I vangeli attestano che un aspetto essenziale della vita di Gesรน consiste nel suo rapporto con Dio, il Padre. Tutta la sua esistenza terrena puรฒ essere indicata con queste parole: โsono disceso dal cielo non per fare la mia volontร ma la volontร di colui che mi ha mandatoโ (Gv 6,38).
Soprattutto nel quarto vangelo รจ presentata la comunione tra Gesรน e il Padre: Gesรน รจ indicato come il Figlio che esprime e comunica la vita del Padre: egli รจ la Parola, la sapienza del Padre. Il loro rapporto รจ nella reciprocitร e nel dono. Tutto viene dal Padre e colui che รจ la Parola tutto riceve dal Padre: โin principio era la Parola e la Parola era presso Dio e la Parola era Dioโฆโ (Gv 1,1). Questa Parola, sapienza del Padre, ha messo la sua tenda in mezzo a noi, si รจ fatta carne. Nella sua vita Gesรน continua a rimanere nel Padre, in ascolto di lui, per compiere la missione da Lui ricevuta.
Ai suoi discepoli, prima di lasciarli, Gesรน lascia la promessa di non lasciarli soli. Si apre un cammino nuovo per entrare piรน profondamente nellโincontro con lui. E il IV vangelo indica Gesรน stesso come la veritร : Io sono la via la veritร e la vitaโ: โquando verrร lo Spirito di veritร , egli vi guiderร alla veritร tutta intera, perchรฉ non parlerร da sรฉ, ma dirร tutto ciรฒ che avrร udito e vi annunzierร le cose future. Egli mi glorificherร perchรฉ prenderร del mio e ve lโannunzierร . Tutto ciรฒ che il Padre possiede รจ mioโ (Gv 16,14-15).
Gesรน con la sua vita comunica il volto di Dio Padre come amore che giunge alla fine. Nella Pasqua di Gesรน si possono cogliere i tratti del volto di Dio. Gesรน, il Figlio รจ rivolto verso il Padre che lo ha mandato. Compiere la sua volontร รจ vivere fino in fondo il dono della sua vita consegnando se stesso. Gesรน, il Figlio fatto uomo, ha vissuto la sua vita come โservireโ fino a lavare i piedi ai suoi discepoli e a dare la sua vita per tutti. Lo Spirito รจ dono della Pasqua, presenza di colui che โinsegnerร ogni cosaโ, in rapporto a Cristo. Lโazione dello Spirito รจ ricordare ciรฒ che Gesรน ha fatto e ha detto.
La tradizione teologica cristiana ha cercato di esprimere tutto ciรฒ parlando del volto di Dio come uno solo e come trinitร di persone, Padre Figlio e Spirito santo. La trinitร รจ mistero di amore, nellโunitร e nella relazione. Si parla cosรฌ di una medesima natura, per indicare lโunitร , e di tre persone per indicare le relazioni dellโamore. Nella Trinitร si guarda cosรฌ allโunica vita che sgorga dal Padre, sorgente di ogni cosa, il Figlio, Parola che comunica il Padre e lo Spirito Santo, dono dellโamore.
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La fede in Dio Trinitร apre la possibilitร di comprendere piรน profondamente la nostra identitร e la nostra esistenza. Siamo costituiti ad immagine di Dio Trinitร , chiamati alla comunione con lui e tra di noi. Lโesperienza dellโincontro con lโaltro รจ la via in cui scoprire le radici del nostro essere ad immagine di Dio.
La seconda lettura parla della pace, dono del Padre che viene a noi per mezzo di Gesรน Cristo: la pace sta al centro del disegno del vangelo, e non รจ โqualcosaโ ma รจ qualcuno: รจ Lui, Gesรน Cristo, la nostra pace. โNoi siamo in pace con Dio per mezzo del Signore nostro Gesรน Cristoโฆ Lโamore di Dio รจ stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci รจ stato datoโ
La pace proviene dallโaprirci al dono della vita di Gesรน Cristo ed รจ chiamata ad attuare scelte sulla via che Gesรน ci ha indicato. โNoi siamo in pace per mezzo del Signore Gesรน Cristoโ. La pace diviene cosรฌ giร esperienza della comunione che lega Padre e Figlio e Spirito Santo ed orientamento alla comunione piena che รจ orizzonte ultimo del disegno di salvezza per tutta lโumanitร .
Continua sul sito di don Alessandroโฆ
Sono un frate domenicano. Docente di teologia presso lโIstituto Superiore di Scienze Religiose โsanta Caterina da Sienaโ a Firenze. Direttore del Centro Espaces โGiorgio La Piraโ a Pistoia. Socio fondatore Fondazione La Pira โ Firenze.