Commento al Vangelo di domenica 3 Marzo 2019 โ€“ p. Alessandro Cortesi op

669

La pagina del Siracide รจ una perla preziosa di un libro che ha come scopo insegnare lโ€™arte del vivere, la sapienza quale via per attuare la Torah, per cercare di partecipare allโ€™opera creatrice di Dio, attuando creativitร  ad immagine del creatore, facendo della propria esistenza unโ€™opera bella.

La vita stessa รจ opera dโ€™arte. Eโ€™ nascosta nel cuore delle cose e dei gesti del vivere. Come i grandi scultori affermavano di aver scoperto le loro opere racchiuse giร  nel blocco di pietra a cui con lo scalpello davano progressivamente forma cosรฌ cโ€™รจ una Parola di Dio da ascoltare al cuore dellโ€™esistenza umana.

Lโ€™invito a coltivare la sapienza come scienza pratica di vita รจ il messaggio centrale di questo libro probabilmente scritto in ebraico verso il 190 a.C. da un tal Sirach poi tradotto in greco ad Alessandria in Egitto dal suo figlio Ben Sirach (il figlio di Sirach) che fu anche animatore di una scuola di sapienza โ€“ da cui il nome Siracide.

Lโ€™esperienza del vivere, la vita nelle sue pieghe ordinarie รจ luogo di esperienza di Dio. In tal senso nella vita si puรฒ lasciare spazio alla Parola di Dio se si fa attenzione alle parole e ai gesti umani.

โ€œQuando si scuote un setaccio restano i rifiuti; cosรฌ quando un uomo discute ne appaiono i difettiโ€

- Pubblicitร  -

Lโ€™immagine del setaccio รจ utilizzata per esprimere quanto avviene in una ricerca comune. Aprirsi a porre in discussione le proprie idee con altri รจ atto coraggioso e di apertura mentale. Eโ€™ scuotimento che genera il cadere di quanto non serve o si rivela erroneo. Nel confronto e nello scambio di parole con lโ€™altro emergono i limiti, le incongruenze, gli errori stessi del proprio modo di ragionare. Si scopre una veritร  piรน grande di quella che si pensava di avere intravisto e ci si apre ad una veritร  che ci raggiunge in modi inattesi proprio nellโ€™incontro. Lo scambio della parola, la discussione รจ setaccio che lascia cadere quanto รจ inutile ed indica lโ€™attitudine di chi ricerca lโ€™essenziale. Sta qui uno dei tratti del profilo del saggio.

โ€œI vasi del ceramista li mette a prova la fornace, cosรฌ il modo di ragionare รจ il banco di prova per un uomoโ€

Un vaso ben plasmato viene messo al fuoco rimane integro e lโ€™argilla non si spacca, se invece vi sono difetti nellโ€™impasto il fuoco genera fessure fino a spaccare il vaso. Questa immagine della vita artigianale indica i percorsi del ragionamento dellโ€™uomo. Quando si confronta con altri, nello scambio di parole emerge se vi รจ una autentica ricerca di veritร  oppure se si tratta di un discorrere senza basi e che quindi si spacca e si fende come un vaso posto nel fuoco. Solamente nel rapporto con gli altri ci puรฒ essere la ricerca di una veritร  piรน grande oltre i frammenti che ciascuno riesce a cogliere.

Cosรฌ il Siracide evoca lโ€™impegno del saggio che si mantiene in discussione, che non pretende di essere arrivato e si espone al vaglio di un confronto da cui puรฒ emergere anche il difetto del suo ragionare e la parzialitร  del suo punto di vista. Il rapporto con Dio passa attraverso la parola e lโ€™incontro con gli altri. E proprio in questo lasciarsi vagliare insegue la Parola di Dio che non viene meno. Il profilo del saggio รจ quello di chi ha una mente aperta e un cuore disponibile. Le sue parole, appaiono cosรฌ come i frutti di un albero che maturano in rapporto ad una vita nascosta della pianta. Il centro della vita del saggio รจ un cuore coltivato nel bene, abituato a mantenersi in ricerca, disposto allโ€™incontro. Le parole cattive sono il frutto di un cuore malato, che รจ stato intaccato dalla stoltezza: โ€œIl frutto dimostra come รจ coltivato lโ€™albero, cosรฌ la parola rivela i pensieri del cuoreโ€.

Questi pochi versetti del Siracide aiutano a riflettere oggi sul rapporto tra la Parola di Dio e le nostre parole, sul raggiungerci di Dio nella concretezza degli incontri e delle ricerche della vita.

ยซVoglio indicarvi il modo migliore per insegnare la Torah. Bisogna non sentire piรน affatto se stessi, non essere niente di piรน di un orecchio che ascolta ciรฒ che il mondo della Torah dice in lui. Ma non appena si cominciano a sentire le proprie parole, si cessiยป Cosรฌ Martin Buber nei suoi Racconti dei Chassidim.

Tale via di saggezza รจ quella ricordata da Gesรน che nel suo insegnamento utilizza il modo di parlare le brevi sentenze della sapienza di Israele: โ€œPuรฒ forse un cieco guidare un altro cieco? Non cadranno tutti e due in un fosso? Un discepolo non รจ da piรน del maestro; ma ognuno che sia ben preparato, sarร  come il suo maestroโ€. Gesรน mette in guardia dallโ€™essere guide cieche, presuntuose e incapaci di avere occhi aperti per camminare insieme agli altri. Richiama anche ad un discepolato che รจ rapporto di discepolo e maestro, ma va oltre il modo di pensare il discepolato dei rabbini: seguire lui infatti รจ cammino che non fa compiere illusorie carriere โ€“ si rimarrร  infatti sempre discepoli, al seguito, dietro di lui โ€“ ed รจ chiamata a porre i passi dove lui i ha posti, assumendo lo stile della sua vita.

Continua sul sito di don Alessandroโ€ฆ