Nel Vangelo di oggi Gesรน racconta ancora una parabola. Lโavvenimento principale avviene quando i contadini uccidono il figlio del padrone della vigna per ottenere la sua parte di ereditร .
Essi sono gelosi del rapporto privilegiato del padre con il figlio, un atteggiamento che richiama la prima lettura di oggi che riporta la vendita di Giuseppe, figlio di Giacobbe, a una carovana di mercanti di passaggio, da parte dei suoi fratelli. Si indica implicitamente che i contadini sono giร stati designati come eredi, soltanto che si considerano piรน lontani nella linea di successione.
In entrambe le storie non ha valore essere destinatari dellโereditร , affidatari di quanto genera frutti di bene, cioรจ la vigna, ma piuttosto lโobiettivo diventa annientare gli altri per ottenere egoisticamente maggiori benefici.
Il clima culturale moderno, come quello ai tempi di Gesรน, porta in numerose occasioni a cercare obiettivi di denaro e potere mediante la sopraffazione. Avviene nel lavoro, nella politica e purtroppo nella Chiesa. In molti casi, lโobiettivo non รจ neppure migliorare la propria condizione o il proprio benessere, raggiungendo per primi una qualsivoglia ereditร , ma piuttosto soltanto peggiorare quella degli altri.
La metafora dei costruttori che si intestano la scelta della pietra dโangolo dimostra che il Signore non segue i criteri di potere del mondo. Mediante lโincarnazione, la morte e la resurrezione del Figlio, Dio ribalta lโordine del mondo e sceglie i poveri, gli umili, gli oppressi, gli afflitti quali operai della sua vigna, perchรฉ essa dia frutto.
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Per riflettere
Quante volte pensiamo di sopraffare, soverchiare, superare gli altri solo per ottenere benefici per noi stessi? Come trattiamo la vigna che ci รจ affidata per portare frutto?
FONTE: Ascolta e Medita โ Centro Pastorale per lโEvangelizzazione e la Catechesi