Commento al Vangelo del 29 Luglio 2018 โ€“ Lucia Piemontese

548

A partire da questa domenica ascolteremo, suddiviso in brani, il capitolo sesto del Vangelo di Giovanni, dedicato al tema del Pane di vita. Oggi i primi 15 versetti, che presentano la narrazione del segno fatto da Gesรน, la moltiplicazione dei pani.

La scorsa domenica il Vangelo di Marco ci ha lasciati con lo sguardo di Gesรน sulle folle, uno sguardo commosso perchรฉ erano come pecore senza pastore (Mc 6, 34). La liturgia inserisce a questo punto il Vangelo di Giovanni, ma senza interrompere la trama poichรฉ anche seguendo quello di Marco avremmo trovato il racconto della moltiplicazione dei pani.

Nel racconto di oggi, le coordinate del contesto sono fornite dalla narrazione: il luogo รจ il lago di Galilea e Gesรน passรฒ allโ€™altra riva. Il tempo รจ che era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei. Queste due notazioni fanno trasparire subito uno sfondo pasquale, con lโ€™esperienza dellโ€™esodo dallโ€™Egitto, la celebrazione della prima pasqua di Israele ed il passaggio allโ€™altra riva del mar Rosso, la riva della libertร  raggiunta grazie allโ€™intervento potente di Dio.

Gesรน salรฌ sul monte e lร  si pose a sedere con i suoi discepoli: la scena richiama anche nel linguaggio lโ€™inizio delle Beatitudini (cf Mt 5). Gesรน siede nellโ€™atto di insegnare ai discepoli. Eโ€™ importante notare, infatti, che il dialogo avviene fra Gesรน e i suoi discepoli, i quali saranno profondamente coinvolti in quello che farร  poco dopo.

Allora Gesรน, alzati gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippoโ€ฆ Ci sono due azioni nel guardare di Gesรน. La prima รจ che lo sguardo di Gesรน รจ un alzarsi verso, esprime il suo essere in relazione ed anche la sua pronta disponibilitร . Solo nellโ€™episodio dellโ€™adultera, di fronte agli accusatori ipocriti, Gesรน chinatosi giรน scriveva per terra (Gv 8,6). La seconda azione รจ un guardare nel profondo, รจ uno sguardo intelligente (intus-legere) che comprende bisogni e situazioni, non una semplice percezione visiva.

- Pubblicitร  -

ยซDove potremo comprare il pane perchรฉ costoro abbiano da mangiare?ยป. Diceva cosรฌ per metterlo alla prova. Giovanni ci mostra un Gesรน che si preoccupa di come sfamare tanta gente e che coinvolge nella sua compassione i discepoli. Eโ€™ interessante confrontare questo con i racconti dei Vangeli sinottici nei quali leggiamo che sono i discepoli ad avvicinarsi a Gesรน per dirgli di licenziare la folla affinchรฉ vada a comprarsi da mangiare nei luoghi vicini (cf Mt 14,15 e par). Incuriosisce la questione della prova: in che senso Gesรน mette alla prova il discepolo? In cosa consiste questa prova?

Gli rispose Filippo: ยซDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchรฉ ognuno possa riceverne un pezzoยป. Filippo fa un rapido calcolo e conclude che anche se avessero una grande somma, non basterebbe per sfamare tutta quella gente. Filippo guarda al tanto che non posseggono. La sua risposta si condensa in due parole: non possiamo!

ยซCโ€™รจ qui un ragazzo che ha cinque pani dโ€™orzo e due pesci; ma che cosโ€™รจ questo per tanta gente?ยป Si fa sentire la voce di un altro discepolo dal carattere diverso, Andrea fratello di Pietro il quale interviene con entusiasmo e generositร . Andrea constata che qualcosa ce lโ€™hanno, ma รจ troppo poco e quindi sono al punto di prima. Entrambi arrivano alla stessa conclusione.

Gesรน li ha voluti condurre proprio a questo punto, attraverso la sua prova. Perรฒ poi valorizza quel poco che hanno e compie su quei cinque pani le azioni dellโ€™Eucaristia:
Allora Gesรน prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano. E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: ยซRaccogliete i pezzi avanzati, perchรฉ nulla vada perdutoยป. Questa รจ una scena di abbondanza e di cura ad โ€œoltranzaโ€. Lโ€™evangelista sottolinea la sazietร  che sperimentano le folle, quindi non un boccone a testa ma ce nโ€™รจ addirittura dโ€™avanzo. Perรฒ, nonostante possa offrire pane a volontร , Gesรน fa quella raccomandazione cosรฌ particolare a che nulla vada perduto. Questo significa che il pane da Lui moltiplicato รจ prezioso di per sรฉ, ma vuol dire anche altro. Infatti, quel pane va conservato per qualcuno, per altri da sfamare e saziare.

Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani dโ€™orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato. Il numero dodici rimanda agli apostoli, i quali diventano i responsabili di questi canestri colmi del Pane di Gesรน. Giovanni, a differenza dei sinottici, mette anche lโ€™accento sul tipo di pane, pane dโ€™orzo (vv. 9 e 13).

* * * * *

Filippo, Andrea, il ragazzo dei pani โ€ฆ noi

Per cogliere uno dei messaggi del Vangelo odierno, dobbiamo sostituire alla parola โ€œdiscepoliโ€ un bel โ€œnoiโ€ e al nome โ€œFilippoโ€ il nostro nome e cosรฌ via. In altre parole oggi Gesรน invita noi al dialogo con Lui su questa questione fondamentale: la fame dellโ€™essere umano, il suo bisogno di essere sfamato. Nel contesto di un segno che prefigura lโ€™Eucaristia e quindi il fatto che Gesรน sfama noi, Egli ci coinvolge ad occuparci della fame altrui. Gesรน ci insegna ad usare gli occhi. Il suo sguardo รจ attento a cogliere i bisogni, non รจ distratto nรฉ indifferente, ma รจ intenzionalmente rivolto verso ogni persona. Se al tempo dei nonni, ci insegnavano a salutare la persona che si incrociava sulla strada, ora โ€“ nel tempo della spersonalizzazione del web โ€“ quando incontriamo un altro lo ignoriamo, spesso abbassiamo lo sguardo, restiamo indifferenti e chiusi in noi stessi. Gesรน, invece, alza gli occhi e guarda nel profondo e ci vuole rendere partecipi del suo sguardo, ci vuole dare i suoi occhi per vedere bene. Gesรน ci insegna oggi a guardare i volti, le rughe, le espressioni, le mani, i corpi, le assenze di sorriso, gli sguardi che chiedono aiuto laddove le parole non osano uscire e i cuori non riescono a sperare. Ci vuole compagni nel riconoscere la โ€œfameโ€ dellโ€™altro che ci sta davanti.

La seconda cosa che il Signore ci insegna รจ che dobbiamo renderci responsabili nei confronti della โ€œfameโ€ degli altri. Questa โ€œfameโ€ tra virgolette รจ sinonimo di molti bisogni e non solo di quello fisico del mettere qualcosa sotto i denti. Quello cโ€™รจ, รจ evidente e va soddisfatto, ma ci sono anche le fami piรน nascoste, quella di affetto e amicizia, di stima, di relazioni buone, di comprensione, di sostegno, di consolazione, di rassicurazione.

Gesรน, con la sua domanda che mette alla prova, ci invita a guardarci dentro e a renderci disponibili in quello che siamo e abbiamo, ci scuote per farci uscire dallโ€™egoismo e farci entrare nella solidarietร  e, ancor di piรน, nel suo modo dโ€™amare che si chiama caritร . Gesรน ci invita a vivere quello che mirabilmente dice san Paolo: Caritas Christi urget nos, la caritร  di Cristo ci spinge (2Cor 5,14).

Il Vangelo ci mostra, poi, le misure del tanto (duecento denari cioรจ la paga di molti mesi per un operario) e del poco (cinque pani dโ€™orzo) ma la conclusione a cui ci fa arrivare รจ che quello che abbiamo non basterebbe e che non dobbiamo preoccuparci del quanto. Gesรน vuol portarci a questa consapevolezza: da soli non siamo in grado di sfamare proprio nessuno, non siamo in grado di colmare e soddisfare nessuna fame, neanche quella dei piรน vicini a noi. Questa nostra povertร  puรฒ essere colmata solo da Lui. Per questo รจ bello e importante notare che Gesรน chiede: dove potremo comprare il paneโ€ฆ Non dove puoi ma dove potremo. Gesรน usa il plurale, perchรฉ sa che questo pane necessario agli altri lo possiamo provvedere solo insieme con Lui e Lui lo vuole provvedere con noi.

Cinque pani dโ€™orzo: un pane da poveri

Il ragazzo che non ha nome ha cinque pani dโ€™orzo. In questo cโ€™รจ tutto il senso di una povertร . Il pane dโ€™orzo, infatti, era il pane dei poveri e degli schiavi. Il numero ha il significato di โ€œalcuniโ€ (cf Lc 12,6; 1 Cor 14,19) e perรฒ fa riferimento anche alle dita della mano e quindi alla sua possibilitร  di essere aperta o chiusa, in atto di donare o trattenere. Affidiamo a Gesรน la nostra povertร  ed avremo in custodia un canestro sempre pieno.

I frammenti custoditi

Che bella la cura di Gesรน per i frammenti! Ma cosa significa? Non รจ certo un semplice risparmio degli avanzi. Ci viene subito da pensare allโ€™attenzione che prestiamo ai frammenti eucaristici, ma cโ€™รจ anche altro nella linea di lettura che stiamo seguendo. Intanto dobbiamo notare che questo invito di Gesรน a non perdere nulla si trova solo nel IV Vangelo. Proprio nello stesso capitolo 6 di Giovanni leggiamo: Ora, questa รจ la volontร  di Colui che mi ha mandato: che nulla vada perduto di ciรฒ che mi ha dato, ma io lo risusciti nellโ€™ultimo giorno (Gv 6,39), ma anche in altri testi รจ espressa lโ€™attenzione del Signore a non perdere nessuno (cf Gv 17,12; 18,9) o a cercare ciรฒ che era perduto (cf Lc 19,10). Ecco allora che in questi frammenti che non devono andare perduti dobbiamo ancora vedere la cura di Gesรน per lโ€™umanitร , per i frammenti di umanitร  e per lโ€™umanitร  che va in frammenti, in pezzi sotto il peso di tante difficoltร  e tentazioni. Per ogni frammento di umanitร  รจ pronto e custodito un pezzo del Pane di Gesรน.

Le altre letture

Nella prima lettura, lโ€™episodio del profeta Eliseo โ€“ oltre ad offrire una prefigurazione antico testamentaria dellโ€™Eucaristia โ€“ mette in luce lโ€™abbondanza straordinaria che sprigiona dallโ€™azione di Gesรน: lร  20 pani per cento persone, nel Vangelo 5 pani per cinquemila. La seconda lettura invita a conservare lโ€™unitร  dello spirito, e insiste sullโ€™essere uniti in un solo corpo, nella fede, nella speranza e nellโ€™opere. Le parole di Paolo ci aiutano a comprendere che Eucaristia e comunione tra fratelli sono una cosa sola: non si realizza davvero la Comunione eucaristica se allo stesso tempo non si realizza quella fraterna.

FONTE

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO

XVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ€“ Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 29 Luglio 2018 anche qui.

Dal Vangelo secondo Giovanni
Gv 6, 1-15

In quel tempo, Gesรน passรฒ allโ€™altra riva del mare di Galilea, cioรจ di Tiberรฌade, e lo seguiva una grande folla, perchรฉ vedeva i segni che compiva sugli infermi. Gesรน salรฌ sul monte e lร  si pose a sedere con i suoi discepoli. Era vicina la Pasqua, la festa dei Giudei.

Allora Gesรน, alzร ti gli occhi, vide che una grande folla veniva da lui e disse a Filippo: ยซDove potremo comprare il pane perchรฉ costoro abbiano da mangiare?ยป. Diceva cosรฌ per metterlo alla prova; egli infatti sapeva quello che stava per compiere. Gli rispose Filippo: ยซDuecento denari di pane non sono sufficienti neppure perchรฉ ognuno possa riceverne un pezzoยป.

Gli disse allora uno dei suoi discepoli, Andrea, fratello di Simon Pietro: ยซCโ€™รจ qui un ragazzo che ha cinque pani dโ€™orzo e due pesci; ma che cosโ€™รจ questo per tanta gente?ยป. Rispose Gesรน: ยซFateli sedereยป. Cโ€™era molta erba in quel luogo. Si misero dunque a sedere ed erano circa cinquemila uomini.

Allora Gesรน prese i pani e, dopo aver reso grazie, li diede a quelli che erano seduti, e lo stesso fece dei pesci, quanto ne volevano.

E quando furono saziati, disse ai suoi discepoli: ยซRaccogliete i pezzi avanzati, perchรฉ nulla vada perdutoยป. Li raccolsero e riempirono dodici canestri con i pezzi dei cinque pani dโ€™orzo, avanzati a coloro che avevano mangiato.

Allora la gente, visto il segno che egli aveva compiuto, diceva: ยซQuesti รจ davvero il profeta, colui che viene nel mondo!ยป. Ma Gesรน, sapendo che venivano a prenderlo per farlo re, si ritirรฒ di nuovo sul monte, lui da solo.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 29 Luglio โ€“ 04 Agosto 2018
  • Tempo Ordinario XVII
  • Colore Verde
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 1

Fonte: LaSacraBibbia.net

LEGGI ALTRI COMMENTI AL VANGELO