TU SEI IL CRISTO
XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ ANNO A โ MATTEO 16,13-20
In quel tempo 13. Gesรน, giunto nella regione di Cesarรจa di Filippo, domandรฒ ai suoi discepoli: ยซLa gente, chi dice che sia il Figlio dellโuomo?ยป.
La liturgia odierna ci presenta la professione di fede di Pietro, punto di riferimento della nuova comunitร dei discepoli di Cristo. Il brano si colloca prima del racconto della Trasfigurazione, nel momento in cui Gesรน getta le basi per la sua Chiesa in modo che la sua missione sia continuata dai discepoli, dopo la sua passione, morte, risurrezione.
Gesรน si trova nella regione di Cesarea di Filippo, vicino alle sorgenti del Giordano, ai piedi del versante meridionale del monte Hermon. Anticamente vi sorgeva il tempio del dio pagano Pan, per cui la cittร si chiamava Panion. Successivamente Filippo, figlio di Erode, la chiamรฒ Cesarea, in onore di Cesare Augusto.
Gesรน sceglie Cesarea di Filippo per essere riconosciuto come il vero Figlio di Dio, al posto dei falsi dei pagani e degli imperatori romani, considerati di origine divina. Si autodefinisce anche con il titolo di โFiglio dellโuomoโ, in collegamento con la profezia di Daniele 7,13-14.
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Risposero: ยซAlcuni dicono Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profetiยป.
I discepoli riferiscono che il popolo riteneva Gesรน come Giovanni Battista risuscitato (cfr. Erode Antipa in Matteo 14,1) dal momento che il suo comportamento era molto sobrio e viveva predicando. Altri paragonavano Gesรน ad Elia in quanto si aspettavano il suo ritorno perchรฉ era salito al cielo in modo miracoloso (2 Re 2,11). Altri ancora ritenevano che fosse Geremia, profeta perseguitato (Geremia 7,26 e Matteo 23,29-24,2).
Disse loro: ยซMa voi, chi dite che io sia?ยป.
Gesรน utilizza il metodo pedagogico delle domande per far crescere i suoi discepoli. Chiede loro di rispondere apertamente su quale importanza Egli abbia nella loro vita.
Lโinterrogativo di Gesรน scandaglia in profonditร il senso del rapporto con Lui; mette in moto una ricerca personale. Non basta piรน una risposta preconfezionata, da manuale. Bisogna uscire dal conoscere intellettivo o nozionistico ed entrare nella sfera dellโesperienza.
Gesรน chiede ai discepoli di tutti i tempi se Egli รจ davvero cosรฌ importante tanto da dare la vita per Lui.
Di fronte a Gesรน siamo chiamati a prendere posizione e a pronunciare la nostra professione di fede. Stare con Lui, vivere di Lui deve essere unโesperienza che ci coinvolge profondamente, tanto che senza di Lui nulla ha senso per noi: ยซPrima di conoscere te io non esistevoยป (Ilario di Poitiers).
Rispose Simon Pietro: ยซTu sei il Cristo, il Figlio del Dio viventeยป.
Pietro ha condiviso la vita con Gesรน ed ora lo proclama come Cristo, cioรจ Messia (equivalente greco del termine ebraico). Si espone e, a nome di tutti, proclama che Egli รจ il Salvatore, lโUnto, cioรจ il consacrato del Signore, venuto dalla discendenza di Davide e atteso da tutto il popolo di Israele. Esprimersi in questo modo era pericoloso e Gesรน stesso non voleva manifestarsi in quanto tale prima del tempo, a causa delle persecuzioni che sapeva di dover subire. Lโattesa politica del Messia liberatore provocava attese che non corrispondevano al messaggio di Gesรน.
โFiglio del Dio viventeโ รจ una proclamazione ancora piรน elevata, piรน spirituale e divina, che esula dal significato politico del primo termine.
E Gesรน gli disse: ยซBeato sei tu, Simone, figlio di Giona, perchรฉ nรฉ carne nรฉ sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che รจ nei cieli.
Certe intuizioni non vengono dalla conoscenza umana, ma sono opera di Dio, per mezzo del suo Spirito. ร per questo che Pietro viene acclamato da Gesรน con il titolo di โbeatoโ, destinatario, cioรจ di una rivelazione ricevuta dallโalto.
E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherรฒ la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa.
Dal passo del Vangelo di Matteo 10,2 sappiamo che Pietro รจ il nuovo nome di Simone, forse per il fatto che il suo carattere forte lo rendeva affidabile, come una roccia. Utilizzando il gioco di parole tra โPietroโ e โpietraโ, che in ebraico sono simili, Gesรน afferma che sarร Pietro la roccia, il fondamento della Chiesa e sarร cosรฌ forte che nulla prevarrร contro di essa, nรฉ imperi umani, nรฉ potenze demoniache presenti nel mondo invisibile e sotterraneo.
A te darรฒ le chiavi del regno dei cieli: tutto ciรฒ che legherai sulla terra sarร legato nei cieli, e tutto ciรฒ che scioglierai sulla terra sarร sciolto nei cieliยป.
Lโespressione di Gesรน รจ un richiamo ad Isaia 22,20-25 in cui si parla dellโinsediamento di Eliakim come portiere del palazzo reale. Il compito di aprire e chiudere le porte gli conferiva poteri molto importanti e incontestabili.
Pietro (e poi tutta la comunitร , come si evince da Matteo 18,18) ha il potere di stabilire regole, di concedere deroghe, di ammettere persone nella comunitร cristiana, di estromettere i cattivi testimoni o coloro che scandalizzano.
Dio stesso appoggerร le decisioni di Pietro (dei suoi successori e di tutta la comunitร ) e le ratificherร .
Anche a ciascuno di noi รจ chiesto di essere solida roccia sulla quale puรฒ appoggiarsi chi sta per cadere, chi ha paura, chi รจ provato dalla vita.
Anche noi siamo chiamati ad essere chiavi che aprono, testimoni che permettono alle persone di entrare nel mistero di Dio per incontrarlo.
Non dobbiamo impedire a nessuno di entrare nel Regno dei Cieli: non chiavi che bloccano la porta, ma che la spalancano a Cristo Signore.
- Allora ordinรฒ ai discepoli di non dire ad alcuno che egli era il Cristo.
Gesรน ordina ai suoi discepoli di tacere per non essere frainteso nel suo ruolo di messia spirituale. Non รจ ancora giunto il tempo della sua manifestazione. La sua gloria non passa attraverso il potere, ma attraverso la sofferenza, la passione, la morte. Infatti, verrร riconosciuto come Cristo solo nel momento del sacrificio supremo sulla croce.
Chiediamo allo Spirito Santo la grazia di riconoscere che Gesรน รจ il Figlio del Dio vivente per diventare suoi testimoni convinti e credibili.
Saremo rocce solide, chiavi che aprono, annuncio gioioso che Cristo ci ha trasformato la vita e ci ha regalato il Cielo, non per nostro merito, ma per la sua grande misericordia.
Rivolgiamogli la nostra dichiarazione di fede: โTu sei il respiro della mia vita, Tu sei la forza delle mie deboli membra, Tu sei il sorriso del mio volto stanco, Tu sei il battito del mio cuore smarrito, Tu sei la salute del mio corpo malato, Tu sei la speranza nella mia disperazione, Tu sei il conforto nel mio fallimento, Tu sei unica gioia nel mio incedere triste, Tu sei eternitร oltre la mia morte, Tu sei Tutto per meโ.
Mt 16, 13-20 | Piccole Suore della Sacra Famiglia 155 KB 3 downloads
TU SEI IL CRISTO XXI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO โ ANNO A โ MATTEO 16,13-20 โฆSuor Emanuela Biasiolo delle Piccole Suore della Sacra Famiglia