
Per comprendere meglio la portata delle parole di Gesรน in questa pagina del Vangelo รจ fondamentale ancora una volta non separarle dal contesto in cui sono pronunciate. Ed รจ specialmente lโultima piccola frase (โio e il Padre siamo una cosa solaโ โฆ letteralmente โsiamo unoโ) che se non sappiamo dove Gesรน la pronuncia non possiamo comprendere bene il messaggio che Gesรน vuole comunicare ai suoi discepoli e soprattutto noi.
Gesรน รจ nel luogo piรน sacro agli Ebrei (e Gesรน e i suoi ascoltatori sono tutti ebrei), cioรจ il Tempio di Gerusalemme. Eโ proprio in questo luogo che rappresenta la presenza di Dio in mezzo agli uomini, che questo semplice e umile maestro della Galilea si auto dichiara โunoโ con Dio!
Bestemmia! E di quelle grosse e terribili! E non gli รจ sfuggita per โsbaglioโ come si direbbe oggiโฆ come vizio dellโintercalare volgare, ma una affermazione blasfema consapevole e diretta.
Lโevangelista Giovanni racconta che appena sentono questa cosa coloro che erano venuti ad interrogare Gesรน se fosse lui o no il profeta da aspettare, prendono delle pietre e a buon ragione lo vogliono lapidare.
- Pubblicitร -
Da un certo punto di vista forse possiamo capire questa reazione, perchรฉ Gesรน sta scardinando tutta la loro costruzione religiosa che รจ ben rappresentata da quel magnifico Tempio della cittร santa. Il Tempio di Gerusalemme con le sue alte mura, i suoi cortili separati e i luoghi inaccessibili se non ai custodi del sacro, restituisce una immagine di Dio che invece Gesรน vuole sovvertire!
Dio non รจ separato dallโuomo, ma si trova dentro la realtร umana, mescolato con le miserie dellโumanitร piรน povera e distante. Dio si comunica in modo diretto nei gesti della caritร e misericordia di Gesรน e di coloro che portano oggi il suo nome. Questo รจ inaudito anche oggi per coloro che vorrebbero Dio solamente giudice dellโumanitร peccatrice e non compagno di viaggio dellโumanitร con i suoi limiti e piccolezze. Eppure รจ proprio questo che Gesรน รจ venuto a rivelare ai suoi discepoli che ascoltano la voce del suo insegnamento.
Il papa che visita, insieme ad altri rappresentanti delle Chiese sorelle, i profughi nellโisola greca di Lesbo, nuovo simbolo della tragedia della migrazione moderna dei poveri, mette in pratica questa pagina di vangelo, mostrando che la Chiesa รจ come Cristo, e prende per mano tutte le pecore, specialmente quelle piรน disperse e sole. Questa visita del papa mostra che Dio si puรฒ incontrare anche in questa povertร , anzi soprattutto in questa povertร umana, fatta di dolore, fuga dalla guerra, sofferenza per le divisioni delle famiglie, e anche fatica dellโaccoglienza.
Il Dio onnipotenze, creatore del cielo e della terra, รจ โunoโ con il Cristo sofferente, povero e nudo sulla croce, ed รจ โunoโ con il Cristo povero, nudo e sofferente nelle migliaia di uomini, donne, bambini e anziani che scappano da guerre e fame, e bussano sempre piรน a fatica alle porte dellโEuropa.
Quale รจ la nostra reazione di fronte a questo? Magari non scagliamo pietre per eliminare Gesรน come hanno fatto nel Tempio di Gerusalemme, ma usiamo le pietre per alzare muri e barriere. E alla fine il risultato รจ lo stesso. Eโ davvero questa la nostra reazione?
VUOI ALTRI COMMENTI AL VANGELO?
IV Domenica del Tempo di Pasqua
- Colore liturgico: bianco
- At 13, 14. 43-52; Sal 99; Ap 7, 9. 14-17; Gv 10, 27-30
Gv 10, 27-30
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesรน disse: ยซLe mie pecore ascoltano la mia voce e io le conosco ed esse mi seguono.
Io do loro la vita eterna e non andranno perdute in eterno e nessuno le strapperร dalla mia mano.
Il Padre mio, che me le ha date, รจ piรน grande di tutti e nessuno puรฒ strapparle dalla mano del Padre. Io e il Padre siamo una cosa solaยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.
- 17 โ 23 Aprile 2016
- Tempo di Pasqua IV, Colore bianco
- Lezionario: Ciclo C, Salterio: sett. 4
Fonte: LaSacraBibbia.net