
โIn quei giorni alcuni venuti dalla Giudea, insegnavano ai fratelli questa dottrina: โse non vi fate circoncidere secondo lโuso di Mosรจ non potete essere salviโ. Poichรฉ Paolo e Barnaba si opponevano risolutamente e discutevano animatamente contro costoro, fu stabilito che Paolo e Barnaba e alcuni di loro andassero a Gerusalemme dagli apostoli e dagli anziani per tale questioneโ.
La questione di cui si tratta riguarda un modo di pensare lโessere discepoli di Cristo. Secondo alcuni era necessario osservare le prescrizioni della legge giudaica: โse non fate questoโฆ non siete salviโ. Era questa la posizione di chi rinchiudeva lโannuncio di Gesรน nelle forme religiose di una legge. Per contro Paolo vedeva nellโesigere la circoncisione uno svuotamento del messaggio stesso di Cristo. La salvezza รจ radicalmente dono, non si realizza in base ad unโappartenenza o per lโosservanza di una legge, ma va accolta come evento di grazia di Dio che suscita la fede.
Paolo e Barnaba reagiscono affermando innanzitutto che la salvezza non dipende dallโuomo, da unโosservanza di una legge sia pure religiosa, ma รจ dono gratuito. Non sono richieste condizioni previe. Lโagire di Dio in Cristo รจ al primo posto, e precede. Tutte le forme religiose rischiano di prendere il posto di questa azione di Dio.
Gesรน era rimasto allโinterno della tradizione ebraica. A lui non si era posto il problema del venir meno alle prescrizioni della legge. Certamente nei vangeli si trovano tracce dellโaffermazione di Gesรน che lโuomo รจ piรน importante del sabato e la polemica contro unโosservanza che svuota il senso profondo della legge (Mc 7,8-13.20-21). Compaiono anche alcune figure di pagani: Gesรน risponde allโinsistenza delle loro richieste riconoscendone la fede โ come con la donna sirofenicia (Mc 7,24-30). Tuttavia per Gesรน non si pose il problema del superamento delle osservanze giudaiche, ma sul suo sguardo di apertura e misericordia si fondano i passaggi successivi.
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Alle prime comunitร si presenta una situazione nuova nel sorgere di contatti nuovi con i pagani. Nel confronto con tale novitร sorge una domanda inedita. E ne scaturisce lโesigenza di una decisione allโinterno della prima chiesa. Lโincontro รจ il luogo in cui si fa strada โ per impulso dello Spirito โ una comprensione piรน profonda delle esigenze del vangelo. Gli apostoli ritornano cosรฌ al cuore dellโannuncio di Gesรน: il regno di Dio รจ giร in atto giร nella storia e non si lega ad un tempio, ad una classe di sacerdoti, ad una terra particolare, ma รจ apertura allโAlteritร di Dio, al suo amore per tutti, reso visibile nella vicenda di Gesรน. In base a tale riferimenti nel dibattito si delinea una scelta di novitร : era una rinuncia rispetto a ciรฒ che sembrava essenziale โ lโosservanza della legge giudaica โ ma che essenziale non era rispetto alla gratuitร della salvezza. Eโ orientamento che si fa strada nellโincontro nelle case dei pagani (cfr. At 8; 10) e nellโesperienza dellโagire dello Spirito oltre i confini.
A Gerusalemme si attua cosรฌ un passaggio decisivo agli inizi dellโesperienza cristiana. Cresce la comprensione della Parola di Dio, la tradizione cresce nellโesperienza di tutto il popolo di Dio, insieme: si attua non come ripetizione meccanica di quanto Gesรน ha vissuto (anche perchรฉ impossibile), ma una attuazione sempre nuova della Parola che Gesรน ha comunicato.
Di fronte alle nuove sfide oggi, nellโepoca del pluralismo, nellโincontro con gli โaltriโ, non credenti o credenti di altre religioni, le chiese cristiane sono chiamate a lasciare qualcosa che sembra essenziale, a rinunciare a forme di esclusivismo e di chiusura, a rivedere profondamente forme culturali e religiose talvolta scambiate per il vangelo.
Gesรน promette il Consolatore, una presenza che si caratterizza per due azioni: il ricordare e lโinsegnare โ al futuro. โIl Consolatore, lo Spirito Santo che il Padre manderร nel mio nome, egli vi insegnerร ogni cosa e vi ricorderร tutto ciรฒ che io vi ho dettoโ.
Riscoprire la presenza dello Spirito nel tempo della chiesa รจ esigenza mai conclusa. Lโascolto della Parola di Dio fa vivere non da prigionieri della paura o della legge, ma capaci di vivere la novitร e la gioia per liberarsi continuamente dai templi di ogni potere e dalla schiavitรน di ogni religione per aprirsi allโospitalitร verso lโaltro.
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