Commento al Vangelo del 11 marzo 2018 โ€“ Ileana Mortari (Teologa)

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Dio ha mandato il Figlio nel mondo per salvarlo

โ€œCome Mosรจ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโ€™uomo, perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eternaโ€ (vv.14-15)

Questo testo si trova anche nel vangelo (Gv.3,13-17) della festa dellโ€™Esaltazione della Croce (14/9), la cui prima lettura รจ Numeri 21,4b-9: nel deserto gli ebrei, per lโ€™ennesima volta colpevoli verso Dio, vengono puniti con morsi velenosi di serpenti; Mosรจ si rivolge a Jahvรจ che gli dice: โ€œFai costruire un serpente di rame e innalzalo verso il cielo; chiunque guarderร  quel serpente non morirร โ€. Non si trattava di una salvezza dovuta a magia (come accadeva di frequente nel contesto ambientale di allora). Il serpente voluto da Dio voleva essere piuttosto un segno della sua presenza, e il guardarlo descriveva un itinerario di conversione e di fede.

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Infatti nella rilettura di Sap. 16, 5-6 quel rettile divenne โ€œil simbolo della salvezzaโ€. Dopo la resurrezione di Gesรน si capรฌ che lโ€™episodio di Numeri prefigurava la croce di Cristo innalzata tra terra e cielo: guardandola, si ha la vita. Come ricorderร  lo stesso evangelista Giovanni, โ€œun altro passo della Scrittura dice: Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto. โ€œ (Giov.19,37); si tratta ancora (come in Numeri) di uno sguardo di conversione e di fede che ottiene la salvezza e la vita eterna.

Osserva Mateos-Barreto: la croce non รจ per Gesรน uno stato passeggero, ma lโ€™inizio dellโ€™effusione di amore e di vita destinata a durare per sempre (cfr. Gv.19, 34; 20, 25.27). ยซ Il cielo ยป o sfera divina รจ situato nella croce, in cui il Padre รจ presente in Gesรน e manifesta il suo amore. Da questo consegue che ยซ essere elevato ยป indica al tempo stesso la morte e lโ€™esaltazione definitiva di Gesรน.

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In questa bella pagina giovannea si possono cogliere tre grosse novitร  dellโ€™annuncio cristiano rispetto alle concezioni e aspettative del tempo.

1ยฐ โ€“ Secondo una corrente di pensiero giudaica, e anche di Giovanni Battista, quando fosse venuto il Messia per stabilire il suo regno, egli avrebbe anzitutto sterminato i malvagi (cfr. Salmi di Salomone 17,6-22 e 1ยฐQM = Rotolo della guerra โ€“ Qumran, 1,5-7). Invece il 4ยฐ evangelista afferma che โ€œDio non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchรฉ il mondo sia salvato per mezzo di luiโ€ (v.17). Lโ€™invio del Figlio ha come unico scopo la salvezza; lo ripeterร  Gesรน al termine del suo ministero pubblico (cfr. Gv.12,47).

2ยฐ โ€“ Se per i sinottici โ€œvita eternaโ€ indica una vita futura, successiva alla morte, per Giovanni invece essa รจ giร  presente nel credente che accoglie la luce di Gesรน: โ€œchiunque crede in lui ha la vita eternaโ€ (v.15); vita eterna allora รจ la comunione con Dio che รจ possibile giร  da subito e che consiste nel nuovo modo di vivere nello Spirito.

3ยฐ โ€“ Nei vangeli sinottici si parla ripetutamente di un giudizio che avverrร  alla fine dei tempi e sarร  esercitato dal Figlio dellโ€™Uomo (emblematico รจ Mt.25, 31-46: il giudizio universale). Invece in Giovanni leggiamo: โ€œChi crede in lui non รจ condannato; ma chi non crede รจ giร  stato condannato, perchรฉ non ha creduto nel nome dellโ€™unigenito Figlio di Dio.โ€ (v.18). Il giudizio dunque non รจ rimandato alla fine dei tempi, ma si realizza nel presente, รจ il risultato immediato della presenza del Messia, una presenza che provoca necessariamente una presa di posizione da parte dellโ€™uomo.

Nel v.17 si dice che il Figlio non รจ venuto per โ€œgiudicareโ€ (รจ la traduzione โ€“ migliore di โ€œcondannareโ€ โ€“ del verbo greco โ€œkrรฌnoโ€), proprio perchรจ il giudizio รจ lโ€™uomo stesso che lo dร  su di sรฉ nella misura in cui, ora che la Luce รจ venuta nel mondo,accetta o rifiuta di vederla, cioรจ accetta o rifiuta lโ€™amore apparso in Cristo, accetta o rifiuta di passare dalla morte alla vita definitiva.

Ora, qual รจ lโ€™alternativa di fronte alla quale tutti siamo richiamati? O accogliere e attuare la veritร  conosciuta, fosse anche parziale e imperfetta, e quindi vivere secondo la fede, cioรจ mettere in movimento nella propria vita personale e sociale un dinamismo fondato sulla veritร  che รจ lโ€™amore, la realtร  che vince la morte. O, al contrario, se si rifiuta la Luce, portare avanti un dinamismo che รจ il contrario dellโ€™amore, รจ chiusura, egoismo, e quindi costruire qualcosa che non ha consistenza: questa รจ la morte, il contrario della vita, del senso, della saldezza.

Questa pagina giovannea รจ davvero fondamentale per rendersi conto di come purtroppo per tanto tempo ci si sia allontanati dal genuino significato del messaggio cristiano relativo alla salvezza, quando si presentava con accenti imperiosi un Dio giudice terribilmente severo, pronto a condannarti per ogni tuo errore grande o piccolo; e quando si prospettava, mettendoli sullo stesso piano, la salvezza e la dannazione, il Paradiso e lโ€™Inferno. (si veda in proposito il mio โ€œTrattatello sullโ€™aldilร โ€ in home www.chiediloallateologa.it )

v.16 โ€œDio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna.โ€

Qui si afferma a chiare lettere che il Verbo si รจ incarnato per SALVARE, e per SALVARE TUTTI, nellโ€™ottica di un amore, che non esclude assolutamente nessuno. Eโ€™ da notare che, mentre nella seconda parte del 4ยฐ vangelo si sottolinea lโ€™amore di Gesรน per i discepoli, qui si parla chiaramente di amore per il mondo e questo stesso vocabolo (che designa la totalitร  degli uomini) รจ ripetuto ben 4 volte in due versetti (il 16 e il 17).

E la misura di questo amore di Dio per tutti gli uomini รจ altissima, davvero di molto superiore alla nostra capacitร  di comprensione. โ€œSe รจ un grande segno di amore dare la propria vita per chi si ama, รจ un gesto ancora piรน grande dare la vita del proprio figlio per chi si amaโ€ (E. Menichelli).

Di fronte ad un amore di tal genere, non ha piรน senso โ€œaver pauraโ€ di Dio e del suo giudizio; occorre piuttosto imparare a vivere nella dimensione dellโ€™amore rivelato dal Figlio, che non giudica, ma dร  la salvezza. La fede elimina la possibilitร  della condanna, perchรฉ quanti accolgono il Figlio, vivono nella luce e compiono, naturalmente, opere di veritร .

Per la precisione Giovanni dice: โ€œchi fa la veritร  viene verso la luceโ€(v.21 a); ora โ€œfare la veritร โ€ รจ unโ€™espressione un poโ€™ curiosa, visto che normalmente intendiamo la veritร  come qualcosa da โ€œconoscereโ€. Ma per Giovanni la veritร  non รจ una nozione da apprendere, bensรฌ รจ โ€œil piano salvifico di Dio da accogliere e costruireโ€ (Maggioni).

Ileana Mortari โ€“ Sito Web

LEGGI IL BRANO DEL VANGELO
della IV Domenica del Tempo di Quaresima โ€“ Anno B

Puoi leggere (o vedere) altri commenti al Vangelo di domenica 11 Marzo 2018 anche qui.

Gv 3, 14-21
Dal Vangelo secondo Giovanni

14E come Mosรฉ innalzรฒ il serpente nel deserto, cosรฌ bisogna che sia innalzato il Figlio dellโ€™uomo, 15perchรฉ chiunque crede in lui abbia la vita eterna. 16Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perchรฉ chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. 17Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perchรฉ il mondo sia salvato per mezzo di lui. 18Chi crede in lui non รจ condannato; ma chi non crede รจ giร  stato condannato, perchรฉ non ha creduto nel nome dellโ€™unigenito Figlio di Dio. 19E il giudizio รจ questo: la luce รจ venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato piรน le tenebre che la luce, perchรฉ le loro opere erano malvagie. 20Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perchรฉ le sue opere non vengano riprovate. 21Invece chi fa la veritร  viene verso la luce, perchรฉ appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dioยป.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.

  • 11 โ€“ 17 Marzo 2018
  • Tempo di Quaresima IV
  • Colore Viola
  • Lezionario: Ciclo B
  • Anno: II
  • Salterio: sett. 4

Fonte: LaSacraBibbia.net

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