Commento al Vangelo del 26 marzo 2017 โ€“ dom Luigi Gioia

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Il commento alle Letture di domenica 26 marzo 2017, quarta domenica di Quaresima, a cura di dom Luigi Gioia.

https://youtu.be/Q2X-P0QUFzQ

File audio prelevato dal sito web di dom Luigi  ed il testo del commento รจ presente nel libro โ€œMi guida la Tua mano โ€“ Omelie sui vangeli domenicali. Anno Aโ€ disponibile nelle seguenti librerie:

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Il vero accecamento

Ogni volta che si rilegge il Vangelo del cieco nato non si puรฒ non restare stupiti di fronte allโ€™atteggiamento dei farisei, messo in rilievo anche dallโ€™ironia con la quale lโ€™evangelista Giovanni lo dipinge. Hanno di fronte un cieco nato che ha ritrovato la vista, ma non esprimono nessuno stupore. Fin dallโ€™inizio cโ€™รจ in loro un rifiuto implacabile e ostinato di fronte a quello che รจ appena avvenuto.

Era noto a tutti che questo mendicante fosse cieco e non un impostore, eppure i farisei cercano strenuamente di negare questa evidenza. Chiamano i genitori, pur sapendo che questi non sono liberi di dire la veritร  a causa della minaccia di espulsione dalla sinagoga che pesava su tutti coloro che riconoscevano in Gesรน il Messia. Interrogano dunque, ma non vogliono udire la sola risposta che corrisponde alla veritร . Continuano a negare i fatti anche durante il secondo interrogatorio del cieco guarito. Alla fine, come sempre in questi casi, non potendo negare oltre i fatti, non potendo sopportare la schiacciante evidenza dellโ€™accaduto, decidono di sopprimere colui che ne รจ la prova vivente โ€“ ricorrono alla violenza, espellono il cieco nato dalla sinagoga.

Come si puรฒ qualificare questo accanimento dei farisei, questa negazione dellโ€™evidenza, questo rifiuto di vedere i fatti se non come il vero accecamento? La cecitร  non รจ quella del cieco nato, ma quella dei farisei che non vogliono accettare che Gesรน sia il Messia. I farisei sono accecati perchรฉ hanno giร  deciso che Gesรน non puรฒ esserlo, non deve esserlo, perchรฉ non corrisponde ai loro criteri: non rispetta il sabato, non viene dalle scuole rabbiniche giuste (di lui non sappiamo di dove sia), non รจ nato nel posto giusto (il messia non puรฒ venire da Nazareth). E poi, naturalmente, vedono in Gesรน una minaccia, perchรฉ critica fermamente le derive di cui si sono resi colpevoli e che li hanno condotti a sostituire le loro tradizioni alla Parola di Dio. Quindi i farisei sono accecati perchรฉ hanno giร  deciso che Gesรน non puรฒ essere il messia, perchรฉ costituisce una minaccia per il loro potere, per la loro posizione nella societร .

Dโ€™altra parte, la prima lettura presenta il profeta Samuele che ha giร  in mente come deve essere un re per governare in nome del Signore e per questo fatica a riconoscere colui che รจ stato effettivamente scelto. Malgrado sia un profeta sinceramente desideroso di fare la volontร  di Dio, anche lui รจ se non accecato, almeno, diremmo noi, abbagliato. Si lascia distrarre dai suoi criteri umani: lโ€™eletto deve essere il primogenito della famiglia, il piรน imponente, colui che piรน ispira rispetto, fisicamente il piรน forte. Vi รจ dunque un fattore che accomuna i farisei e Samuele, cioรจ sia gli ipocriti che coloro che cercano Dio sinceramente: entrambi non possono fare a meno di lasciarsi condizionare dalla loro idea di come Dio deve agire o piuttosto di come agirebbero loro se fossero Dio. Questo รจ ciรฒ che li acceca.

Ma le letture di oggi ci offrono anche delle chiavi per resistere a questo meccanismo irresistibile di idolatria, a questa logica mondana, a questa cecitร .

Vediamo prima di tutto cosa succede con Samuele. Egli รจ un profeta, cioรจ un portavoce di Dio, non perchรฉ รจ infallibile, non perchรฉ non sbaglia mai โ€“ visto che proprio in questa lettura lo vediamo errare. Samuele รจ un portavoce di Dio perchรฉ sa che neanche lui รจ immune dallโ€™idolatria, malgrado il fatto che, nel nome del Signore, costantemente la denunci. Lโ€™umile, lโ€™uomo di Dio, รจ colui che non nega la propria idolatria, che non crede che per essere uomo di Dio si debba essere perfetti. Quindi, proprio perchรฉ ha questa coscienza della propria idolatria, del proprio peccato, della propria fallibilitร , รจ una persona umile, che verifica cioรจ costantemente quello che crede essere volontร  di Dio.

Il profeta โ€“ e potremmo aggiungere il cristiano- non รจ colui che ha la veritร , perchรฉ la veritร  non la possiede nessuno, perchรฉ la veritร  non รจ una cosa che si possiede. Guai a chiunque, a qualsiasi livello, credesse di possedere la veritร , perchรฉ a quel punto prenderebbe il posto di Dio. La veritร  รจ qualcosa che occorre costantemente discernere nellโ€™umiltร  e nella preghiera. La veritร  รจ qualcosa che si riceve ad ogni istante. Samuele รจ un uomo di Dio perchรฉ, se non puรฒ fare a meno di entusiasmarsi per un candidato, allo stesso tempo conserva lโ€™orecchio aperto a quello che gli dice il Signore.

Il primo antidoto contro lโ€™idolatria รจ dunque questa umiltร  che viene dalla coscienza della propria debolezza e che si traduce in ascolto permanente del Signore.

Ma abbiamo bisogno poi del Vangelo per renderci conto che alla fine, di fronte alla cecitร  causata dallโ€™idolatria, il solo rimedio efficace รจ il miracolo. Solo Gesรน puรฒ aprirci gli occhi, per farci vedere non solo la veritร  in generale, ma per permetterci di percepire lui, di credere in lui. La ricerca della volontร  di Dio, la capacitร  di discernere lโ€™azione, la presenza di Dio nella storia sono un miracolo permanente. Nรฉ chi รจ stato ordinato presbitero, nรฉ chi occupa posti di responsabilitร  nella Chiesa, neppure il papa, nessuno possiede automaticamente o permanentemente questa capacitร . Anche i papi, quando devono esprimersi su questioni particolarmente gravi, consultano, riflettono e soprattutto pregano. Questo vuol dire che anche loro, anzi soprattutto loro che hanno il carisma di pronunciare la parola dirimente nel nome di Dio, sanno che si tratta non di una capacitร  che si possiede, ma di un dono da mendicare attraverso lโ€™ascolto e attraverso la preghiera.

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Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 26 marzo 2017 anche qui.

IV Domenica del Tempo di Quaresima

Gv 9, 1-41
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo, Gesรน passando vide un uomo cieco dalla nascita e i suoi discepoli lo interrogarono: ยซRabbรฌ, chi ha peccato, lui o i suoi genitori, perchรฉ sia nato cieco?ยป. Rispose Gesรน: ยซNรฉ lui ha peccato nรฉ i suoi genitori, ma รจ perchรฉ in lui siano manifestate le opere di Dio. Bisogna che noi compiamo le opere di colui che mi ha mandato finchรฉ รจ giorno; poi viene la notte, quando nessuno puรฒ agire. Finchรฉ io sono nel mondo, sono la luce del mondoยป.

Detto questo, sputรฒ per terra, fece del fango con la saliva, spalmรฒ il fango sugli occhi del cieco e gli disse: ยซVaโ€™ a lavarti nella piscina di Sรฌloeยป, che significa โ€œInviatoโ€. Quegli andรฒ, si lavรฒ e tornรฒ che ci vedeva.

Allora i vicini e quelli che lo avevano visto prima, perchรฉ era un mendicante, dicevano: ยซNon รจ lui quello che stava seduto a chiedere lโ€™elemosina?ยป. Alcuni dicevano: ยซรˆ luiยป; altri dicevano: ยซNo, ma รจ uno che gli assomigliaยป. Ed egli diceva: ยซSono io!ยป. Allora gli domandarono: ยซIn che modo ti sono stati aperti gli occhi?ยป. Egli rispose: ยซLโ€™uomo che si chiama Gesรน ha fatto del fango, me lo ha spalmato sugli occhi e mi ha detto: โ€œVaโ€™ a Sรฌloe e lร vati!โ€. Io sono andato, mi sono lavato e ho acquistato la vistaยป. Gli dissero: ยซDovโ€™รจ costui?ยป. Rispose: ยซNon lo soยป.

Condussero dai farisei quello che era stato cieco: era un sabato, il giorno in cui Gesรน aveva fatto del fango e gli aveva aperto gli occhi. Anche i farisei dunque gli chiesero di nuovo come aveva acquistato la vista. Ed egli disse loro: ยซMi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedoยป. Allora alcuni dei farisei dicevano: ยซQuestโ€™uomo non viene da Dio, perchรฉ non osserva il sabatoยป. Altri invece dicevano: ยซCome puรฒ un peccatore compiere segni di questo genere?ยป. E cโ€™era dissenso tra loro. Allora dissero di nuovo al cieco: ยซTu, che cosa dici di lui, dal momento che ti ha aperto gli occhi?ยป. Egli rispose: ยซรˆ un profeta!ยป. Ma i Giudei non credettero di lui che fosse stato cieco e che avesse acquistato la vista, finchรฉ non chiamarono i genitori di colui che aveva ricuperato la vista. E li interrogarono: ยซรˆ questo il vostro figlio, che voi dite essere nato cieco? Come mai ora ci vede?ยป. I genitori di lui risposero: ยซSappiamo che questo รจ nostro figlio e che รจ nato cieco; ma come ora ci veda non lo sappiamo, e chi gli abbia aperto gli occhi, noi non lo sappiamo. Chiedetelo a lui: ha lโ€™etร , parlerร  lui di sรฉยป. Questo dissero i suoi genitori, perchรฉ avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano giร  stabilito che, se uno lo avesse riconosciuto come il Cristo, venisse espulso dalla sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: ยซHa lโ€™etร : chiedetelo a lui!ยป.

Allora chiamarono di nuovo lโ€™uomo che era stato cieco e gli dissero: ยซDaโ€™ gloria a Dio! Noi sappiamo che questโ€™uomo รจ un peccatoreยป. Quello rispose: ยซSe sia un peccatore, non lo so. Una cosa io so: ero cieco e ora ci vedoยป. Allora gli dissero: ยซChe cosa ti ha fatto? Come ti ha aperto gli occhi?ยป. Rispose loro: ยซVe lโ€™ho giร  detto e non avete ascoltato; perchรฉ volete udirlo di nuovo? Volete forse diventare anche voi suoi discepoli?ยป. Lo insultarono e dissero: ยซSuo discepolo sei tu! Noi siamo discepoli di Mosรจ! Noi sappiamo che a Mosรจ ha parlato Dio; ma costui non sappiamo di dove siaยป. Rispose loro quellโ€™uomo: ยซProprio questo stupisce: che voi non sapete di dove sia, eppure mi ha aperto gli occhi. Sappiamo che Dio non ascolta i peccatori, ma che, se uno onora Dio e fa la sua volontร , egli lo ascolta. Da che mondo รจ mondo, non si รจ mai sentito dire che uno abbia aperto gli occhi a un cieco nato. Se costui non venisse da Dio, non avrebbe potuto far nullaยป. Gli replicarono: ยซSei nato tutto nei peccati e insegni a noi?ยป. E lo cacciarono fuori.

Gesรน seppe che lโ€™avevano cacciato fuori; quando lo trovรฒ, gli disse: ยซTu, credi nel Figlio dellโ€™uomo?ยป. Egli rispose: ยซE chi รจ, Signore, perchรฉ io creda in lui?ยป. Gli disse Gesรน: ยซLo hai visto: รจ colui che parla con teยป. Ed egli disse: ยซCredo, Signore!ยป. E si prostrรฒ dinanzi a lui. Gesรน allora disse: ยซรˆ per un giudizio che io sono venuto in questo mondo, perchรฉ coloro che non vedono, vedano e quelli che vedono, diventino ciechiยป. Alcuni dei farisei che erano con lui udirono queste parole e gli dissero: ยซSiamo ciechi anche noi?ยป. Gesรน rispose loro: ยซSe foste ciechi, non avreste alcun peccato; ma siccome dite: โ€œNoi vediamoโ€, il vostro peccato rimaneยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 26 Marzo โ€“ 01 Aprile 2017
  • Tempo di Quaresima IV, Colore rosa
  • Lezionario: Ciclo A | Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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