โO voi assetati venite allโacqua, chi non ha denaro venga ugualmenteโฆ
Acqua vino e latte sono insieme simboli di nutrimento, ma anche di gioia e di serenitร . La terra a cui Israele ritorna dopo lโesilio offre non solo la possibilitร di nutrirsi, segno della provvidenza di Dio, ma anche la libertร che apre ad un nuovo inizio in cui si sperimenta da ora il contenuto della promessa. La speranza dโIsraele vede nel segno del banchetto la pienezza di vita che vi sarร alla fine nellโincontro con Dio. โIl Signoreโฆ preparerร per tutti i popoli su questo monte un banchetto di grasse vivandeโ (Is 25,6). Il nutrimento diviene simbolo di accoglienza e di incontro, e racchiude in sรฉ il rinvio alla fine della storia, che sarร un incontro dei popoli, e un condividere lโabbondanza di vita dono di Dio.
Matteo nel suo vangelo narra il gesto di Gesรน che ha dato da mangiare alle folle, un gesto ricordato in tutti i vangeli. Eโ un gesto che parla di attenzione alle attese concrete e dice la compassione di Gesรน. Eโ poi un gesto carico di simboli: il pane ricorda il percorso dellโesodo, e rinvia allโesperienza dโIsraele quando nel deserto accolse la manna come cibo donato da Dio. La manna non poteva essere accumulata, tutti potevano raccoglierla ed era sufficiente per un giorno. Un segno nel cammino verso la libertร che annuncia il banchetto promesso come segno dei tempi ultimi, dellโincontro con il messia.
In particolare Matteo narra il gesto di Gesรน, che offre il pane alla folla che aveva fame, facendo riferimento alle parole e ai gesti dellโultima cena: โdopo aver ordinato alla folla di sedersi sullโerba, prese i cinque pani e i due pesci e, alzati gli occhi al cielo, pronunziรฒ la benedizione, spezzรฒ i pani e li diede ai discepoli e i discepoli li distribuirono alla folla. Tutti mangiarono e furono saziatiโ.
Alzare gli occhi la cielo, pronunziare la benedizione, spezzare i pani sono i gesti di quella cena in cui Gesรน donรฒ il pane ai suoi come segno della sua vita donata e spezzata. Matteo riprende qui il riferimento a quei gesti che la sua comunitร ripeteva nella memoria di Gesรน ed รจ attento a sottolineare come il dono di Gesรน รจ comunicato attraverso la comunitร : ai discepoli infatti vengono dati i pani ed essi sono coinvolti in un gesti di distribuzione e condivisione: devono loro stessi distribuirli alla folla.
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La distribuzione dei pani si connota cosรฌ come gesto carico di significati. Innanzitutto รจ un gesto che viene incontro alla fame e ad una situazione di sofferenza. Rivela la cura di un Dio che ascolta il desiderio e la sofferenza dei suoi figli. Eโ segno della compassione e del guarire i malati, che sono i tratti dellโagire di Gesรน in cui si rispecchia lโagire di Dio stesso.
Il disegno di Dio รจ un mondo in cui il pane venga condiviso e vi sia attenzione per la vita di chi soffre. La lotta per lโequa distribuzione dei beni della terra รจ opera eucaristica che dovrebbe impegnare la comunitร cristiana proprio a partire dallโascolto della parola nel presente della nostra storia. La distribuzione dei pani indica anche un volto di Dio che ha cura di tutti i suoi figli e figlie: non cโรจ distinzione tra coloro che erano accorsi ad ascoltare Gesรน. Al centro della preoccupazione di Gesรน sta lโattenzione a che abbiano da mangiare tutti. La testimonianza della comunitร cristiana a questo dovrebbe mirare, a rendere visibile nei suoi gesti la profezia di un mondo di condivisione. Lโimpegno a fare partecipare ogni persona e ogni popolo al banchetto della vita รจ traduzione concreta di questa certezza della fede.
Questo racconto manifesta anche che nella comunitร di Matteo si rende chiaro come il ripetere i gesti di Gesรน nellโultima cena, cioรจ celebrare lโeucaristia non puรฒ essere un gesto avulso da unโopera concreta di condivisione e distribuzione del pane. In questo agire trova la sua piรน piena realizzazione il fare memoria del gesto di Gesรน e divenire suoi discepoli. Nel segno del pane Gesรน ha indicato il senso della sua vita. Accogliere la chiamata a distribuire e condividere la sua vita significa continuare nella propria vita i gesti di lui, impegnarsi perchรฉ il pane sia condiviso tra i popoli della terra.
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia.
Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.