Matteo รจ forse il piรน controllato fra i quattro evangelisti, nel senso che non si lascia andare facilmente a slanci ed entusiasmi. Per vero dire, la prosa evangelica in genere รจ alquanto sobria, tanto che un buon divulgatore biblico della prima metร del secolo scorso โ lโabate Ricciotti โ aveva coniato lโetichetta stilistica ยซimpassibilitร dei vangeliยป per connotarne la sobrietร di prosa.
Perรฒ tutte le regole piรน o meno generali patiscono delle eccezioni, come capita questa domenica proprio nel vangelo di Matteo. Ci si imbatte infatti in uno dei massimi picchi letterari del libro, di una bellezza che poco invidia alle beatitudini (Mt 5,2-12). ร una delle rarissime volte in cui Gesรน si rivolge direttamente a Dio, sciogliendo un inno di sapore semi-trinitario. Questo slancio orante di Gesรน verso il Padre รจ convenzionalmente chiamato ยซmeteora giovanneaยป nel vangelo di Matteo, forse perchรฉ ricorda in qualche modo le preghiere di Gesรน di casa nel quarto vangelo: in procinto di risuscitare Lazzaro (Gv 11,41-42) e la ben piรน magnanima preghiera definita ยซsacerdotaleยป (Gv 17,1-26).
La preghiera di questa domenica non deroga dal galateo orante enunciato da Gesรน โ noto pure allโAntico Testamento (cfr Qo 5,1) โ ยซpregando non sprecate parole come i paganiยป (6,7), e si mantiene in una scintillante concisione che esalta lโoriginalitร imprevedibile delle scelte paterne: non sono infatti privilegiati i sapienti e i dotti ma i piccoli, ai quali giunge la rivelazione divina con il suo intramontabile bagaglio di originalitร . In ogni caso le scelte divine, a prescindere dal loro contenuto, devono essere apprezzate per il solo fatto di essere divine: ยซSรฌ, o Padre, perchรฉ cosรฌ hai voluto nella tua benevolenzaยป.
Questo suo approdo al Padre lo induce a permanervi ancora per qualche istante, scrosciando un primo segmento del teorema trinitario: ยซTutto รจ stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrร rivelarloยป. Innanzitutto occorre sottolineare lโaccento intenzionale sul possessivo ยซmioยป, nel quale si rannicchia un diritto di maggiorascato: se Dio รจ genericamente padre di tutti, nei confronti del Figlio lo รจ per identitร di natura. ร lo stesso puntiglio di paternitร che Gesรน risorto sfoggia a Maria Maddalena (Gv 20,17). E poi abbiamo pure una comproprietร teologale: ยซTutto mi รจ stato dato dal Padre mioยป, anticipante la sovranitร universale proclamata a conclusione del vangelo di Matteo: ยซA me รจ stato dato ogni potere in cielo e sulla terraยป (Mt 28,18).
Tra i poteri che il Padre snocciola al Figlio cโรจ anche quello di rivelazione: nessuno conosce il Padre se non per rivelazione da parte del Figlio. Ciรฒ รจ possibile grazie a una reciproca, perfetta conoscenza fra entrambi. Va tenuto presente che nel linguaggio biblico la conoscenza interpersonale non รจ un fatto esclusivamente teoretico, ma comporta almeno una sfumatura di amore (cfr Lc 1,34), onde ciรฒ che รจ tradotto con ยซnessuno conosce il Figlioโฆยป si potrebbe rendere, magari forzando un poโ, con ยซnessuno ama il Figlioโฆยป. In ogni caso che il rapporto fra Padre e Figlio sia essenzialmente di amore resta fuori discussione: con qualche guadagno, perchรฉ laddove in Dio spunta lโamore lo Spirito Santo comincia a fare capolino.
Gesรน aggiunge un travolgente invito alla sequela: ยซVenite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darรฒ ristoroยป.
Stanchi e oppressi da chi? da che cosa? Gesรน non lo dice, lo lascia intendere, consentendo che a queste categorie esistenziali si dia il contenuto piรน ampio. Non soltanto oppressione per sopruso subito, non soltanto fatica per eccesso di operositร tipica di certa umanitร odierna degenerata in catena di montaggio; ma la semplice e logorante noia dellโesistere quotidiano, sulla quale Qoelet ha scritto veritร intramontabili (cfr capp. 1-3) con la sua autunnale disillusione. Gesรน sembra dunque mandare un messaggio del genere: ยซSe avete voglia di rimotivarvi, mettetevi alla mia sequelaยป. Ma non basta. Aggiunge: ยซPrendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuoreยป. Gesรน puรฒ proclamarsi tale senza auto-smentirsi. Mitezza e umiltร .
Due virtรน di cui oggi si sente struggente nostalgia, vista la neobarbarie in cui siamo immersi. Anche il leone si puรฒ ammansire, come ricorda implicitamente il Tasso: ยซโฆ Cosรฌ leon domestico riprende / lโusato suo furor sโaltri lโoffendeยป (La Gerusalemme liberata I 85). Ammette dunque che il leone possa diventare un pacioso gattone: basta non farlo incazzare (sit venia verbo, peraltro ormai purificata dallโuso). Lโuomo invece resta il piรน micidiale e feroce di tutti i viventi. Ben vengano dunque umiltร e mitezza a mitigare le nostre furibonde scalmane in mostruositร crescente.
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E si conclude con lโenigma del giogo dolce e leggero. A che si riferisce? Alla croce, domenica scorsa segnalata come condizione di discepolato? Gesรน รจ capace anche di questo, anticipando il detto: ยซChi ama non soffreยป.
Mons. Alberto Albertazzi โ Responsabile Uff. Catechistico presso CURIA ARCIVESCOVILE โ UFFICI PASTORALI (Vercelli).
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Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 9 luglio 2017 anche qui.
XIV Domenica del Tempo Ordinario โ Anno A
- Colore liturgico: Verde
- Zc 9, 9-10; Sal.144; Rm 8, 9. 11-13; Mt 11, 25-30
Mt 11, 25-30
Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesรน disse: โTi benedico, o Padre, Signore del cielo e della terra, perchรฉ hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sรฌ, o Padre, perchรฉ cosรฌ รจ piaciuto a te. Tutto mi รจ stato dato dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare.
Venite a me, voi tutti, che siete affaticati e oppressi, e io vi ristorerรฒ. Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per le vostre anime. Il mio giogo infatti รจ dolce e il mio carico leggeroโ.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 09 โ 15 Luglio 2017
- Tempo Ordinario XIV, Colore Verde
- Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 2
Fonte: LaSacraBibbia.net
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