Lโevangelista Luca riporta la reazione dei discepoli al secondo annuncio della passione e commenta: โNon capivano queste parole: restavano per loro cosรฌ misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomentoโ. Nonostante la confessione di Pietro, il primo annuncio della passione, le parole di Gesรน sulla sequela, i discepoli restano incapaci di comprendere il modo di pensare secondo Dio, legati come sono al modo mondano di valutare la realtร e le relazioni.
E come se Gesรน non avesse detto nulla, subito si mettono a discutere โchi di loro fosse piรน grandeโ. In questa discussione escludono Gesรน, non lo rendono partecipe perchรฉ intuiscono che Gesรน รจ estraneo alla logica che li ha portati a quella discussione. Gesรน non interviene perchรฉ conosce il pensiero del loro cuore. Sa che questa discussione nasce da un dibattito interiore, da un pensare che si puรฒ sempre impossessare del cuore del discepolo. ร un pensare che rende estranei dalla sequela, un pensare che anche Gesรน conosce bene e contro il quale ha dovuto lottare anche lui (cf. Lc 4,5-8).
โAllora Gesรน, conoscendo il pensiero del loro cuoreโ vuole con pazienza, con amore, riportarli alla sequela, perchรฉ se lo stanno seguendo fisicamente, in realtร sono lontani da lui, dalla logica del pensare secondo Dio. E cosรฌ compie un gesto che spera sia piรน eloquente delle parole: โPrende un bambino, se lo mette vicinoโ e spiega: โChi accoglierร questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandatoโ. Il gesto di accogliere un bambino, un piccolo che non conta nulla e che dipende in tutto dai grandi ha una stretta relazione con lโaccoglienza del Padre. Dio si fa rappresentare non da un grande, da un potente, ma da un bambino, da chi non conta nulla agli occhi del mondo. ร questa la logica del Padre: โChi infatti รจ il piรน piccolo fra tutti voi, questi รจ grandeโ. Gesรน rovescia la logica mondana e cerca di guarire i discepoli dal pensiero di primeggiare, di essere al centro dellโattenzione, di cercare il potere; sa che questa tentazione รจ molto radicata. Anche durante lโultima cena i discepoli ricadranno nello stesso errore, anche lรฌ si metteranno a discutere tra loro โchi fosse da considerare piรน grandeโ. E anche in quel momento Gesรน riprenderร il suo insegnamento: โChi tra voi รจ piรน grande diventi come il piรน giovane, e chi governa come colui che serveโ (Lc 22,24-26).
Un risultato perรฒ Gesรน lo ottiene. Giovanni confessa ciรฒ che i discepoli hanno fatto: โAbbiamo visto uno che scacciava demoni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perchรฉ non ti segue insieme con noiโ. Giovanni intuisce che Gesรน usa altri criteri di valutazione e di scelta, e pone un caso concreto. Per lui e gli altri discepoli non รจ possibile che uno che non fa parte del loro gruppo, che non segue Gesรน con loro, possa usare della potenza, dellโexousรญa di Gesรน, per fare del bene. E di nuovo Gesรน rovescia la loro logica, mostra ancora una volta il criterio inclusivo del Padre che estende a ogni uomo la salvezza; cambia il loro โcon noiโ troppo ristretto nel โper voiโ che rimanda ancora una volta alla passione, al โper voiโ del suo corpo e del suo sangue donato (Lc 22,19-20), al suo amore per noi fino alla fine.
fratel MAuro della comunitร monastica di Bose
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Lc 9, 46-50
Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, nacque una discussione tra i discepoli, chi di loro fosse piรน grande.
Allora Gesรน, conoscendo il pensiero del loro cuore, prese un bambino, se lo mise vicino e disse loro: ยซChi accoglierร questo bambino nel mio nome, accoglie me; e chi accoglie me, accoglie colui che mi ha mandato. Chi infatti รจ il piรน piccolo fra tutti voi, questi รจ grandeยป.
Giovanni prese la parola dicendo: ยซMaestro, abbiamo visto uno che scacciava demรฒni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perchรฉ non ti segue insieme con noiยป. Ma Gesรน gli rispose: ยซNon lo impedite, perchรฉ chi non รจ contro di voi, รจ per voiยป.
C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.