Commento al Vangelo di domenica 29 Luglio 2018 โ€“ don Marino Gobbin

646

IL LINGUAGGIO DEI MIRACOLI

Per le nostre riflessioni sulla parola di Dio, in particolare sul Vangelo, possiamo partire da unโ€™osservazione di s. Agostino a commento del fatto che qui si racconta. I miracoli di Cristo, egli dice, โ€œpossiedono, a intenderlo bene, un loro linguaggio. Poichรฉ, essendo Cristo il Verbo, cioรจ la Parola di Dio, ogni azione del Verbo รจ per noi una parolaโ€. Linguaggio singolarmente ricco e profondo: qui ci limiteremo a coglierne alcuni elementi, per riprendere il discorso domenica prossima, quando ascolteremo Gesรน stesso spiegarci cosa significa il miracolo della moltiplicazione dei pani.

Dio provvede allโ€™uomo, a tutto lโ€™uomo

Nella mentalitร  e nel comportamento dellโ€™uomo religioso (o che si crede tale) possono verificarsi due atteggiamenti opposti. Cโ€™รจ chi si ricorda di Dio (forse piรน volentieri della Madonna e dei Santi, di certi santi) solo quando si trova in difficoltร  dโ€™ordine materiale: malattie, situazioni finanziarie critiche e simili, salvo a dimenticarsene al primo segnale di cessato pericolo. Cโ€™รจ, al contrario, chi ritiene del tutto sconveniente ricorrere a Dio per motivi che non siano puramente spirituali, pensando che sarebbe mancare di rispetto alla maestร  di Dio volerla mescolare alle nostre povere vicende dโ€™ogni giorno.

Sbagliano, evidentemente, i primi, che non tengono in conto la parola di Gesรน: โ€œNon affannatevi dicendo: Che cosa mangeremo? Che cosa berremo? Che cosa indosseremo?โ€ฆ Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiuntaโ€ (Mt 6,31.33). Ma non hanno ragione neanche quelli che vorrebbero proibire a Dio di interessarsi della salute, del lavoro, del sostentamento quotidiano dei suoi figli. Poco prima delle parole ora citate, Gesรน aveva esortato a fidarsi, anche per le necessitร  materiali, del Padre celeste, che nutre gli uccelli del cielo e veste i gigli del campo e tanto piรน si prende cura dei suoi figli. Come Dio provveda, anche con miracoli, risulta dai due fatti che abbiamo sentito raccontare. Sarebbe facile allinearne tanti e tanti altri, dalle pagine dellโ€™Antico e del Nuovo Testamento.

Questa considerazione รจ un invito allโ€™umiltร . La domanda rivolta da Gesรน a Filippo: โ€œDove possiamo comprare il pane perchรฉ costoro abbiano da mangiare?โ€, non era espressione dโ€™imbarazzo da parte del Maestro nรฉ richiesta di aiuto. Voleva โ€œmetterlo alla provaโ€ e fargli capire che lui solo poteva provvedere. Questo non vale solamente per i miracoli. Le risorse della natura, creata da Dio e da lui affidata allโ€™uomo perchรฉ se ne serva, sono i mezzi con i quali il Padre celeste assiste i suoi figli.

- Pubblicitร  -

Collaborare con Dio

Venti pani, che non dovevano essere di grosso formato, non sarebbero bastati per i cento uomini che formavano la comunitร  riunita intorno al profeta Eliseo; tantโ€™รจ che questi sentรฌ il bisogno di rassicurare lโ€™anonimo che glieli aveva portati appellandosi alla parola del Signore: โ€œNe mangeranno, e ne avanzerร  ancoraโ€. Tanto piรน evidente la sproporzione fra i cinque pani e i due pesci, la provvista recata con sรฉ dal ragazzo, e i cinquemila che mangiarono โ€œfinchรฉ ne volleroโ€, avanzandone ancora dodici canestri.

Eppure Dio voleva che gli uomini facessero la loro parte, per quanto inadeguata. Non voleva essere solo nel provvedere ai suoi figli. Anche ora egli attende la nostra collaborazione. Anche ora cโ€™รจ chi ha fame: metร  dellโ€™umanitร  soffre di denutrizione, con le inevitabili conseguenze nella salute. Non possiamo disinteressarcene solo perchรฉ sono lontani da noi, nel terzo o nel quarto mondo. Ma non cโ€™รจ anche vicino a noi, nei centri storici e nella periferia delle grandi cittร , chi soffre la fame? E chi soffre per la malattia, la solitudine, lโ€™oppressione, lโ€™emarginazione, non cโ€™interessa? Eppure ha interessato Gesรน. Gli portavano, collaborando con lui, i paralitici, i sordomuti, gli indemoniati, ed egli li guariva.

Ci diamo da fare per i fratelli che hanno bisogno, che soffrono, che sono soli? Soccorrere le vittime delle immani calamitร  naturali: terremoti, inondazioni, ecc., รจ dovere; ma ci sono le sofferenze e le necessitร  dโ€™ogni giorno che attendono aiuto e conforto. La civiltร  odierna ci offre nuovi mezzi, ieri inimmaginabili, per aiutare i fratelli: Penso ai donatori di sangue, ai donatori di organi. Collaborare con Dio per aiutare i fratelli vuol dire lavorare e lottare per lโ€™instaurazione di un ordine piรน umano, segnato dalla libertร , dalla giustizia, dalla solidarietร , dallโ€™amore. Mi viene in mente un altro mezzo concreto e attuale. Il movimento Amnesty International pubblica ogni mese un elenco di persone private ingiustamente della libertร  e dei diritti umani, torturate, vittime dโ€™ogni sorta di soprusi e dโ€™ingiustizie. Intervenire, nei modi opportuni, in loro aiuto รจ opera altamente umana e cristiana.

โ€œQuesti รจ davvero il profeta!โ€

Di solito pensiamo al profeta come a uno che parla. Ma, in questo racconto, le parole di Gesรน si riducono a tre frasette: una, la domanda rivolta a Filippo, e due ordini laconici: โ€œFateli sedereโ€, e poi: โ€œRaccogliete i pezzi avanzatiโ€. La gente riconosce il profeta vedendo โ€œil segno che egli aveva compiutoโ€. La potenza, messa a servizio dellโ€™amore, che Gesรน dispiega nella moltiplicazione dei pani, induce giustamente la gente ad acclamarlo profeta. A 20 secoli di distanza, il fatto non รจ meno significativo per noi. Anche noi dobbiamo riconoscere in lui il profeta mandato da Dio, il Figlio di Dio.

Se ora lo proclamiamo nostro Re e Signore, egli non si sottrae alla nostra adorazione, ma accoglie volentieri il nostro atto di fede, il nostro impegno di dedizione e di sudditanza, nel prendere il suo messaggio come norma della nostra vita, nellโ€™adoperarci per estendere il suo regno di giustizia e di amore, di santitร  e di pace.
Anche noi, partecipi per il battesimo dellโ€™ufficio profetico, sacerdotale e regale di Cristo, dobbiamo essere โ€œprofetiโ€, piรน ancora che con le parole, con i โ€œsegniโ€, con la fedele e coeยฌrente testimonianza della vita. Come questo possa avvenire, lo impariamo da s. Paolo: comportandoci in maniera degna della vocazione che abbiamo ricevuto. Ascoltiamo qualche spiegazione che ci dร  di questo passo s. Giovanni Crisostomo: โ€œCon ogni umiltร โ€, poichรฉ โ€œchi รจ umile si comporta degnamente: lโ€™umiltร  รจ il fondamento dโ€™ogni virtรนโ€; โ€œSopportandovi a vicenda con amoreโ€, poichรฉ, โ€œdove cโ€™รจ amore, tutto si puรฒ sopportareโ€.

Infine, se il Signore lo vuole, accettando di soffrire per lui. Ancora una volta ce lโ€™insegna il medesimo santo, che ne ha fatto in sรฉ lโ€™esperienza: โ€œNiente รจ cosรฌ glorioso come le catene sopportate per Cristo, le catene che legavano quelle sante mani. Essere prigionieri per Cristo รจ piรน onorifico che essere apostolo, dottore, evangelista. Se cโ€™รจ chi ama Cristo, capisce quel che dico; se cโ€™รจ chi รจ pazzo per il Signore e arde dโ€™amore per lui, capisce il valore delle cateneโ€.

Fonte

Tratto da โ€œOmelie per un anno 1 e 2 โ€“ Anno Aโ€ โ€“ a cura di M. Gobbin โ€“ LDC

ACQUISTA IL LIBRO SU

Acquista su Libreria del Santo Acquista su Amazon Acquista su Ibs

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 29 Luglio 2018 anche qui.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6, 1-15

In quel tempo, Gesรน passรฒ allโ€™altra riva del mare di Galilea, cioรจ di Tiberรฌade, e lo seguiva una grande folla, perchรฉ vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesรน salรฌ sul monte e lร  si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesรน, alzร ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: ยซDove potremo comprare il pane perchรฉ costoro abbiano da mangiare?ยป. Diceva cosรฌ per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: ยซDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchรฉ ognuno possa riceverne un pezzoยป.

Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: ยซCโ€™รจ qui un ragazzo che ha cinque pani dโ€™orzo e due pesci; ma che cosโ€™รจ questo per tanta gente?ยป. Rispose Gesรน: ยซFateli sedereยป. Cโ€™era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesรน prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.

E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: ยซRaccogliete i pezzi avanzati, perchรฉ nulla vada perdutoยป. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani dโ€™orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: ยซQuesti รจ davvero il profeta, colui che viene nel mondo!ยป. Ma Gesรน, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirรฒ di nuovo sul monte, lui da solo.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 29 Luglio โ€“ 04 Agosto 2018
  • Tempo Ordinario XVII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO