
Nellโesperienza della fede di Israele Dio รจ presenza nascosta e vicina: non รจ una tra le creature della terra, sta infatti โlassรนโ, luogo del divino, nelle altezze dei cieli, metafora di una dimensione non racchiudibile entro i confini del creato. Nel medesimo tempo si fa vicino ed irrompe nel โquaggiรนโ, nei luoghi della vicenda umana, sulla terra.
Il Dio unico e vicino, รจ il non dominabile, non racchiudibile. Non sta nelle mani dellโuomo, non รจ uno tra gli elementi del cosmo. Per questo tutto nel creato viene cosรฌ sdivinizzato e il mondo รจ restituito ad essere mondo dellโuomo. Nessuna manifestazione naturale, nessun essere per quanto meraviglioso, nessun uomo o donna possono prendere il posto di Dio. Dio รจ altro.
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Ma il Dio che sta lassรน รจ anche il vicinissimo, Eโ presenza che soffia non sopra ma dentro le cose, con il suo spirito che รจ respiro di vita donata. ascolta il grido del popolo che soffre e scende a liberarlo. รจ coinvolto nella vita del popolo. Abramo padre dei credenti รจ lโesempio di chi ha ascoltato una parola interiore, una chiamata di Dio. E cosรฌ Mosรจ. Questโesperienza del cuore, non di uno solo ma di popolo, viene espressa con lโimmagine del fuoco che avvolge il roveto e non lo consuma. Un fuoco che arde e non dร morte ma porta vita.
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Da lรฌ sorge una storia di incontro che si delinea come amore impegnativo e di relazione. Israele lo esprime nei termini dellโalleanza, un patto di dono e fedeltร : โInterroga pure i tempi antichi, che furono prima di te: dal giorno in cui Dio creรฒ lโuomo sulla terra e da unโestremitร dei cieli allโaltra, vi fu mai cosa grande come questa e si udรฌ mai cosa simile a questa? Che cioรจ un popolo abbia udito la voce di Dio parlare dal fuoco come lโhai udita tu, e che rimanesse vivo?โ.
I testi biblici non offrono una definizione di Dio ma raccontano lโesperienza di un popolo nellโincontro della fede. Il suo volto si delinea solo in una storia. Eโ una storia sospesa, fondata sullโaffidamento: la fede รจ espressa con lโimmagine di appoggiarsi su un piccolo appiglio di roccia, una parola accolta nel cuore, una promessa custodita e trasmessa, una stabilitร fragile. Israele scopre lโagire di Dio negli eventi della storia. La sua รจ esperienza non tanto della ricerca umana di Dio, quanto del venire di Dio in cerca dellโuomo. Eโ un venire, il suo, che continuamente si ripropone in modi nuovi, e passa per la chiamata di persone che si fanno voce della sua Parola, che annunciano la sua fedeltร , che allargano i confini di un raduno.
Nei vangeli un dato fondamentale del profilo di Gesรน รจ indicato nel suo rapporto con lโAbbร , Dio il padre. Partecipe della fede del suo popolo Gesรน, come ebreo vive la fede dei padri. Nella sua vita manifesta la coscienza di un rapporto particolare con lโAbbร : a lui si affida senza riserve. Nella sua preghiera sta la profonditร del suo rapporto con Dio. AllโAbbร si rivolge nella solitudine e soprattutto nei momenti di scelta e di prova. Si affida a Dio di cui annuncia il regno, come vicinanza che apre senso della vita e salvezza per chi non ha speranza. La sua preghiera respira di una confidenza unica fino al grido sulla croce in cui affida a Dio il suo grido che esprime lโesperienza dellโabbandono. Marco riporta che il centurione vedendolo morire a quel modo, sotto la croce, disse โVeramente questโuomo รจ Figlio di Dioโ. Dopo la Pasqua la comunitร riconosce a Gesรน i titoli di โFiglioโ e Signore.
Lโesperienza della prima comunitร dopo la pasqua, si puรฒ sintetizzare nellโesperienza dello Spirito che fa sentire accolti, figlie e figli: โTutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, costoro sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno Spirito da schiavi per ricadere nella paura, ma avete ricevuto uno Spirito da figli adottivi per mezzo del quale gridiamo Abbร , Padre. Lo Spirito stesso attesta al nostro Spirito che siamo figli di Dioโ.
Dire Abbร non รจ esito di sforzo umano: รจ in radice un dono, opera dello Spirito, dono della Pasqua (cfr Gv 20,22). Nello Spirito, lasciando spazio a lui, colui che ricorda tutto quello che Gesรน ha detto (cfr. Gv 14,26) e consola (Gv 14,15), la comunitร vive lโesperienza di essere coinvolta in un evento di comunione: โIo pregherรฒ il Padre ed egli vi darร un altro Consolatore perchรฉ rimanga con voi per sempreโฆ in quel giorno voi saprete che io sono nel Padre e voi in me e io in voiโ (cfr. Gv 14,20).
Se il volto di Dio รจ comunione il volto autentico di ogni persona e dellโumanitร stessa รจ nellโorizzonte della comunione. La comunitร di Gesรน dovrebbe essere segno e strumento, profezia e annuncio, di tale comunione nel cammino della storia. Lโesperienza di vita nelle famiglie, delle comunitร umane, dei rapporti tra i popoli, puรฒ trovare nel volto di Dio Trinitร , una promessa, una chiamata ed un orizzonte di speranza.
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IX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ Domenica della Santissima Trinitร โ ANNO B
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- Colore liturgico: Bianco
- Dt 4, 32-34. 39-40; Sal.32; Rm 8, 14-17; Mt 28, 16-20
Battezzate tutti i popoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo.
Dal Vangelo secondo Matteo
Mt 28,16-20
In quel tempo, gli undici discepoli andarono in Galilea, sul monte che Gesรน aveva loro indicato.
Quando lo videro, si prostrarono. Essi perรฒ dubitarono.
Gesรน si avvicinรฒ e disse loro: ยซA me รจ stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciรฒ che vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondoยป.
Parola del Signore
Fonte: LaSacraBibbia.net
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