
La domanda sullโingiustizia e sul male prodotto dalla malvagitร umana attraversa i libri biblici. Il libro della Sapienza ne รจ testimonianza: si sofferma sullโatteggiamento di chi trama per eliminare il giusto, ne ricerca i motivi che generano opposizione e violenza. Il giusto รจ di imbarazzo agli empi e si oppone alle loro azioni. La sua vita รจ un rimprovero manifesto e continuo. In queste parole sta racchiusa insieme e nella contrapposizione la vicenda dei giusti e dei malvagi che cercano di eliminarli: โCondanniamolo a una morte infamanteโ. Eโ la storia del tramare degli ingiusti che pretendono di essere padroni della storia e dominatori degli altri uomini. Avvertono come il comportamento di chi cerca un operare nella giustizia sia per loro una denuncia silenziosa: non solo contrasta i loro disegni ma li mette in discussione. La loro sfida รจ rivolta nei confronti di Dio stesso: โ Se infatti il giusto รจ figlio di Dio, egli verrร in suo aiuto e lo libererร dalle mani dei suoi avversari. Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti, per conoscere la sua mitezza โ.
Nella sua lettera Giacomo denuncia il desiderio scriteriato di possedere e di affermarsi a scapito degli altri: lโaltro รจ visto come un concorrente e nemico. Lโinvidia e la brama di possesso stanno allโorigine di guerre e conflitti: โSiete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra!โ. A questo modo di vivere che รจ disordine di una vita dominata dal desiderio e dallโinvidia รจ contrapposto un altro modo di vivere proveniente da un dono di sapienza: la sapienza che viene dallโalto genera pace, mitezza, capacitร di comprensione nel non pretendere di affermare se stessi a scapito degli altri, e misericordia. Avere sapienza per Giacomo non significa sapere tante cose, ma attuare scelte di vita e di relazione seminando la pace. La sapienza รจ cosรฌ un modo di guardare se stessi, gli altri le cose e genera uno stile di vita fecondo, di giustizia e di relazioni buone. โPer coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustiziaโ. La giustizia รจ frutto presente giร nellโopera faticosa di chi semina e promuove la pace: proviene da un dono e segue allโopera di chi promuove la pace. La vera sapienza non รจ di chi vuole imporre con lโaggressivitร e la violenza la sua ragione, ma di chi fa opera di pace. Giacomo indica una via di sapienza che interroga le relazioni tra le persone e i popoli. Proprio di chi ha scoperto il segreto che rende una vita saporosa e capace di frutti sta nel costruire pace, nel tessere scelte che vanno contro ogni soluzione di violenza e di guerra nei rapporti umani.
Marco nel suo vangelo vede Gesรน come colui che viene consegnato e ucciso dagli uomini sperimentando umiliazione e solitudine. Ma โdopo tre giorni risusciterร โ: quella vita che agli occhi degli uomini era inutile e senza realizzazione, trova la conferma del Padre che pronuncia il suo โsรฌโ sulla vita di Gesรน, il Figlio, nel risuscitarlo al terzo giorno. Gesรน con il suo agire capovolge le attese dei suoi. I suoi non comprendono e le loro preoccupazioni rimangono fisse alla ricerca di affermazione e di superioritร sugli altri. Per la strada si interrogano su chi รจ il piรน grande. โDi che cosa stavate discutendo per la strada?. Ed essi tacevanoโ. Gesรน affronta questa incomprensione ponendo un segno e una parola: โSedutosi, chiamรฒ i Dodici e disse loro: ยซSe uno vuole essere il primo, sia lโultimo di tutti e il servitore di tuttiยป. E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: ยซChi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie meโ. Nel mezzo pone un bambino e lo abbraccia. Chiede ai suoi quindi di vivere una logica diversa rispetto alle attese che nutrivano: camminare nel farsi servitori degli altri, non superiori e padroni, e richiama allโaccoglienza dei piccoli. I bambini sono coloro che hanno bisogno di aiuto e sostegno, paradigma di tutti coloro a cui non sono riconosciuti diritti e tenuti ai margini. Gesรน li pone invece al centro. Accogliere Gesรน e il Padre sta in relazione al porre nel mezzo e accogliere i piccoli.
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XXV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ Anno B
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- Colore liturgico: Verde
- Sap 2, 12.17-20; Sal.53; Gc 3,16 โ 4,3; Mc 9, 30-37
Il Figlio dellโuomo viene consegnatoโฆ
Mc 9, 30-37
Dal Vangelo secondo Marco
30Partiti di lร , attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. 31Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: ยซIl Figlio dellโuomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerร ยป. 32Essi perรฒ non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo. 33Giunsero a Cafร rnao. Quando fu in casa, chiese loro: ยซDi che cosa stavate discutendo per la strada?ยป. 34Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse piรน grande. 35Sedutosi, chiamรฒ i Dodici e disse loro: ยซSe uno vuole essere il primo, sia lโultimo di tutti e il servitore di tuttiยป. 36E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: 37ยซChi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandatoยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 23 โ 29 Settembre 2018
- Tempo Ordinario XXV
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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