
A tale genere di scritti appartiene la pagina di Daniele in cui viene presentata una enigmatica figura, quella del โfiglio dellโuomoโ in un contesto di sconvolgimento del cosmo e con allusione ad eventi nel tempo ultimo in cui la storia giunge al suo termine.
โIn quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerร e la luna non darร piรน il suo splendore, e gli astri si metteranno a cadere dal cielo, e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dellโuomo venire sulle nubi con grande potenza e gloriaโ
Sono molteplici i tratti di questo โfiglio dellโuomoโ: per un lato puรฒ essere letto come figura personale, appartenente al mondo di Dio, con funzione di giudice; per altro una figura collettiva, che racchiude una moltitudine e indica cosรฌ il destino dellโIsraele fedele.
Appare nei tempi ultimi, ed ha un potere eterno conferito da un vegliardo. La sua รจ funzione di giudizio nei confronti dellโumanitร e della storia. Il suo regno si differenzia dai tanti imperi che si sono succeduti ed hanno dominato nel corso dei secoli perchรฉ durerร in eterno e non sarร mai distrutto. Nel giudizio il male viene definitivamente eliminato, e si attua la vittoria definitiva del bene. I santi sono coinvolti nel compito di giudici della storia (Dan 7,22).
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Ad una prima lettura questa pagina puรฒ suscitare timore e inquietudine, ma al suo cuore sta un profondo messaggio di speranza. Eโ stata infatti scritta nel II secolo a.C. al tempo dellโoppressione di dominatori che imposero ad Israele lโadozione di costumi dei pagani e il rinnegamento della fede.
Il messaggio di speranza รจ rivolto al popolo con annuncio di una vita oltre la morte, una vita risvegliata in Dio per chi รจ stato fedele: โVi sarร un tempo di angoscia, come non cโera mai stato dal sorgere delle nazioni fino a quel tempo; in quel tempo sarร salvato il tuo popolo, chiunque si troverร scritto nel libro. Molti di quelli che dormono nella polvere si risveglieranno: gli uni alla vita eterna e gli altri alla vergogna e per lโinfamia eternaโ (Dan 12,1-3)
Nel tempo della persecuzione Daniele diffonde un messaggio per resistere e richiamando il valore della fedeltร . Lโultima parola รจ quella di Dio che affida il potere di giudizio alla figura del โfiglio dellโuomoโ.
La prima comunitร cristiana conosceva questa immagine e la utilizzรฒ per indicare Gesรน come figlio dellโuomo: davanti a lui si scorge la sua vita come proveniente da Dio e nei suoi gesti รจ visto lโirrompere dei tempi ultimi.
Gesรน indica ai suoi che la storia non รจ senza orizzonte ma รจ indirizzata verso un futuro di speranza. Il tempo ultimo non sarร la fine, ma tempo di incontro e invita scorgere i segni di unโestate vicina. โDal fico imparate questa parabola: quando giร il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che lโestate รจ vicina; cosรฌ anche voi, quando vedete accadere queste cose, sappiate che egli รจ vicino, alle porteโฆโ
In queste parole sta racchiusa una promessa e un orientamento al futuro. Gesรน promette che tornerร e sarร compimento della novitร della risurrezione, la comunione per sempre con Dio e con gli altri: โโฆ sappiate che egli รจ vicino, alle porteโฆโ. Accogliere la promessa di Gesรน apre ad un futuro che si fa av-venire: รจ lui, il risorto, che conduce al Padre ed alla comunione.
Lโesempio del fico รจ richiamo allora ad attenzione e responsabilitร nel tempo presente: โquando il suo ramo si fa tenero e mette le foglie voi sapete che lโestate รจ vicinaโฆโ. Sin da ora si possono scorgere segni di novitร , di fioritura che annuncia una nuova stagione di gioia disseminati nella storia. Sono segni da scorgere pur nelle contraddizioni e nelle difficoltร del tempo.
Nel tempo della storia giร ci sono segni della presenza di colui che tornerร . Nel tempo sta crescendo come seme il โregnoโ: รจ la presenza stessa di Gesรน che ha preso su di sรจ la storia umana ed inaugura nuovi rapporti umani e Gesรน per questo ai suoi chiede di scrutare i โsegni dei tempiโ.
La vita cristiana si pone tra lโattenzione al presente nello scorgere i segni del regno e lโattesa del compimento della promessa. โVieni Signore Gesรนโ: con questa invocazione le prime comunitร esprimevano la loro attesa e la loro speranza. โIl cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passerannoโ.
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XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ Anno B
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- Colore liturgico: Verde
- Dn 12, 1-3; Sal.15; Eb 10, 11-14. 18; Mc 13, 24-32
Mc 13, 24-32
Dal Vangelo secondo Marco
24In quei giorni, dopo quella tribolazione,
il sole si oscurerร ,
la luna non darร piรน la sua luce,
25le stelle cadranno dal cielo
e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.
26Allora vedranno il Figlio dellโuomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. 27Egli manderร gli angeli e radunerร i suoi eletti dai quattro venti, dallโestremitร della terra fino allโestremitร del cielo.
28Dalla pianta di fico imparate la parabola: quando ormai il suo ramo diventa tenero e spuntano le foglie, sapete che lโestate รจ vicina. 29Cosรฌ anche voi: quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli รจ vicino, รจ alle porte.
30In veritร io vi dico: non passerร questa generazione prima che tutto questo avvenga. 31Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno.
32Quanto perรฒ a quel giorno o a quellโora, nessuno lo sa, nรฉ gli angeli nel cielo nรฉ il Figlio, eccetto il Padre.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 18 โ 24 Novembre 2018
- Tempo Ordinario XXXIII
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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