Dopo averli chiamati (cf. Lc 5,1-11) e averli istituiti come comunitร (cf. Lc 6,12-16), Gesรน rende i suoi discepoli, in particolare i Dodici a lui piรน vicini, โapostoliโ, cioรจ inviati.
Proprio perchรฉ hanno fiducia in lui e hanno con lui una comunione di vita (โstanno con luiโ, direbbe Marco; cf. 3,14), sono chiamati a condividere anche la sua missione, il suo andare e venire nella compagnia di uomini e donne. Per fare cosa? Innanzitutto รจ chiesto loro di accogliere il suo agire: Gesรน li chiama nuovamente, li chiama insieme, e dร loro potenza e autorevolezza, quelle stesse con cui egli scacciava gli spiriti impuri, cioรจ faceva arretrare il dominio di Satana (cf. Lc 4,36). Essi stessi ricevono potenza e autorevolezza contro il male, dunque per โcurare malattieโ.
Qui ci sia concessa una parentesi lessicale, di grande importanza. I vangeli sottolineano il fatto che Gesรน cura i malati (il verbo โcurareโ ricorre 36 volte, mentre il verbo โguarireโ 19), e curare significa innanzitutto servire e onorare una persona, avere sollecitudine verso di lei. Purtroppo spesso la versione ufficiale italiana ha appiattito tutto sul verbo โguarireโ: nel nostro testo, per esempio, si parla 2 volte di โcurareโ (vv. 1 e 6) e solo una di โguarireโ (v. 2), ma dalla traduzione non si capisceโฆ
Gesรน vedeva nel malato una persona, ne faceva emergere lโunicitร e vi si relazionava con la totalitร del suo essere, cogliendone la ricerca di senso, considerandolo una creatura disposta allโapertura di fede-fiducia, desiderosa non solo di guarigione, ma di ciรฒ che puรฒ dare pienezza alla vita: insomma, mirava a stabilire una vera relazione con chi era affetto da una certa patologia! Cosรฌ sono chiamati a fare anche i suoi discepoli, anche noi, da lui inviati nel mondo. Perchรฉ se alcune malattie sono tuttora inguaribili, nessuna persona รจ mai incurabile: basta che ce ne prendiamo cura, manifestandogli la cura che il Signore si รจ preso dellโumanitร โฆ Curare non รจ da meno di guarire!
Da questo prendersi cura, nei fatti, discende anche lโannuncio del regno di Dio (v. 2). Ecco il Vangelo, la buona notizia (v. 6): in Gesรน Cristo Dio regna in noi e tra di noi, qui e ora! Come diceva san Francesco, inviando i suoi fratelli tra i saraceni: โAnnunciate la buona notizia, se necessario anche con le paroleโ. Ovvero, innanzitutto con la vita, con uno stile ben preciso, qui indicato nei vv. 3-5: sobrietร , povertร , disponibilitร ad accogliere e a essere accolti, non arroganza, capacitร anche di farsi da parte, accettando che cโรจ chi non ci vuole ascoltare. E tutto questo mediante la capacitร di vivere insieme, comunitariamente. Lโinvio avviene infatti sempre โa due a dueโ (Mc 6,7), per vivere lโamore fraterno in modo visibile e, soprattutto, per manifestare la dimensione comunitaria del Regno: la proclamazione del Regno non puรฒ essere unโazione individualistica, nata dallโiniziativa privata, ma รจ sempre un atto comunitario, ecclesiale, perchรฉ โdove due o tre sono riuniti o inviati nel nome di Gesรน, lร egli รจ presenteโ (cf. Mt 18,20).
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In breve, come si legge in un bel testo cristiano delle origini, si tratta di avere, anche nella missione โi modi del Signoreโ (Didachรฉ 11,8), il suo stile. Come lui, cosรฌ noi. Dove lui, lรฌ noi.
fratel Ludwig della comunitร monastica di Bose
Lc 9, 1-6
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesรน convocรฒ i Dodici e diede loro forza e potere su tutti i demรฒni e di guarire le malattie. E li mandรฒ ad annunciare il regno di Dio e a guarire gli infermi.
Disse loro: ยซNon prendete nulla per il viaggio, nรฉ bastone, nรฉ sacca, nรฉ pane, nรฉ denaro, e non portatevi due tuniche. In qualunque casa entriate, rimanete lร , e di lร poi ripartite. Quanto a coloro che non vi accolgono, uscite dalla loro cittร e scuotete la polvere dai vostri piedi come testimonianza contro di loroยป.
Allora essi uscirono e giravano di villaggio in villaggio, ovunque annunciando la buona notizia e operando guarigioni.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.