UNA SCELTA DI SERVIZIO
La parola โservireโ, secondo molti, dovrebbe essere cancellata dal vocabolario. Lโuomo del nostro tempo rivendica la propria totale e assoluta autonomia come una conquista irrinunciabile. Lโarrogante โnon ti servirรฒโ, che in Geremia (2,20) la cittร eletta, Gerusalemme, getta in faccia al suo sposo e Signore, รจ il motto programmatico di moltissimi. Ma conviene vedere se alle parole corrispondono i fatti. A Gerusalemme, che rifiutava di servire il Signore, questi rinfaccia la vergogna dโessersi โprostituita sopra ogni colle elevato e sotto ogni albero verdeโ, nei culti naturalisti dei Baal cananei, le divinitร della feconditร .
Se la conclamata autonomia fosse quale la intendeva Paolo: โTutto mi รจ lecito, ma non mi renderรฒ schiavo di cosa alcunaโ (1 Cor 6,12), dovremmo guardare con rispetto a questi ribelli. Ma sono essi veramente liberi e autonomi? Si ribellano a Dio e si prostituiscono a chi li paga meglio, a chi assicura loro un successo nella carriera non esitando a cambiar casacca quando sperano dโaverne un guadagno. Si ribellano a Dio e si fanno schiavi degli istinti del sesso senza rispetto per la dignitร propria e altrui. Sono, per dirla con Paolo โsotto la schiavitรน del peccatoโ, ma โliberi nei riguardi della giustiziaโ (Rm 6,20). Peggio quando si comportano in tal modo coloro che dichiarano di servire il vero Dio professandosi cristiani ma smentiscono con la pratica la fede professata a parole (un esame di coscienza sul comportamento nella vita familiare, nella professione, nellโimpegno politicoโฆ).
โPoichรฉ il Signore nostro Dio ha fatto uscire noi e i padri nostri dal paese dโEgitto, dalla condizione servileโฆ Perchรฉ egli รจ il nostro Dioโ. Se questo valeva per il popolo ebreo appena uscito dallโEgitto e giunto nella terra promessa, quanto piรน deve valere per noi, che conosciamo le opere compiute dal Signore nei secoli che seguirono a questa tappa, abbiamo ascoltato le voci dei profeti, abbiamo contemplato la pedagogia dโinfinita sapienza e amore con cui guidรฒ il suo popolo fino alla venuta di Cristo Salvatore! Quanto piรน vale per noi, dopo che โil Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi; e noi vedemmo la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre, pieno di grazia e di veritร โ (Gv 1,14).
Dobbiamo servire il Signore, perchรฉ egli solo ha โparole di vita eternaโ. Quello che gli uomini possono dire e dare, se prescindono da Dio, non sarร mai la veritร integra e totale, non sarร mai la โvitaโ a cui aspiriamo, nella piena espansione del nostro essere, aperta verso quella โvita eternaโ a cui siamo chiamati. Se non serviamo al Signore, se non andiamo con lui, โda chi andremo?โ. Dobbiamo servire il Signore perchรฉ siamo, ci assicura s. Paolo, la Chiesa, il suo corpo di cui egli รจ Capo, che egli รจ venuto a salvare, comunicando a ciascuno la salvezza e la grazia mediante il battesimo, ricevuto nella fede suscitata dalla parola di Dio. Siamo la Chiesa che Cristo ha amato fino a dare se stesso per lei morendo sulla croce.
โServiamo a Cristoโ, ammonisce s. Agostino, โse serviamo a coloro a cui Cristo ha servitoโ. Cosรฌ Paolo: โSiamo i vostri servitori per amore di Gesรนโ (2 Cor 4,5). Mentre si proclama โservo di Cristo Gesรนโ (Rm 1,1) egli dichiara di essere il servo di tutti: โPur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numeroโ (1 Cor 9,19). Questo, spiega ancora lโapostolo, in forza dโun amore autentico e operoso: โmediante la caritร siate a servizio gli uni degli altriโ (Gal 5,13).
- Pubblicitร -
Basta che ognuno guardi intorno a sรฉ, vicino e lontano. Vedrร quante occasioni si presentano di โservireโ i fratelli. Non come chi si degna di lasciar cadere qualche briciola della sua lauta mensa, ma come impegno doveroso che sorge da quel precetto dellโamore che Gesรน propone quale segno di riconoscimento per i suoi discepoli: โDa questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altriโ (Gv 13,35).
Perchรฉ? โQuesto linguaggio รจ duro: chi puรฒ intenderlo?โ. Quei molti โdiscepoliโ (qui distinti dai โdodiciโ) che parlano cosรฌ si riferiscono probabilmente a tutto lโinsieme delle cose dette da Gesรน nella sinagoga di Cafarnao. Gesรน che discende dal cielo, la sua carne data come cibo e il suo sangue come bevanda, la promessa della risurrezione. Chi mai aveva udito qualcosa di simile?
La parola di Dio trascende infinitamente lโintelligenza umana, รจ paradosso, รจ mistero. Non credettero e se nโandarono. Ma Pietro fa la decisa professione di fede: โTu hai parole di vita eterna; noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dioโ. Cosรฌ, da venti secoli, Gesรน continua ad essere โsegno di contraddizioneโ secondo la parola di Simeone a Maria (Lc 2,34).
Interrompendo la stesura di questo appunto, leggo sul giornale la notizia di un delitto efferato: รจ stato ucciso un magistrato colpevole solo di compiere il proprio dovere perseguendo i criminali che attentano con ogni mezzo alla sicurezza e alla libertร del paese e delle persone. Metto in confronto con questo fatto ciรฒ che avviene nel cenobio di Camaldoli. Tre novizi โ due venuti dalle esperienze piรน audaci in cui alcuni giovani dโoggi han trovato una tragica fine โ fanno la professione monastica impegnandosi a fare della loro vita una preghiera e un sacrificio di lode al Signore nellโapertura a tutti i fratelli, disponibili e lieti di accompagnarli nella ricerca di Dio. Hanno detto, come Giosuรจ ai suoi: โVogliamo servire il Signoreโ. Hanno detto, come il popolo dโIsraele: โAnche noi vogliamo servire il Signoreโ. Hanno detto, con Pietro: โAbbiamo creduto e conosciuto che tu sei il santo di Dioโ. Hanno creduto, come Paolo, allโamore di Cristo, fino al sacrificio di sรฉ, per la Chiesa e per lโumanitร .
Gli assassini del magistrato hanno rifiutato lโamore, che รจ Dio, che รจ Cristo; hanno scelto lโodio, la violenza, la morte del fratello. โQuesto linguaggio รจ duroโ. Cosa fare per intenderlo, per venire a Gesรน nella fede e nellโamore? โVi ho detto che nessuno puรฒ venire a me, se non gli รจ concesso dal Padre mioโ. Preghiamo, dunque. Nella liturgia eucaristica loderemo e ringrazieremo il Padre e gli chiederemo luce di fede, forza di amore, per venire a Gesรน.
Tratto da โOmelie per un anno 1 e 2 โ Anno Aโ โ a cura di M. Gobbin โ LDC
ACQUISTA IL LIBRO SU
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ Anno B
Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 26 Agosto 2018 anche qui.
- Colore liturgico: Verde
- Gs 24, 1-2.15-17.18; Sal. 33; Ef 5, 21-32; Gv 6, 60-69
Gv 6, 60-69
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, molti dei discepoli di Gesรน, dopo aver ascoltato, dissero: ยซQuesta parola รจ dura! Chi puรฒ ascoltarla?ยป.
Gesรน, sapendo dentro di sรฉ che i suoi discepoli mormoravano riguardo a questo, disse loro: ยซQuesto vi scandalizza? E se vedeste il Figlio dellโuomo salire lร dovโera prima? ร lo Spirito che dร la vita, la carne non giova a nulla; le parole che io vi ho detto sono spirito e sono vita. Ma tra voi vi sono alcuni che non credonoยป.
Gesรน infatti sapeva fin da principio chi erano quelli che non credevano e chi era colui che lo avrebbe tradito. E diceva: ยซPer questo vi ho detto che nessuno puรฒ venire a me, se non gli รจ concesso dal Padreยป.
Da quel momento molti dei suoi discepoli tornarono indietro e non andavano piรน con lui.
Disse allora Gesรน ai Dodici: ยซVolete andarvene anche voi?ยป. Gli rispose Simon Pietro: ยซSignore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dioยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 26 Agosto โ 01 Settembre 2018
- Tempo Ordinario XXI
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO