Commento al Vangelo del 16 gennaio 2018 โ€“ Monastero di Bose

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โ€œPerciรฒ il figlio dellโ€™uomo รจ signore anche del sabatoโ€. Non bisogna confondere le prioritร  e le destinazioni. Il sabato non รจ il signore dellโ€™uomo, perchรฉ il sabato, il riposo settimanale, รจ fatto per lโ€™uomo, non lโ€™uomo per il sabato. Forse il precetto รจ signore dellโ€™uomo perchรฉ lโ€™uomo osserva il precetto? Il precetto รจ al servizio dellโ€™uomo poichรฉ il precetto non puรฒ essere un idolo posto accanto al Creatore del mondo!

Leggiamo nella Genesi: โ€œDio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno. Cosรฌ furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portรฒ a compimento il lavoro che aveva fatto e cessรฒ nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo santificรฒ, perchรฉ in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creandoโ€ (Gen 1,31-2,3). Il Signore osserva il sabato, dunque, e perรฒ non รจ il sabato a essere il signore del Signore, รจ il Signore che รจ il signore del sabato, perchรฉ รจ il piรน grande che benedice il piรน piccolo. Quindi il Signore osserva il sabato perchรฉ il sabato รจ al suo servizio, non perchรฉ il sabato sia il suo padrone. E noi, che siamo a immagine e somiglianza del Creatore, dovremmo fare qualcosa di diverso?

Quando il Creatore osserva il sabato? Quando ha portato a compimento la sua opera, e non compiuta cosรฌ per fare, ma fatta molto bene: โ€œEcco era cosa molto buona, e bellaโ€. Per il Signore il sabato รจ la pace del compimento, per noi che siamo nella storia il sabato รจ la memoria e la speranza del compimento. Osservare il sabato ci รจ di grande insegnamento, ma la nostra opera non รจ compiuta anche se ci รจ concesso di osservare il sabato.

E cosรฌ, quando la mancanza diventa urgenza non possiamo restare nel sabato: se il povero ha fame, non possiamo restare nel sabato. Chi ha fame รจ testimone della nostra incompiutezza e della nostra inadempienza, chi ha fame ha fame perchรฉ noi non lo accogliamo nel sabato, e la Torร  ci dice che il sabato รจ per tutti: โ€œรˆ il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, nรฉ tu nรฉ tuo figlio nรฉ tua figlia, nรฉ il tuo schiavo nรฉ la tua schiava, nรฉ il tuo bestiame, nรฉ il forestiero che dimora presso di teโ€ (Es 20,9).

Matteo e Luca ci dicono che Gesรน stette nel deserto per quaranta giorni e quaranta notti ed ebbe fame, ma rinunciรฒ al miraggio di onnipotenza che il tentatore gli insinuava, e gli rispose: โ€œNon di solo pane vivrร  lโ€™uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dioโ€. Eppure di fronte al bisogno dei suoi discepoli, Gesรน lascia che si sfamino, tralasciando lโ€™osservanza esteriore del sabato che avrebbe impedito sia il cammino sia il lavoro.

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Gesรน sa imporre a sรฉ grandi ascesi, ma verso gli altri si mostra pieno di misericordia, e non di sacrificio. Cosรฌ hanno fatto i santi, capaci di essere esempio di grande ascesi, e capaci di cura materna nei confronti dei loro fratelli e delle loro sorelle, magari donando loro non solo il pane, ma anche il motivo per mangiarne senza vergognarsene.

Gli uomini religiosi, invece, sono soliti imporre grandi ascesi agli altri, trovando il modo di evitarle per sรฉ. E, sappiatelo, hanno anche una grande capacitร  di spionaggio: sanno osservare benissimo agli altri, ma badano molto meno a se stessiโ€ฆ

La vita dei santi รจ come un commento vivente al vangelo, e oggi vorrei ricordare un episodio della vita di Francesco dโ€™Assisi narrato nella Leggenda Perugina (c. 1).

โ€œNei primordi dellโ€™Ordine, quando Francesco cominciรฒ ad avere dei fratelli dimorava con essi presso Rivotorto. Una volta, sulla mezzanotte, mentre tutti riposavano sui loro giacigli, un frate gridรฒ allโ€™improvviso: โ€œMuoio! muoio!โ€. Tutti gli altri si svegliarono stupefatti e atterriti. Francesco si alzรฒ e disse: โ€œLevatevi, fratelli, e accendete un lume. Accesa la lucerna, il Santo interrogรฒ: โ€˜Chi ha gridato: Muoio?โ€™. Quello rispose: โ€˜Sono ioโ€™. Riprese Francesco: โ€˜Che hai, fratello? Di cosa muori?โ€™. E lui: โ€˜Muoio di fameโ€™. Francesco, da uomo pieno di bontร  e gentilezza, fece subito preparare la mensa. E affinchรฉ quel fratello non si vergognasse a mangiare da solo, si posero tutti a mangiare insieme con lui. Sia quel frate sia gli altri si erano convertiti al Signore da poco tempo, e affliggevano oltremisura il loro corpo. Dopo la refezione, Francesco parlรฒ: โ€˜Cari fratelli, raccomando che ognuno tenga conto della propria condizione fisica. Se uno di voi riesce a sostenersi con meno cibo di un altro, non voglio che chi abbisogna di un nutrimento piรน abbondante si sforzi di imitare lโ€™altro su questo punto; ma, adeguandosi alla propria complessione, dia quanto รจ necessario al suo corpo. Come ci dobbiamo trattenere dal soverchio mangiare, nocivo al corpo e allโ€™anima, cosรฌ, e anche di piรน, dalla eccessiva astinenza, poichรฉ il Signore preferisce la misericordia al sacrificioโ€™โ€.

fratel Stefano della comunitร  monastica di Bose

Mc 2, 23-28
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, di sabato Gesรน passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: ยซGuarda! Perchรฉ fanno in giorno di sabato quello che non รจ lecito?ยป. Ed egli rispose loro: ยซNon avete mai letto quello che fece Davide quando si trovรฒ nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatร r, entrรฒ nella casa di Dio e mangiรฒ i pani dellโ€™offerta, che non รจ lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!ยป.
E diceva loro: ยซIl sabato รจ stato fatto per lโ€™uomo e non lโ€™uomo per il sabato! Perciรฒ il Figlio dellโ€™uomo รจ signore anche del sabatoยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

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