
Non solo a Gerusalemme ma in tante altre cittร del mondo i cristiani continuano a radunarsi โtutti assieme nello stesso luogoโ per ascoltare la Parola di Dio, per nutrirsi del pane della vita e per continuare a vivere assieme nella memoria del Signore.
Quel giorno di Pentecoste fu decisivo per i discepoli a motivo degli eventi che accaddero sia dentro il cenacolo che fuori. Narrano gli Atti degli Apostoli che, nel pomeriggio, โvenne allโimprovviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatteva gagliardoโ sulla casa dove si trovavano i discepoli. Fu una sorta di terremoto che si udรฌ in tutta Gerusalemme, tanto da richiamare molta gente davanti a quella porta per vedere cosa stesse accadendo. Apparve subito chiaro che non si trattava di un normale terremoto. Cโera stata una grande scossa, ma non era crollato nulla.
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Da fuori non si vedevano i โcrolliโ che stavano avvenendo dentro. Allโinterno del cenacolo, infatti, i discepoli sperimentarono un vero e proprio terremoto che, pur essendo fondamentalmente interiore, coinvolse visibilmente tutti loro e lo stesso ambiente. Videro delle โlingue come di fuoco che si dividevano e si posarono sul capo di ciascuno di loro; ed essi furono pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingueโ. Fu per tutti ย gli apostoli, i discepoli, le donne ย unโesperienza che cambiรฒ profondamente la loro vita.
Forse ricordarono quello che Gesรน aveva detto loro nel giorno dellโAscensione: โVoi restate in cittร , finchรฉ non siate rivestiti di potenza dallโaltoโ (Lc 24,49) e le altre parole: โร bene per voi che io me ne vada, perchรฉ, se non me ne vado, non verrร a voi il Parร clitoโ (Gv 16,7). Quella comunitร aveva bisogno della Pentecoste, ossia di un evento che sconvolgesse profondamente il cuore di ciascuno, appunto come un terremoto. In effetti, una forte energia li avvolse e una specie di fuoco iniziรฒ a divorarli nel profondo. La paura cedette il passo al coraggio, lโindifferenza lasciรฒ il campo alla compassione, la chiusura fu sciolta dal calore, lโegoismo fu soppiantato dallโamore. Era la prima Pentecoste. La Chiesa iniziava il suo cammino nella storia degli uomini.
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Il terremoto interiore che aveva cambiato il cuore e la vita dei discepoli non poteva non avere riflessi anche al di fuori del cenacolo. Quella porta tenuta sbarrata per cinquanta giorni โper paura dei giudeiโ finalmente venne spalancata e i discepoli, non piรน ripiegati su loro stessi, non piรน concentrati sulla loro vita, iniziarono a parlare alla numerosa folla sopraggiunta. La lunga e dettagliata elencazione di popoli fatta dallโautore degli Atti sta a significare la presenza del mondo intero davanti a quella porta. Ebbene, mentre i discepoli di Gesรน parlano, tutti costoro li intendono nella propria lingua: โLi udiamo parlare nelle nostre lingue delle grandi opere di Dioโ, dicono stupiti. Si potrebbe dire che questo รจ il secondo miracolo della Pentecoste. Da quel giorno lo Spirito del Signore ha iniziato a superare limiti che sembravano invalicabili. Sono quei limiti che legano pesantemente ogni uomo e ogni donna al luogo, alla famiglia, al piccolo contesto in cui si รจ nati e vissuti. E soprattutto terminava il dominio incontrastato di Babele sulla vita degli uomini. Il racconto della Torre di Babele ci mostra gli uomini protesi a costruire unโunica cittร che con la sua torre dovrebbe giungere sino al cielo; รจ lโopera delle loro mani, รจ il vanto di ogni costruttore. Ma lโorgoglio, proprio mentre li univa, subito li travolse; non si compresero piรน lโuno con lโaltro e si dispersero su tutta la terra (Gen 11,1-9). La dispersione iniziata dalla Torre di Babele รจ un racconto antico, ma in esso si descrive la vita ordinaria dei popoli sulla terra, spesso divisi tra loro e in lotta, tesi a sottolineare quel che divide piuttosto che quello che unisce. Ciascuno รจ rivolto solo ai propri interessi, senza badare al bene comune.
La Pentecoste pone termine a questa Babele di uomini in lotta tra loro. Lo Spirito effuso nel cuore dei discepoli dร inizio ad un tempo nuovo, quello della comunione e della fraternitร . ร un tempo che non nasce dagli uomini, sebbene li coinvolga. Non sgorga neppure dai loro sforzi, pur se li richiede. ร un tempo che viene dallโalto, da Dio. Dal cielo ย narrano gli Atti ย scese una pioggia come di lingue di fuoco che si posarono sul capo di ciascuno dei presenti: era la fiamma dellโamore che brucia ogni asperitร e lontananza; era la lingua del Vangelo che varcava i confini stabiliti dagli uomini e toccava i loro cuori perchรฉ si commuovessero. Il miracolo della comunione inizia proprio a Pentecoste, dentro il cenacolo e davanti alla sua porta. ร qui ย tra il cenacolo e la piazza del mondo ย che inizia la Chiesa: i discepoli, pieni di Spirito Santo, vincono la paura e cominciano a predicare. Gesรน aveva detto loro: โQuando verrร lui, lo Spirito della veritร , vi guiderร a tutta la veritร โ (Gv 16,13). Lo Spirito รจ venuto e da quel giorno continua a guidare i discepoli per le vie del mondo. La solitudine e la guerra, la confusione e lโincomprensione, lโorfananza e la lotta fratricida, non sono piรน ineluttabili nella vita degli uomini, perchรฉ lo Spirito รจ venuto a โrinnovare la faccia della terraโ (Sal 103,30).
Lโapostolo Paolo, nellโepistola ai Galati, esorta i credenti a camminare secondo lo Spirito per non essere portati a compiere le opere della carne: โsono ben note le opere della carne: fornicazione, impuritร , dissolutezza, idolatria, stregonerie, inimicizie, discordia, gelosia, dissensi, divisioni, fazioni, invidie, ubriachezze, orge e cose del genereโ (Gal 5,19-21). E aggiunge: โIl frutto dello Spirito invece รจ amore, gioia, pace, magnanimitร , benevolenza, bontร , fedeltร , mitezza, dominio di sรฉโ (Gal 5,22). Di questi frutti ha bisogno il mondo intero. La Pentecoste รจ lโinizio della Chiesa, ma anche lโinizio di un nuovo mondo. Lโazione di papa Francesco ha come riacceso una nuova primavera e una nuova Pentecoste traversa lโintera Chiesa. Lo Spirito Santo, come quel giorno di Pentecoste, scende ancora una volta per spingerci ad uscire dalle nostre grettezze, dalle nostre chiusure, dai nostri particolarismi. ร urgente comunicare al mondo lโamore del Signore. Riceviamo in dono la โlinguaโ e il โfuocoโ: mentre comunichiamo il Vangelo il fuoco dellโamore scalda noi e coloro a cui lo comunichiamo.
Qui tutti i commenti al Vangelo delle domeniche precedenti di Vincenzao Paglia
LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
DOMENICA di PENTECOSTE (Messa del giorno)
Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 20 Maggio 2018 anche qui.
- Colore liturgico: Rosso
- At 2, 1-11; Sal.103; Gal 5, 16-25; Gv 15, 26-27; 16, 12-15
Gv 15,26-27; 16,12-15
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesรน disse ai suoi discepoli:
ยซQuando verrร il Parร clito, che io vi manderรฒ dal Padre, lo Spirito della veritร che procede dal Padre, egli darร testimonianza di me; e anche voi date testimonianza, perchรฉ siete con me fin dal principio.
Molte cose ho ancora da dirvi, ma per il momento non siete capaci di portarne il peso. Quando verrร lui, lo Spirito della veritร , vi guiderร a tutta la veritร , perchรฉ non parlerร da se stesso, ma dirร tutto ciรฒ che avrร udito e vi annuncerร le cose future. Egli mi glorificherร , perchรฉ prenderร da quel che รจ mio e ve lo annuncerร . Tutto quello che il Padre possiede รจ mio; per questo ho detto che prenderร da quel che รจ mio e ve lo annuncerร ยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 20 โ 26 Maggio 2018
- Tempo Pasquale Pentecoste
- Colore Rosso
- Lezionario: Ciclo B
- Anno: II
- Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net
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