Isaia, sacerdote appartenente allโaristocrazia di Gerusalemme, narra di unโesperienza profonda avuta nello svolgere il suo servizio nel tempio: una chiamata a divenire profeta. La data era attorno al 740 a.C. a Gerusalemme. Isaia descrive questa chiamata come una visione: il presentarsi di un angelo che accostรฒ alle sue labbra un carbone ardente preso dallโaltare dei sacrifici: le sue labbra cosรฌ purificate sono luogo di un annuncio della parola del Signore. Isaia percepรฌ questa chiamata e rispose: โEccomi manda meโ.
Da quel momento visse lโinvio ad affrontare con la forza della parola profetica il potere del tempo, in particolare il re Acaz dโIsraele. Isaia annuncia la futura nascita di un โEmmanueleโ (nome che significa โDio in noiโ), un re giusto, erede di Davide, che si comporterร in modo ben diverso dai re infedeli, come Acaz alla ricerca di sicurezze e appoggi umani. La dinastia di Davide continuerร e lโEmmanuele sarร esempio di abbandono fiducioso in Dio. Il โresto dโIsraeleโ, il piccolo gruppo che continuerร la storia del popolo dellโalleanza troverร la sua stabilitร non inseguendo progetti di dominio o alleandosi con gli imperi militari, ma scoprirร il senso della sua esistenza nella fede appoggiandosi sul Dio liberatore: โIn quel giorno il resto di Israeleโฆ non si appoggeranno piรน su chi li ha percossi, ma si appoggeranno sul Signore, sul Santo dโIsraele, con lealtร โ (Is 10,20).
La figura di un Emmanuele storicamente รจ da identificare nel figlio di Acaz, Ezechia, che sarร un re fedele a Dio. Ma Isaia parla dellโ Emmanuele con parole cosรฌ ricche di speranza (cfr. Is 11,1-16) da far intravedere in questa figura lโintervento di Dio stesso che stabilisce il regno del messia (lโunto, il consacrato da Dio) come situazione nuova di pace, in un tempo ultimo con caratteri di definitivitร , senza fine: โgrande sarร il suo dominio e la pace non avrร fineโ (Is 9,5-6). Lโattesa di un futuro re, che come germoglio spunterร dalla discendenza di Davide e sarร luce delle genti percorre il Primo Testamento (Gen 49,10; Num 24,17). Un altro profeta Michea rileggendo Isaia e vede lโideale del messia collegato alla figura di un re unico alla fine dei tempi:
โE tu Betlemme di Efrata cosรฌ piccola โฆ da te mi uscirร colui che deve regnare in Israele; le sue origini sono dallโinizio del tempo, dai giorni piรน remotiโ (Mi 5,1)
Isaia quindi indica in questo bambino un segno, ed in esso il rinvio ad una speranza oltre i confini del tempo: รจ segno di un disegno di salvezza di Dio nella storia.
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Il vangelo di Matteo conosce bene questa tradizione. Presenta Gesรน come compimento di quelle promesse descritte da Isaia. Le origini di Gesรน sono narrate riprendendo gli schemi degli annunci di nascita nel Primo testamento (ad esempio la nascita di Sansone in Gdc 13,1-24): la presenza di un angelo, la chiamata per nome, lโindicazione di una difficoltร da superare, il rinvio ad un segno e alcuni tratti del bambino che nascerร .
Lโannuncio dellโangelo a Giuseppe รจ presentato da Matteo per inserire Gesรน nella discendenza di Davide: Giuseppe stesso รจ chiamato โfiglio di Davideโ e gli รจ attribuito il compito di dargli un nome, โtu lo chiamerai Gesรน: egli infatti salverร il suo popolo dai suoi peccatiโ. La storia della salvezza รจ segnata dalla gratuitร degli interventi di Dio, dallโopera dello Spirito Santo sin dal momento del concepimento di Gesรน. A Giuseppe, uomo โgiustoโ รจ richiesta la disponibilitร ad accogliere lโinvito a โnon temereโ e lasciarsi coinvolgere nellโopera di Dio. โGiustoโ significa โfedeleโ: Giuseppe vive una duplice fedeltร : a Maria a cui รจ legato, e alla chiamata di Dio. Si abbandona nella fede ad un progetto che viene da Dio e che lo coinvolge nella responsabilitร .ria รจ presentata da Matteo con il rinvio alla โgiovane donnaโ del testo di Isaia: ella accoglie la chiamata di Dio sulla sua vita. Eโ unโindicazione di disponibilitร nel rispondere allโazione di Dio. Il suo cuore รจ spazio aperto e disponibile al progetto di Dio che umanamente appare impossibile.
Giuseppe รจ presentato come โuomo giustoโ, cioรจ fedele. Nel sogno riceve una chiamata di Dio: il sogno รจ spazio creativo dellโagire di Dio. Cosรฌ nel sonno di Adamo Dio creatore aveva operato e nel sogno dei magi Dio si manifesta vicino e provvidente. Giuseppe รจ esempio del credente. Non gli รจ tolta la fatica del dubbio ma vive lโabbandono della fede. Lโinvito a โnon temereโ รจ motivo per rendersi disponibile di fronte a Dio nel prendersi cura di chi Dio gli affida.
Giuseppe รจ cosรฌ chiamato a dare il nome a Gesรน, un nome che significa โil Signore salvaโ. La salvezza ha un nome, รจ dono. La presenza di Gesรน nella vita e nella storia ha manifestato questo sogn di Dio nei suoi gesti e nelle sue parole . A Giuseppe รจ affidato di pronunciare quel nome rendendosi cosรฌ testimone del disegno di Dio.
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia. Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.