A partire da questa domenica ascolteremo, suddiviso in brani, il capitolo sesto del Vangelo di Giovanni, dedicato al tema del Pane di vita. Oggi i primi 15 versetti, che presentano la narrazione del segno fatto da Gesรน, la moltiplicazione dei pani.
La scorsa domenica il Vangelo di Marco ci ha lasciati con lo sguardo di Gesรน sulle folle, uno sguardo commosso perchรฉ erano come pecore senza pastore (Mc 6, 34). La liturgia inserisce a questo punto il Vangelo di Giovanni, ma senza interrompere la trama poichรฉ anche seguendo quello di Marco avremmo trovato il racconto della moltiplicazione dei pani.
Nel racconto di oggi, le coordinate del contesto sono fornite dalla narrazione: il luogo รจ il lago di Galilea e Gesรน passรฒ allโaltra riva. Il tempo รจ che era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Queste due notazioni fanno trasparire subito uno sfondo pasquale, con lโesperienza dellโesodo dallโEgitto, la celebrazione della prima pasqua di Israele ed il passaggio allโaltra riva del mar Rosso, la riva della libertร raggiunta grazie allโintervento potente di Dio.
Gesรน salรฌ sul monte e lร si pose a sedere con i suoi discepoli: la scena richiama anche nel linguaggio lโinizio delle Beatitudini (cf Mt 5). Gesรน siede nellโatto di insegnare ai discepoli. Eโ importante notare, infatti, che il dialogo avviene fra Gesรน e i suoi discepoli, i quali saranno profondamente coinvolti in quello che farร poco dopo.
Allora Gesรน, alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippoโฆ Ci sono due azioni nel guardare di Gesรน. La prima รจ che lo sguardo di Gesรน รจ un alzarsi verso, esprime il suo essere in relazione ed anche la sua pronta disponibilitร . Solo nellโepisodio dellโadultera, di fronte agli accusatori ipocriti, Gesรน chinatosi giรน scriveva per terra (Gv 8,6). La seconda azione รจ un guardare nel profondo, รจ uno sguardo intelligente (intus-legere) che comprende bisogni e situazioni, non una semplice percezione visiva.
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ยซDove potremo comprare il pane perchรฉ costoro abbiano da mangiare?ยป. Diceva cosรฌ per metterlo alla prova. Giovanni ci mostra un Gesรน che si preoccupa di come sfamare tanta gente e che coinvolge nella sua compassione i discepoli. Eโ interessante confrontare questo con i racconti dei Vangeli sinottici nei quali leggiamo che sono i discepoli ad avvicinarsi a Gesรน per dirgli di licenziare la folla affinchรฉ vada a comprarsi da mangiare nei luoghi vicini (cf Mt 14,15 e par). Incuriosisce la questione della prova: in che senso Gesรน mette alla prova il discepolo? In cosa consiste questa prova?
Gli rispose Filippo: ยซDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchรฉ ognuno possa riceverne un pezzoยป. Filippo fa un rapido calcolo e conclude che anche se avessero una grande somma, non basterebbe per sfamare tutta quella gente. Filippo guarda al tanto che non posseggono. La sua risposta si condensa in due parole: non possiamo!
ยซCโรจ qui un ragazzo che ha cinque pani dโorzo e due pesci; ma che cosโรจ questo per tanta gente?ยป Si fa sentire la voce di un altro discepolo dal carattere diverso, Andrea fratello di Pietro il quale interviene con entusiasmo e generositร . Andrea constata che qualcosa ce lโhanno, ma รจ troppo poco e quindi sono al punto di prima. Entrambi arrivano alla stessa conclusione.
Gesรน li ha voluti condurre proprio a questo punto, attraverso la sua prova. Perรฒ poi valorizza quel poco che hanno e compie su quei cinque pani le azioni dellโEucaristia:
Allora Gesรน prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: ยซRaccogliete i pezzi avanzati, perchรฉ nulla vada perdutoยป. Questa รจ una scena di abbondanza e di cura ad โoltranzaโ. Lโevangelista sottolinea la sazietร che sperimentano le folle, quindi non un boccone a testa ma ce nโรจ addirittura dโavanzo. Perรฒ, nonostante possa offrire pane a volontร , Gesรน fa quella raccomandazione cosรฌ particolare a che nulla vada perduto. Questo significa che il pane da Lui moltiplicato รจ prezioso di per sรฉ, ma vuol dire anche altro. Infatti, quel pane va conservato per qualcuno, per altri da sfamare e saziare.
Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani dโorzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Il numero dodici rimanda agli apostoli, i quali diventano i responsabili di questi canestri colmi del Pane di Gesรน. Giovanni, a differenza dei sinottici, mette anche lโaccento sul tipo di pane, pane dโorzo (vv. 9 e 13).
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Filippo, Andrea, il ragazzo dei pani โฆ noi
Per cogliere uno dei messaggi del Vangelo odierno, dobbiamo sostituire alla parola โdiscepoliโ un bel โnoiโ e al nome โFilippoโ il nostro nome e cosรฌ via. In altre parole oggi Gesรน invita noi al dialogo con Lui su questa questione fondamentale: la fame dellโessere umano, il suo bisogno di essere sfamato. Nel contesto di un segno che prefigura lโEucaristia e quindi il fatto che Gesรน sfama noi, Egli ci coinvolge ad occuparci della fame altrui. Gesรน ci insegna ad usare gli occhi. Il suo sguardo รจ attento a cogliere i bisogni, non รจ distratto nรฉ indifferente, ma รจ intenzionalmente rivolto verso ogni persona. Se al tempo dei nonni, ci insegnavano a salutare la persona che si incrociava sulla strada, ora โ nel tempo della spersonalizzazione del web โ quando incontriamo un altro lo ignoriamo, spesso abbassiamo lo sguardo, restiamo indifferenti e chiusi in noi stessi. Gesรน, invece, alza gli occhi e guarda nel profondo e ci vuole rendere partecipi del suo sguardo, ci vuole dare i suoi occhi per vedere bene. Gesรน ci insegna oggi a guardare i volti, le rughe, le espressioni, le mani, i corpi, le assenze di sorriso, gli sguardi che chiedono aiuto laddove le parole non osano uscire e i cuori non riescono a sperare. Ci vuole compagni nel riconoscere la โfameโ dellโaltro che ci sta davanti.
La seconda cosa che il Signore ci insegna รจ che dobbiamo renderci responsabili nei confronti della โfameโ degli altri. Questa โfameโ tra virgolette รจ sinonimo di molti bisogni e non solo di quello fisico del mettere qualcosa sotto i denti. Quello cโรจ, รจ evidente e va soddisfatto, ma ci sono anche le fami piรน nascoste, quella di affetto e amicizia, di stima, di relazioni buone, di comprensione, di sostegno, di consolazione, di rassicurazione.
Gesรน, con la sua domanda che mette alla prova, ci invita a guardarci dentro e a renderci disponibili in quello che siamo e abbiamo, ci scuote per farci uscire dallโegoismo e farci entrare nella solidarietร e, ancor di piรน, nel suo modo dโamare che si chiama caritร . Gesรน ci invita a vivere quello che mirabilmente dice san Paolo: Caritas Christi urget nos, la caritร di Cristo ci spinge (2Cor 5,14).
Il Vangelo ci mostra, poi, le misure del tanto (duecento denari cioรจ la paga di molti mesi per un operario) e del poco (cinque pani dโorzo) ma la conclusione a cui ci fa arrivare รจ che quello che abbiamo non basterebbe e che non dobbiamo preoccuparci del quanto. Gesรน vuol portarci a questa consapevolezza: da soli non siamo in grado di sfamare proprio nessuno, non siamo in grado di colmare e soddisfare nessuna fame, neanche quella dei piรน vicini a noi. Questa nostra povertร puรฒ essere colmata solo da Lui. Per questo รจ bello e importante notare che Gesรน chiede: dove potremo comprare il paneโฆ Non dove puoi ma dove potremo. Gesรน usa il plurale, perchรฉ sa che questo pane necessario agli altri lo possiamo provvedere solo insieme con Lui e Lui lo vuole provvedere con noi.
Cinque pani dโorzo: un pane da poveri
Il ragazzo che non ha nome ha cinque pani dโorzo. In questo cโรจ tutto il senso di una povertร . Il pane dโorzo, infatti, era il pane dei poveri e degli schiavi. Il numero ha il significato di โalcuniโ (cf Lc 12,6; 1 Cor 14,19) e perรฒ fa riferimento anche alle dita della mano e quindi alla sua possibilitร di essere aperta o chiusa, in atto di donare o trattenere. Affidiamo a Gesรน la nostra povertร ed avremo in custodia un canestro sempre pieno.
I frammenti custoditi
Che bella la cura di Gesรน per i frammenti! Ma cosa significa? Non รจ certo un semplice risparmio degli avanzi. Ci viene subito da pensare allโattenzione che prestiamo ai frammenti eucaristici, ma cโรจ anche altro nella linea di lettura che stiamo seguendo. Intanto dobbiamo notare che questo invito di Gesรน a non perdere nulla si trova solo nel IV Vangelo. Proprio nello stesso capitolo 6 di Giovanni leggiamo: Ora, questa รจ la volontร di Colui che mi ha mandato: che nulla vada perduto di ciรฒ che mi ha dato, ma io lo risusciti nellโultimo giorno (Gv 6,39), ma anche in altri testi รจ espressa lโattenzione del Signore a non perdere nessuno (cf Gv 17,12; 18,9) o a cercare ciรฒ che era perduto (cf Lc 19,10). Ecco allora che in questi frammenti che non devono andare perduti dobbiamo ancora vedere la cura di Gesรน per lโumanitร , per i frammenti di umanitร e per lโumanitร che va in frammenti, in pezzi sotto il peso di tante difficoltร e tentazioni. Per ogni frammento di umanitร รจ pronto e custodito un pezzo del Pane di Gesรน.
Le altre letture
Nella prima lettura, lโepisodio del profeta Eliseo โ oltre ad offrire una prefigurazione antico testamentaria dellโEucaristia โ mette in luce lโabbondanza straordinaria che sprigiona dallโazione di Gesรน: lร 20 pani per cento persone, nel Vangelo 5 pani per cinquemila. La seconda lettura invita a conservare lโunitร dello spirito, e insiste sullโessere uniti in un solo corpo, nella fede, nella speranza e nellโopere. Le parole di Paolo ci aiutano a comprendere che Eucaristia e comunione tra fratelli sono una cosa sola: non si realizza davvero la Comunione eucaristica se allo stesso tempo non si realizza quella fraterna.
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ Anno B
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- Colore liturgico: Verde
- 2 Re 4, 42-44; Sal. 144; Ef 4, 1-6; Gv 6, 1-15
Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6, 1-15
In quel tempo, Gesรน passรฒ allโaltra riva del mare di Galilea, cioรจ di Tiberรฌade, e lo seguiva una grande folla, perchรฉ vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesรน salรฌ sul monte e lร si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.
Allora Gesรน, alzร ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: ยซDove potremo comprare il pane perchรฉ costoro abbiano da mangiare?ยป. Diceva cosรฌ per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: ยซDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchรฉ ognuno possa riceverne un pezzoยป.
Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: ยซCโรจ qui un ragazzo che ha cinque pani dโorzo e due pesci; ma che cosโรจ questo per tanta gente?ยป. Rispose Gesรน: ยซFateli sedereยป. Cโera molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.
Allora Gesรน prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.
E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: ยซRaccogliete i pezzi avanzati, perchรฉ nulla vada perdutoยป. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani dโorzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.
Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: ยซQuesti รจ davvero il profeta, colui che viene nel mondo!ยป. Ma Gesรน, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirรฒ di nuovo sul monte, lui da solo.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 29 Luglio โ 04 Agosto 2018
- Tempo Ordinario XVII
- Colore Verde
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 1
Fonte: LaSacraBibbia.net
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