Commento al Vangelo di domenica 11 ottobre 2015 โ€“ a cura di Ileana Mortari

1459

Vendi quello che hai e dallo ai poveri

Un tale (che nel passo parallelo di Matteo 19,20 รจ qualificato come โ€œgiovaneโ€) corre incontro a Gesรน e, inginocchiandosi davanti a Lui (segno di grande reverenza), gli chiede con molta ansia e preoccupazione che cosa deve fare per avere la โ€œvita eternaโ€. Il Maestro anzitutto rettifica lโ€™aggettivo con cui รจ stato chiamato, โ€œbuonoโ€, ricordando che solo Dio lo รจ; infatti secondo la concezione biblica e giudaica Dio solo puรฒ essere definito buono, in quanto usa misericordia, soccorre i poveri, difende i deboli. E poi richiama allโ€™uomo i comandamenti che Jahvรจ, dopo aver mostrato tutto il suo amore per il proprio popolo liberandolo dallโ€™Egitto, ha dato attraverso Mosรจ, perchรฉ si segua la via della vita; per la precisione Gesรน ricorda solo i comandamenti della seconda parte del Decalogo, quelli che riguardano i doveri verso il prossimo, come per sottolineare che il modo concreto di amare Dio e di essergli fedeli รจ amare ed essere fedeli ai fratelli.

[ads2]Segue la risposta dellโ€™interlocutore, che, avendo sempre osservato la Legge, si rivela davvero un pio ebreo. <Allora Gesรน, fissatolo, lo amรฒ e gli disse: โ€œUna cosa sola ti mancaโ€ฆ.โ€> (v.21) Ci troviamo di fronte a un passaggio fondamentale: quel Dio, il solo โ€œbuonoโ€, che aveva stretto un patto di alleanza e di amore con il suo popolo, รจ ora presente nella persona storica di Gesรน, che puรฒ manifestare direttamente e in concreto il grande amore del Padre ad ogni creatura che incontra. E questo comporta una radicale novitร : dโ€™ora in poi lโ€™osservanza anche perfetta della Legge non basta piรน per avere la vita eterna, e cioรจ entrare nel Regno di Dio; occorre una decisione essenziale: seguire quel Rabbi che si rivela il Figlio di Dio, venuto ad esplicitare e a completare lโ€™annuncio del Primo Testamento, a mostrare nel concreto il volto di Dio โ€œbuonoโ€; e per seguirLo รจ indispensabile ciรฒ che Gesรน esplicita subito dopo: โ€œVaโ€™, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimiโ€ (v.21)

Questa frase, soprattutto nella versione di Matteo: โ€œSe vuoi essere perfetto, vaโ€™โ€ฆ..โ€ (Mt.19,21) รจ stata a lungo interpretata come rivolta a chi riceve una chiamata speciale, la vocazione alla vita consacrata, che comporta lโ€™impegno di osservare con voti i cosiddetti โ€œconsigli evangeliciโ€: povertร , castitร , obbedienza; impegni richiesti appunto solo a chi fa una scelta radicale per il Signore. Non a caso la dottrina dei โ€œconsigli evangeliciโ€ fu elaborata per influsso dei monaci egiziani del sec. IVยฐ e di S. Francesco dโ€™Assisi (1182-1226) proprio sulla base di questo versetto di Matteo e paralleli.

Tuttavia, con la grande svolta storico-ecclesiale del Concilio Vaticano IIยฐ (1962-65) venne superata la suddetta interpretazione, che appariva troppo restrittiva. Tra lโ€™altro, se si vuole interpretare correttamente il testo sinottico, occorre inquadrare lโ€™episodio nel contesto del cammino verso Gerusalemme (particolarmente sottolineato da Luca), lungo il quale Gesรน offre tutta una serie di indicazioni e insegnamenti per chi vuole mettersi alla sua sequela (nella scorsa domenica si รจ visto quello relativo al matrimonio); di conseguenza potrebbe risultare quanto meno anomalo un precetto destinato solo ad una particolare categoria di persone. Certo, per un religioso il lasciare tutto comporta scelte piรน radicali di quelle richieste al fedele non consacrato; ma gli insegnamenti di Gesรน sulle ricchezze, sul potere e sulla sessualitร  valgono per tutti. Tantโ€™รจ vero che subito dopo Gesรน esclama: โ€œQuanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel Regno di Dio!โ€ (v.23)

Ma perchรฉ mai la ricchezza รจ un tale ostacolo? Che cosa intende Gesรน con โ€œvendi quello che hai e dallo ai poveri?โ€ (v.21); queste parole vanno proprio prese alla lettera?

- Pubblicitร  -

Per rispondere adeguatamente a tali interrogativi, dobbiamo tener presente sia la Scrittura che lโ€™esperienza successiva della comunitร  cristiana, condotta e illuminata dallo Spirito Santo donatoci da Gesรน prima della sua ascensione al cielo.

Giร  dal Primo Testamento risulta che spesso la ricchezza รจ un male, perchรฉ alimenta lโ€™aviditร , lโ€™egoismo e lโ€™insensibilitร  e provoca gravi ingiustizie (da Amos a Ezechiele, da Isaia a Michea, un poโ€™ tutti i profeti lo denunciano fortemente); perchรฉ รจ illusoria e fallace; perchรฉ promette la felicitร , ma โ€œa nulla giova nel giorno della sventuraโ€ (Sir.5,8). Essa รจ un male soprattutto perchรฉ lโ€™attaccamento ai beni si insinua e prende piede nel cuore dellโ€™uomo al punto da divenirne padrone, un idolo che si sostituisce al vero Signore e su cui si fa totale affidamento.

Anche dal vangelo emergono frequenti e inequivocabili riflessioni e raccomandazioni riguardo alle ricchezze: โ€œAltri sono quelli che ricevono il seme (=la Parola) tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola, ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e lโ€™inganno della ricchezzaโ€ฆโ€ฆ..e soffocano la parolaโ€ (Mc.4,18-19); โ€œStolto, questa notte stessa ti sarร  richiesta la tua vita. E quello che hai preparato di chi sarร ?โ€ (Luca 12,20); โ€œun uomo ricco vestiva di porpora e di bisso e tutti i giorni banchettava lautamenteโ€ฆ..morรฌ e stava nellโ€™inferno tra i tormentiโ€ (Luca 16,19-22); โ€œNon accumulatevi tesori sulla terraโ€ฆ.ma nel cielo, dove nรจ tignola nรจ ruggine consumano, e dove ladri non scassinano e non rubano. Perchรฉ lร  dovโ€™รจ il tuo tesoro, sarร  anche il tuo cuore.โ€ (Matteo 6,19-21).

Come si vede, Gesรน non fa mai un discorso contro la ricchezza in sรฉ, ma contro i ricchi che sono attaccati ad essa; Egli sottolinea la straordinaria forza di seduzione che il denaro esercita sullโ€™uomo e invita da un lato a non desiderarlo in maniera eccessiva, dallโ€™altro a condividere con gli altri quello che si ha; piรน che un discorso morale, il suo รจ un discorso teologico; come avrebbe ribadito Paolo, lโ€™invito รจ a โ€œnon riporre la speranza sullโ€™incertezza delle ricchezze, ma in Dio, che tutto ci dร  con abbondanza perchรฉ ne possiamo godereโ€ (1ยฐ Tim.6,17). Infatti โ€“ come saggiamente osservavano i Padri della Chiesa โ€“ la paternitร  di Dio provvede a ciascuno secondo la legge della solidarietร : il benessere del singolo non puรฒ essere isolato, al di fuori della comunitร , ma deve โ€œcircolareโ€ in essa.

Non รจ certo un discorso facile da accettare e mettere in pratica. Quel tale, che si era rivolto a Gesรน con tanto impegno, โ€œrattristatosi per quelle parole, se ne andรฒ afflitto, poichรฉ aveva molti beniโ€ (v.22). La reazione รจ emblematica di una situazione che si sarebbe verificata nella Chiesa delle origini. Sappiamo infatti che nella prima comunitร  cristiana si era certamente instaurata la pratica della condivisione (come risulta da Atti 2, 44-45 e 4,32), ma questo non aveva eliminato la brama del possesso, documentata dallโ€™episodio di Anania e Saffira (Atti 5,1-10)

Gesรน, che conosce come nessun altro il cuore dellโ€™uomo, lo dice molto chiaramente in questo brano: โ€œEโ€™ piรน facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dioโ€ (v.25); lโ€™espressione, volutamente paradossale, dice bene questa impossibilitร  dellโ€™uomo di liberarsi da solo da quellโ€™istinto di cupidigia che โ€œรจ la radice di tutti i maliโ€ (1ยฐ Tim.6,10), ma ai discepoli sbigottiti il Nazareno assicura anche che โ€œtutto รจ possibile presso Dio!โ€ (v.27).

Non poteva esserci conclusione piรน consolante: la bontร  di Dio giunge al punto di rendere possibile con la sua grazia quel miracolo di solidarietร  e di condivisione, di cui troviamo tanti esempi nella storia della Chiesa e nel mondo dโ€™oggi: dalla fraternitร  delle comunitร  apostoliche alle innumerevoli iniziative di caritร  dei secoli passati e dei nostri giorni.

Ileana Mortari

XXVIII Domenica del Tempo Ordinario โ€“ Anno B

Dal Vangelo secondo Marco

[ads2]In quel tempo, mentre Gesรน andava per la strada, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandรฒ: ยซMaestro buono, che cosa devo fare per avere in ereditร  la vita eterna?ยป. Gesรน gli disse: ยซPerchรฉ mi chiami buono? Nessuno รจ buono, se non Dio solo. Tu conosci i comandamenti: โ€œNon uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non testimoniare il falso, non frodare, onora tuo padre e tua madreโ€ยป.
Egli allora gli disse: ยซMaestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezzaยป. Allora Gesรน fissรฒ lo sguardo su di lui, lo amรฒ e gli disse: ยซUna cosa sola ti manca: vaโ€™, vendi quello che hai e dallo ai poveri, e avrai un tesoro in cielo; e vieni! Seguimi!ยป. Ma a queste parole egli si fece scuro in volto e se ne andรฒ rattristato; possedeva infatti molti beni.
Gesรน, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: ยซQuanto รจ difficile, per quelli che possiedono ricchezze, entrare nel regno di Dio!ยป. I discepoli erano sconcertati dalle sue parole; ma Gesรน riprese e disse loro: ยซFigli, quanto รจ difficile entrare nel regno di Dio! รˆ piรน facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dioยป. Essi, ancora piรน stupiti, dicevano tra loro: ยซE chi puรฒ essere salvato?ยป. Ma Gesรน, guardandoli in faccia, disse: ยซImpossibile agli uomini, ma non a Dio! Perchรฉ tutto รจ possibile a Dioยป.
Pietro allora prese a dirgli: ยซEcco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguitoยป. Gesรน gli rispose: ยซIn veritร  io vi dico: non cโ€™รจ nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi per causa mia e per causa del Vangelo, che non riceva giร  ora, in questo tempo, cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e la vita eterna nel tempo che verrร ยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 โ€“ 17 ottobre 2015
  • Tempo Ordinario XXVIII, Colore verde
  • Lezionario: Ciclo B | Anno I, Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net