni per non suscitare ambiguitร  cariche di conseguenze negative. Sappiamo infatti che queste, come altre espressioni analoghe, hanno generato nella vita delle comunitร  cristiane attitudini e stili di rapporti tra uomo e donna e tra genitori e figli ben lontane dal vangelo e la Scrittura รจ diventata strumento per mantenere strutture di dominio legate alla mentalitร  patriarcale presenti non solo al tempo di Paolo, ma tuttโ€™oggi persistenti.

Al cuore del vangelo sta lโ€™indicazione di rapporti segnati dalla gratuitร  e dal dono. Tuttโ€™altro che dominio e sottomissione. Il modo per vivere fedeltร  a Cristo e vivere in lui รจ accogliere lโ€™altro, lโ€™altra, da pari, e secondo una logica di fraternitร  e sororitร . Nellโ€™uguaglianza e riconoscendo le differenze.

La pagina di Luca parla della famiglia di Nazaret, ma non certo per offrire un esempio di vita familiare. Tutto รจ orientato a far risaltare le parole di Gesรน: โ€˜Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?โ€™ Espressione che puรฒ essere anche tradotta: โ€œNon sapevate che io devo stare nella casa del Padre mio?โ€. Al cuore della pagine sta la scoperta del cuore dellโ€™esperienza di Gesรน nel rapporto con il Padre suo.

Allโ€™etร  di dodici anni, Gesรน รจ prsentato da Luca nel momento di passaggio alla maturitร : รจ la casa del Padre il luogo in cui Gesรน, e con lui ogni discepolo e discepola, deve stare. Maria ritrova Gesรน giovinetto nel tempio e ascolta questa parola in riferimento alla casa del Padre: รจ una indicazione giร  rivolta alla risurrezione. Luca presenta la risurrezione come salita di Cristo alla casa del Padre e tutto il vangelo si conclude nel tempio come nel tempio era iniziato. La casa del Padre, รจ la missione del Padre, il rapporto con Lui che implica un rapporto nuovo con gli altri. La casa del Padre apre ogni casa umana ad un orizzonte nuovo di rapporti, spalancando ogni ristretto confine di chiusura e di appartenenza.

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Lc 2, 41-52
Dal Vangelo secondo Luca

I genitori di Gesรน si recavano ogni anno a Gerusalemme per la festa di Pasqua. Quando egli ebbe dodici anni, vi salirono secondo la consuetudine della festa. Ma, trascorsi i giorni, mentre riprendevano la via del ritorno, il fanciullo Gesรน rimase a Gerusalemme, senza che i genitori se ne accorgessero. Credendo che egli fosse nella comitiva, fecero una giornata di viaggio, e poi si misero a cercarlo tra i parenti e i conoscenti; non avendolo trovato, tornarono in cerca di lui a Gerusalemme.
Dopo tre giorni lo trovarono nel tempio, seduto in mezzo ai maestri, mentre li ascoltava e li interrogava. E tutti quelli che lโ€™udivano erano pieni di stupore per la sua intelligenza e le sue risposte.
Al vederlo restarono stupiti, e sua madre gli disse: ยซFiglio, perchรฉ ci hai fatto questo? Ecco, tuo padre e io, angosciati, ti cercavamoยป. Ed egli rispose loro: ยซPerchรฉ mi cercavate? Non sapevate che io devo occuparmi delle cose del Padre mio?ยป. Ma essi non compresero ciรฒ che aveva detto loro.
Scese dunque con loro e venne a Nร zaret e stava loro sottomesso. Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore. E Gesรน cresceva in sapienza, etร  e grazia davanti a Dio e agli uomini.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.