Commento al Vangelo del 23 Settembre 2018 โ€“ Don Francesco Cristofaro

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XXV Domenica del Tempo Ordinario

Prima Lettura   Sap 2, 12.17-20
Condanniamo il giusto a una morte infamante.

Dal libro della Sapienza
[Dissero gli empi:]
ยซTendiamo insidie al giusto, che per noi รจ dโ€™incomodo
e si oppone alle nostre azioni;
ci rimprovera le colpe contro la legge
e ci rinfaccia le trasgressioni contro lโ€™educazione ricevuta.
Vediamo se le sue parole sono vere,
consideriamo ciรฒ che gli accadrร  alla fine.
Se infatti il giusto รจ figlio di Dio, egli verrร  in suo aiuto
e lo libererร  dalle mani dei suoi avversari.
Mettiamolo alla prova con violenze e tormenti,
per conoscere la sua mitezza
e saggiare il suo spirito di sopportazione.
Condanniamolo a una morte infamante,
perchรฉ, secondo le sue parole, il soccorso gli verrร ยป.

Il giusto รจ perseguitato perchรฉ con la sua vita, fatta di veritร , santitร , obbedienza, รจ un continuo rimprovero per lโ€™empio, il perverso, lโ€™immorale. Il giusto รจ sole potente di veritร  che rivela la malvagitร , la cattiveria degli empi e la condanna. Egli รจ la piรน grande profezia del Signore. Un solo giusto condanna il mondo intero. Questa condanna gli empi non vogliono e per questo lo perseguitano e lo uccidono. Vogliono estinguere con la sua morte la profezia piรน efficace del Signore. Abele nulla ha fatto di male al fratello Caino. Ha solo offerto al Signore gli agnelli piรน belli del suo gregge, mentre Caino aveva offerto lo scarto delle sue cose. Il gradimento fatto dal Signore allโ€™offerta di Abele fu una condanna delle sue opere e perchรฉ questo non avvenisse piรน, Caino uccise il fratello. Cosรฌ dicasi anche per Cristo Gesรน. Il giusto sa che lui dovrร  pagare con la vita la sua giustizia e pone se stesso nelle mani del Signore.

Seconda Lettura   Gc 3,16-4,3
Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.

Dalla lettera di san Giacomo apostolo

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Fratelli miei, dove cโ€™รจ gelosia e spirito di contesa, cโ€™รจ disordine e ogni sorta di cattive azioni. Invece la sapienza che viene dallโ€™alto anzitutto รจ pura, poi pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera. Per coloro che fanno opera di pace viene seminato nella pace un frutto di giustizia.
Da dove vengono le guerre e le liti che sono in mezzo a voi? Non vengono forse dalle vostre passioni che fanno guerra nelle vostre membra? Siete pieni di desideri e non riuscite a possedere; uccidete, siete invidiosi e non riuscite a ottenere; combattete e fate guerra! Non avete perchรฉ non chiedete; chiedete e non ottenete perchรฉ chiedete male, per soddisfare cioรจ le vostre passioni.

Sempre la gelosia si trasforma in peccato contro lo Spirito Santo quando diviene invidia contro la grazia altrui, impedimento a che gli altri possano vivere i propri doni spirituali. Una sola persona gelosa puรฒ guastare una comunitร , mettere gli uni contro gli altri, puรฒ trasformarsi in una divulgatrice di calunnie, false testimonianze, giudizi cattivi, interpretazioni disoneste e malvage della storia, visione sempre tenebrosa della vita degli altri. Da una persona gelosa solo il Signore puรฒ salvarci, custodirci, proteggerci, liberarci. Tutto giudica negativamente negli altri, tutto sopravvaluta ed innalza di se stessa. La persona gelosa ama solo se stessa, vive per se stessa, se fa il bene, lo fa per essere lei lodata, ringraziata, posta al centro dellโ€™attenzione. Con la gelosia mai si costruirร  il regno di Dio, perchรฉ distrugge lโ€™armonia dei suoi figli ai quali รจ data la missione di edificarlo ognuno secondo i propri doni di grazia e di veritร .

Vangelo   Mc 9, 30-37
Il Figlio dellโ€™uomo viene consegnatoโ€ฆ Se uno vuole essere il primo, sia il servitore di tutti.

Dal vangelo secondo Marco
In quel tempo, Gesรน e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: ยซIl Figlio dellโ€™uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerร ยป. Essi perรฒ non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.
Giunsero a Cafร rnร o. Quando fu in casa, chiese loro: ยซDi che cosa stavate discutendo per la strada?ยป. Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse il piรน grande. Sedutosi, chiamรฒ i Dodici e disse loro: ยซSe uno vuole essere il primo, sia lโ€™ultimo di tutti e il servitore di tuttiยป.
E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: ยซChi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandatoยป.

รˆ triste camminare dietro Gesรน, ma con propri pensieri, idee, volontร ,  desideri, progettualitร . Si รจ con Gesรน solo con il corpo, con le labbra, mentre mente, cuore, pensieri, volontร , desideri sono tutti nostri. Siamo noi che ci progettiamo la nostra vita, che ce la curiamo, che scegliamo ciรฒ che รจ piรน giusto e piรน importante o semplicemente conveniente per noi. Cosรฌ facendo, siamo a nostro servizio, non a servizio di Gesรน. Molti discepoli non sono servi della Chiesa, per il suo piรน grande bene, vogliono che la Chiesa sia a loro servizio, per il loro personale piรน grande bene. Il problema vero della fede รจ solo questo, non ve ne sono altri. รˆ la Chiesa, Cristo, Dio che vivono per noi, che sono obbligati a vivere per noi, o siamo noi che viviamo per essi? Cristo Gesรน chiede ai suoi di invertire le cose: non รจ Dio e il suo regno che devono vivere in funzione nostra, ma noi. Non รจ la Chiesa che deve sacrificare se stessa a noi, siamo noi che dobbiamo sacrificare ad essa la nostra vita. Gesรน per questo รจ venuto: per insegnare ad ogni uomo come si consacra la vita allโ€™amore puro.