Commento al Vangelo di domenica 22 Dicembre 2019 โ€“ p. Alessandro Cortesi op

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Isaia, sacerdote appartenente allโ€™aristocrazia di Gerusalemme, narra di unโ€™esperienza profonda avuta nello svolgere il suo servizio nel tempio: una chiamata a divenire profeta. La data era attorno al 740 a.C. a Gerusalemme. Isaia descrive questa chiamata come una visione: il presentarsi di un angelo che accostรฒ alle sue labbra un carbone ardente preso dallโ€™altare dei sacrifici: le sue labbra cosรฌ purificate sono luogo di un annuncio della parola del Signore. Isaia percepรฌ questa chiamata e rispose: โ€˜Eccomi manda meโ€™.

Da quel momento visse lโ€™invio ad affrontare con la forza della parola profetica il potere del tempo, in particolare il re Acaz dโ€™Israele. Isaia annuncia la futura nascita di un โ€˜Emmanueleโ€™ (nome che significa โ€˜Dio in noiโ€™), un re giusto, erede di Davide, che si comporterร  in modo ben diverso dai re infedeli, come Acaz alla ricerca di sicurezze e appoggi umani. La dinastia di Davide continuerร  e lโ€™Emmanuele sarร  esempio di abbandono fiducioso in Dio. Il โ€˜resto dโ€™Israeleโ€™, il piccolo gruppo che continuerร  la storia del popolo dellโ€™alleanza troverร  la sua stabilitร  non inseguendo progetti di dominio o alleandosi con gli imperi militari, ma scoprirร  il senso della sua esistenza nella fede appoggiandosi sul Dio liberatore: โ€œIn quel giorno il resto di Israeleโ€ฆ non si appoggeranno piรน su chi li ha percossi, ma si appoggeranno sul Signore, sul Santo dโ€™Israele, con lealtร โ€ (Is 10,20).

La figura di un Emmanuele storicamente รจ da identificare nel figlio di Acaz, Ezechia, che sarร  un re fedele a Dio. Ma Isaia parla dellโ€™ Emmanuele con parole cosรฌ ricche di speranza (cfr. Is 11,1-16) da far intravedere in questa figura lโ€™intervento di Dio stesso che stabilisce il regno del messia (lโ€™unto, il consacrato da Dio) come situazione nuova di pace, in un tempo ultimo con caratteri di definitivitร , senza fine: โ€˜grande sarร  il suo dominio e la pace non avrร  fineโ€™ (Is 9,5-6). Lโ€™attesa di un futuro re, che come germoglio spunterร  dalla discendenza di Davide e sarร  luce delle genti percorre il Primo Testamento (Gen 49,10; Num 24,17). Un altro profeta Michea rileggendo Isaia e vede lโ€™ideale del messia collegato alla figura di un re unico alla fine dei tempi:

โ€œE tu Betlemme di Efrata cosรฌ piccola โ€ฆ da te mi uscirร  colui che deve regnare in Israele; le sue origini sono dallโ€™inizio del tempo, dai giorni piรน remotiโ€ (Mi 5,1)

Isaia quindi indica in questo bambino un segno, ed in esso il rinvio ad una speranza oltre i confini del tempo: รจ segno di un disegno di salvezza di Dio nella storia.

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Il vangelo di Matteo conosce bene questa tradizione. Presenta Gesรน come compimento di quelle promesse descritte da Isaia. Le origini di Gesรน sono narrate riprendendo gli schemi degli annunci di nascita nel Primo testamento (ad esempio la nascita di Sansone in Gdc 13,1-24): la presenza di un angelo, la chiamata per nome, lโ€™indicazione di una difficoltร  da superare, il rinvio ad un segno e alcuni tratti del bambino che nascerร .

Lโ€™annuncio dellโ€™angelo a Giuseppe รจ presentato da Matteo per inserire Gesรน nella discendenza di Davide: Giuseppe stesso รจ chiamato โ€˜figlio di Davideโ€™ e gli รจ attribuito il compito di dargli un nome, โ€˜tu lo chiamerai Gesรน: egli infatti salverร  il suo popolo dai suoi peccatiโ€™. La storia della salvezza รจ segnata dalla gratuitร  degli interventi di Dio, dallโ€™opera dello Spirito Santo sin dal momento del concepimento di Gesรน. A Giuseppe, uomo โ€˜giustoโ€™ รจ richiesta la disponibilitร  ad accogliere lโ€™invito a โ€˜non temereโ€™ e lasciarsi coinvolgere nellโ€™opera di Dio. โ€˜Giustoโ€™ significa โ€˜fedeleโ€™: Giuseppe vive una duplice fedeltร : a Maria a cui รจ legato, e alla chiamata di Dio. Si abbandona nella fede ad un progetto che viene da Dio e che lo coinvolge nella responsabilitร .ria รจ presentata da Matteo con il rinvio alla โ€˜giovane donnaโ€™ del testo di Isaia: ella accoglie la chiamata di Dio sulla sua vita. Eโ€™ unโ€™indicazione di disponibilitร  nel rispondere allโ€™azione di Dio. Il suo cuore รจ spazio aperto e disponibile al progetto di Dio che umanamente appare impossibile.

Giuseppe รจ presentato come โ€˜uomo giustoโ€™, cioรจ fedele. Nel sogno riceve una chiamata di Dio: il sogno รจ spazio creativo dellโ€™agire di Dio. Cosรฌ nel sonno di Adamo Dio creatore aveva operato e nel sogno dei magi Dio si manifesta vicino e provvidente. Giuseppe รจ esempio del credente. Non gli รจ tolta la fatica del dubbio ma vive lโ€™abbandono della fede. Lโ€™invito a โ€˜non temereโ€™ รจ motivo per rendersi disponibile di fronte a Dio nel prendersi cura di chi Dio gli affida.

Giuseppe รจ cosรฌ chiamato a dare il nome a Gesรน, un nome che significa โ€˜il Signore salvaโ€™. La salvezza ha un nome, รจ dono. La presenza di Gesรน nella vita e nella storia ha manifestato questo sogn di Dio nei suoi gesti e nelle sue parole . A Giuseppe รจ affidato di pronunciare quel nome rendendosi cosรฌ testimone del disegno di Dio.

Fonte

p. Alessandro Cortesi op

Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโ€™Istituto Superiore di Scienze Religiose โ€˜santa Caterina da Sienaโ€™ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โ€˜Giorgio La Piraโ€™ a Pistoia. Socio fondatore Fondazione La Pira โ€“ Firenze.