
Dio non si stanca di riproporre la sua alleanza con lโinvio di messaggeri e profeti.: โpremurosamente e incessantementeโ sono gli avverbi che indicano lโagire di Dio, che continua a riproporre la sua fedeltร senza venir meno. Ma i suoi inviati hanno trovato lโindifferenza e il rifiuto: โMa essi si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profeti al punto che lโira del Signore contro il suo popolo raggiunse il culmine, senza piรน rimedioโ.
Lโira di Dio รจ attribuzione a Dio stesso di un atteggiamento umano: intende esprimere lโesperienza di incontro nella fede con un volto di Dio appassionato non lontano e distaccato, ma capace di attesa e desiderio. Lโultima parola non รจ lโira e il rigetto. Un rinnovato gesto di fedeltร si fa luce: un re pagano, Ciro di Persia, con il suo editto che pone fine allโesilio, apre al popolo dโIsraele la possibilitร del ritorno nella terra di Canaan. Per vie nuove e diverse allโinterno delle vicende della storia si apre una nuova offerta di alleanza, un tempo nuovo.
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Il IV vangelo pone nei capitoli iniziali il dialogo tra Gesรน e Nicodemo, maestro ebreo e conoscitore delle Scritture. Eโ uno degli incontri di Gesรน, con un saggio, un maestro la cui figura diviene paradigma di molti altri che si avvicinano a Gesรน con interrogativi e curiositร . A ncodemo Gesรน fa scorgere altre dimensioni della sapienza e lo richiama ad un nuovo inizio. Gli parla dellโurgenza di una scelta e di un giudizio che si svolge a partire dal cuore: il cammino del credere non รจ conquista umana ma come affidamento nel rinascere dallo Spirito.
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Gesรน รจ testimone, secondo il IV vangelo, del volto di Dio che ama il mondo. Il suo venire non รจ per condannare. โDio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo ma perchรฉ il mondo si salvi per mezzo di lui.โ
Nicodemo come ogni altro maestro e saggio si trova interpellato al di lร del suo preteso sapere. Lโincontro con Gesรน non lascia indifferenti. La sua parola e il suo agire sono appello a prendere posizione. Si apre cosรฌ una crisi. La vita puรฒ aprirsi ad orizzonti di futuro e di pienezza oppure inoltrarsi nelle tenebre: โla luce รจ venuta nel mondo ma gli uomini hanno scelto le tenebre alla luce, perchรฉ le loro opere erano malvageโ. Credere in Gesรน lui รจ movimento del cuore, implica orientare la propria esistenza in un affidamento. Lโandare verso di lui porta ad una comunione aperta oltre il tempo, nella vita di Dio.
Allโanziano maestro ebreo Gesรน propone di nascere di nuovo, nascere dallโalto. Nonostante la sua etร puรฒ nascere ancora: lo puรฒ sperimentare nel volgersi a Gesรน come nel deserto il popolo dโIsraele si rivolgeva al segno del serpente posto sullโasta da Mosรจ segno di guarigione (Num 21,4-9). โCome Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโuomo, perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eternaโ (Gv 3,14-15).
Innalzamento sta ad indicare la morte della croce. Sulla croce Gesรน รจ lโinnalzato. Ricordare la croce รจ memoria della morte dellโumiliato e schiacciato dal potere. Eโ il segno del fallimento. Ma lรฌ sulla croce Gesรน manifesta il limite cui giunge lโamore del Dio. Gesรน si manifesta come il Figlio. Consegnato dal Padre, nella libertร si consegna. La croce per il IV vangelo รจ giร manifestazione della gloria di Dio, di risurrezione, della forza di vita dellโamore. A chi guarda la croce Gesรน pone la questione di affidarsi a lui e percorrere la sua via. Il giudizio si compie nellโaccogliere questo invito. Gesรน vive lโumiliazione e la condanna, ma sulla croce รจ giร presente lโinnalzamento della Pasqua. Lรฌ si manifesta che lโultima parola รจ quella dellโamore e del servizio. Sotto la croce inizia un raduno nuovo: โQuando sarรฒ innalzato da terra attirerรฒ tutti a meโ (Gv 12,32). Ed รจ questo movimento che si prolunga nella storia dellโumanitร e diviene chiamata.
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della IV Domenica del Tempo di Quaresima โ Anno B
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- Colore liturgico: Viola
- 2 Cr 36, 14-16. 19-23; Sal. 136; Ef 2, 4-10; Gv 3, 14-21
Gv 3, 14-21
Dal Vangelo secondo Giovanni
14E come Mosรฉ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโuomo, 15perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eterna. 16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchรฉ il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non รจ condannato; ma chi non crede รจ giร stato condannato, perchรฉ non ha creduto nel nome dellโunigenito Figlio di Dio. 19E il giudizio รจ questo: la luce รจ venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato piรน le tenebre che la luce, perchรฉ le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perchรฉ le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la veritร viene verso la luce, perchรฉ appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dioยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 11 โ 17 Marzo 2018
- Tempo di Quaresima IV
- Colore Viola
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
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