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Arcidiocesi di Pisa โ€“ Commento al Vangelo del 2 Aprile 2025

Commento al brano del Vangelo di: Gv 5,17-30

Gesรน ha giร  parlato di un Padre, ha insegnato ai discepoli a chiamare cosรฌ Dio, ha insegnato a pregare dicendo โ€œpadre nostroโ€ (Mt 6, 9โ€“14). Giร  i giudei consideravano Dio come un padre, Dio padre di Mosรจ, padre di Abramo.

I profeti hanno descritto Dio come un padre che corregge i suoi figli e li tratta con misericordia e tenerezza. Ma non si poteva immaginare che il Dio Padre avesse generato un figlio, Gesรน Cristo. Nel Credo che recitiamo ogni domenica si dice che Gesรน รจ generato, e per non sbagliare, si aggiunge โ€œnon creato, della stessa sostanza del Padreโ€.

Gesรน รจ generato da un Padre e da una madre. Per i giudei Gesรน non solo violava il riposo del sabato, ma addirittura โ€œchiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dioโ€. In un luogo dove il nome di Dio non si poteva neanche nominare, Gesรน dice di essere Dio. In piรน Gesรน risponde che โ€œquello che Egli fa, anche il Figlio lo fa allo stesso modoโ€.

Dio รจ vita e forza creatrice, e dove si fa presente la vita rinasce. Chi ascolta la parola di Gesรน come parola che viene da Dio รจ giร  risorto, ha giร  ricevuto il tocco vivificante che lo conduce oltre la morte. Ne รจ la prova la guarigione del paralitico.

Per riflettere

Gesรน si fida e si affida incondizionatamente al Padre e persevera nel compito che gli ha affidato. Riusciamo a fidarci del Padre?

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FONTE: Ascolta e Medita โ€“ Centro Pastorale per lโ€™Evangelizzazione e la Catechesi