Commento al Vangelo di domenica 11 marzo 2018 โ€“ ElleDiCi

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AMORE DI DIO E RISPOSTA DELLโ€™UOMO

La Quaresima รจ un cammino, un pellegrinaggio che ha per meta la Pasqua, la commemorazione annuale del mistero della passione, morte e risurrezione di Gesรน che si compรฌ in Gerusalemme. Di questa cittร , la cittร  santa, ci parla la la lettura per ricordarne la distruzione ad opera dei nemici del popolo eletto, quando ยซil tempio che il Signore si era consacrato in Gerusalemmeยป, giร  contaminato dagli Ebrei, fu incendiato, demolite le mura, dati alle fiamme i palazzi e abbattute le case. A Gerusalemme andrร , dalle rive dei fiumi di Babilonia, il nostalgico ricordo dei suoi cittadini colร  deportati, ricordo espresso in tono cosรฌ accorato dal salmo responsoriale.
Al mistero pasquale, che ebbe per teatro Gerusalemme, si richiamano la seconda lettura e il Vangelo, per segnalare il modo con cui esso si realizza โ€“ lโ€™ยซinnalzamentoยป del Figlio dellโ€™uomo sulla croce -, per rivelarcene la chiave, la spiegazione profonda โ€“ lโ€™amore di Dio per gli uomini โ€“ e per indicarci la risposta che Dio attende, la fede sincera e operosa.

Una storia dโ€™amore

La rivelazione dellโ€™amore illumina il racconto della dolorosa vicenda di Gerusalemme distrutta, dei suoi abitanti uccisi o deportati nel paese nemico. ยซIl Signore Dio dei loro padriโ€ฆ amava il suo popolo e la sua dimoraยป. Anche se i capi, i sacerdoti e il popolo si erano mostrati ingrati e infedeli, Dio non cessรฒ di amarli: perciรฒ ยซmandรฒ premurosamente e incessantemente i suoi messaggeri ad ammonirliยป. Al termine della lunga prova, poi, Dio si servirร  dโ€™un re pagano, Ciro, per restituire il popolo ebreo alla sua patria e ricostruire il tempio.

Amore che ammonisce, che, non ascoltato, permette la caduta della cittร  e la deportazione con tutto il seguito di indicibili sofferenze, che, infine, fa spuntare il giorno della liberazione. E un invito a leggere la storia, quella di ciascuno di noi, dei gruppi umani e di tutta lโ€™umanitร , alla luce della fede, nella certezza che un divino disegno di amore opera, in modo misterioso, attraverso il groviglio delle vicende umane.

Ma la piena rivelazione dellโ€™amore lโ€™ascoltiamo da colui che il Padre ci ha dato con un atto dโ€™infinito amore: ยซDio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eternaยป. Qui รจ tutto il Vangelo, il ยซlieto messaggioยป. Il paradosso di un Dio che si fa uomo, dellโ€™Eterno che chiude la sua esistenza in poco piรน di trentโ€™anni, del Re della gloria che accetta lo scherno le torture il patibolo, รจ tutto qui: nellโ€™amore che Dio ha per il ยซmondoยป, per tutti gli uomini, per ogni uomo.

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รˆ lโ€™amore che vuol salvare, liberare dal peccato. Un amore che giunge a un tale eccesso, commenta s. Giovanni Crisostomo, di un Dio che per salvarci non risparmia il suo unico Figlio, deve farci arrossire. Soprattutto, aggiunge, se si confronta con lโ€™incoscienza di quei cristiani che coprono dโ€™oro le livree dei servi e i finimenti dei muli e dei cavalli, mentre trascurano e guardano con dispetto il Signore che, nella persona dei poveri, se ne va in giro nudo, mendicando di porta in porta, tendendo la mano agli angoli delle strade. Aggiornandone le componenti, questo quadro, familiare al Crisostomo, non vale anche per il nostro tempo? Per esempio, per chi spende ogni giorno diverse decine di curo di carne per il suo cane? Vale, su scala mondiale, per quella ยซcrisi di civiltร  e di solidarietร ยป denunciata da Paolo VI ai partecipanti alla Conferenza mondiale dellโ€™alimentazione (cf 2ยช domenica di Quaresima).
รˆ per amore, spiega s. Paolo, che Dio ยซci ha fatti rivivere con Cristoยป, comunicandoci la ยซvita eternaยป, di cui parla Gesรน, che ha inizio in questa esistenza terrena e avrร  il suo compimento ยซnei cieliยป.

S. Paolo insiste sulla gratuitร  dellโ€™amore, amore misericordioso perchรฉ si dona a chi ha peccato: ยซDio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati, ci ha fatti rivivere con Cristo: per grazia infatti siete stati salvatiยป. Come se non fosse stato abbastanza chiaro, esclude che la salvezza venga da noi, sia merito e conquista dellโ€™uomo: ยซPer questa grazia infatti siete salvi mediante la fede; e ciรฒ non viene da voi, ma รจ dono di Dio; nรฉ viene dalle opere perchรฉ nessuno possa vantarseneยป. Lโ€™insistenza di Paolo non รจ fuor di luogo neanche oggi, di fronte allโ€™uomo che si proclama autosufficiente, negando Dio. Questo vale per lโ€™ateo che considera lโ€™uomo ยซfine a se stesso, unico artefice e demiurgo della propria storiaยป, inorgoglito da ยซquel senso di potenza che lโ€™odierno progresso tecnico immette nellโ€™uomoยป; che ยซaspetta la liberazione dellโ€™uomo soprattutto dalla sua liberazione economica e socialeยป, e considera la religione come un ostacolo a tale liberazione. ยซPerciรฒ i fautori di tale dottrina, quando arrivano a prendere in mano il governo, combattono con violenza la religione, e diffondono lโ€™ateismo anche ricorrendo agli strumenti di pressione, di cui dispone il pubblico potere, specialmente nel campo dellโ€™educazione dei giovaniยป (Gaudium et Spes, 20). Ma Paolo riprova anche lโ€™orgoglio del ยซbuon cristianoยป che aspetta la salvezza dai propri meriti, pago di sรฉ perchรฉ convinto di non fare male a nessuno e di fare tutto il bene che deve. Anche oggi, allโ€™inizio della Messa, ci siamo riconosciuti peccatori; anche oggi, prima della comunione, pregheremo: ยซRimetti a noi i nostri debitiยป. Siamo convinti che ne abbiamo bisogno, che solo il perdono dโ€™un Dio che ci ama ci puรฒ salvare?

ยซSalvi mediante la fedeยป

La salvezza รจ dono, รจ grazia. Ma dono, grazia, fatti a un essere che Dio ha creato libero di accettare o rifiutare, di rispondere sรฌ o no. Il sรฌ che Dio attende dallโ€™uomo รจ la fede. Per non morire, per avere la vita eterna, รจ necessario credere nel Figlio unigenito, mandato per amore dal Padre a salvare il mondo. Perciรฒ Paolo non si contraddice quando, proclamata la gratuitร  della salvezza, dichiara: ยซSiete salvi mediante la fedeยป.
Fede รจ accettare la parola di Dio come veritร  assoluta. Quella che troviamo nella Bibbia che la ยซChiesa ha sempre considerato e considera, insieme con la sacra Tradizione, come la regola suprema della propria fedeยป (Dei Verbum, 21 ).

Fede che รจ ancora dono, poichรฉ ยซper quel senso della fede, che รจ suscitato e sorretto dallo Spirito di veritร , il popolo di Dio, sotto la guida del sacro magistero, al quale fedelmente si conforma, accoglie non la parola degli uomini, ma, qual รจ in realtร , la parola di Dio, aderisce indefettibilmente โ€œalla fede una volta per tutte trasmessa ai santiโ€ (Gd 3), con retto giudizio penetra in essa piรน a fondo e piรน pienamente lโ€™applica alla vitaยป (Lumen Gentium, 12). ยซPerchรฉ si possa prestare questa fede, รจ necessaria la grazia di Dio che pre-viene e soccorre e gli aiuti interiori dello Spirito Santo, il quale muova il cuore e lo rivolga a Dio, apra gli occhi della mente, e dia โ€œa tutti dolcezza nel consentire e nel credere alla veritร โ€ยป (Dei Verbum, 5). Fede รจ fidarsi di Dio: del perdono chโ€™egli accorda ai suoi figli peccatori, dellโ€™aiuto con cui sostiene la nostra debolezza, della bontร  con cui esaudisce la nostra preghiera. รˆ abbandonarsi fiduciosamente a Dio come nelle braccia dโ€™un padre. รˆ guardare a Cristo in croce come gli Ebrei colpiti dalla peste guardavano al serpente di bronzo innalzato da Mosรจ, per avere da lui, e non dai nostri meriti, il perdono, la grazia, la salvezza.

S. Agostino introduce cosรฌ il commento alla menzione che fa Gesรน del serpente innalzato da Mosรจ nel deserto: ยซGesรน allude ad un famoso fatto misterioso, ben noto a quanti hanno letto la Bibbia. Ma ascoltino anche quelli che non hanno letto lโ€™episodio, e quanti, pur avendolo letto o ascoltato, lo hanno dimenticato. Il popolo dโ€™Israele cadeva nel deserto morsicato dai serpenti, e lโ€™ecatombe cresceva paurosamente. Era un flagello con cui Dio li colpiva per correggerli e ammaestrarli. Ma proprio in quella circostanza apparve un gran segno della realtร  futuraยป.

ยซCreati in Cristo per le opere buoneยป

Gli Ebrei furono puniti perchรฉ ยซmoltiplicarono le loro infedeltร , imitando in tutto gli abomini degli altri popoli, e contaminarono il tempioยป; di piรน, richiamati da coloro che il Signore Dio aveva mandato ยซad ammonirli, perchรฉ amava il suo popolo e la sua dimoraโ€ฆ si beffarono dei messaggeri di Dio, disprezzarono le sue parole e schernirono i suoi profetiยป. Ciรฒ perchรฉ non vollero credere a Dio che parlava per mezzo dei suoi inviati, non si pentirono e continuarono nella loro condotta riprovevole. Dio li chiamava a credere, a desistere dal male, a operare il bene: il loro ostinato rifiuto meritรฒ il castigo.

Si richiede la fede o le opere? La risposta non ammette dubbi: la fede e le opere. ยซLa fede che opera per mezzo della caritร ยป (Gal 5,6). Questa parola di Paolo รจ confermata da quanto egli ci ha detto nella lettura di oggi. Dopo aver ribadito che la salvezza ยซnon viene da voi, ma รจ dono di Dio, nรฉ viene dalle opereยป, soggiunge che siamo ยซcreati in Cristo Gesรน per le opere buone che Dio ha predisposto perchรฉ noi le praticassimoยป. Potrebbe essere piรน chiaro? S. Giacomo ripete la stessa cosa con un esempio concreto e sempre attuale: ยซChe giova, fratelli miei, se uno dice di avere la fede ma non ha le opere? Forse che quella fede puรฒ salvarlo? Se un fratello o una sorella sono senza vestiti e sprovvisti del cibo quotidiano e uno di voi dice loro: โ€œAndatevene in pace, riscaldatevi e saziateviโ€, ma non date loro il necessario per il corpo, che giova? Cosรฌ anche la fede: se non ha le opere, รจ morta in se stessaยป (2,14-17).

รˆ un avvertimento per chi fa della fede lโ€™abito della festa che sโ€™indossa per andare in chiesa, salvo poi a dimenticarsene durante la settimana, in famiglia, sul lavoro, negli affari, nella politica. E le ยซopere buoneยป sono i fatti concreti, lโ€™impegno per gli altri, per chi รจ povero, malato, bambino o anziano privo di assistenza, oppresso, sfruttato, emarginato. Gesรน denuncia chi ยซfa il maleยป, si rende colpevole di ยซopere malvagieยป, e perciรฒ rifiuta e odia la luce portata da lui e preferisce le tenebre. Ci insegna che dobbiamo ยซoperare la veritร ยป. Cosa vuol dire? S. Agostino risponde: ยซIntendo dire che non inganni te stesso, non ti blandisci, non ti lusinghi; non dici che sei giusto mentre sei colpevole. Allora cominci a operare la veritร , allora vieni alla luce, affinchรฉ sia manifesto che le tue opere sono state fatte in Dio. E infatti il tuo peccato, che ti รจ dispiaciuto, non ti sarebbe dispiaciuto se Dio non ti avesse illuminato e se la sua veritร  non te lโ€™avesse manifestatoยป.

Fonte

Tratto da โ€œOmelie per un anno 1 e 2 โ€“ Anno Aโ€ โ€“ a cura di M. Gobbin โ€“ LDC

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LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della IV Domenica del Tempo di Quaresima โ€“ Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 11 Marzo 2018 anche qui.

Gv 3, 14-21
Dal Vangelo secondo Giovanni

14E come Mosรฉ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโ€™uomo, 15perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eterna. 16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchรฉ il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non รจ condannato; ma chi non crede รจ giร  stato condannato, perchรฉ non ha creduto nel nome dellโ€™unigenito Figlio di Dio. 19E il giudizio รจ questo: la luce รจ venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato piรน le tenebre che la luce, perchรฉ le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perchรฉ le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la veritร  viene verso la luce, perchรฉ appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dioยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 โ€“ 17 Marzo 2018
  • Tempo di Quaresima IV
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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