Commento al Vangelo del 18 gennaio 2015 โ€“ Congregazione per il Clero

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II Domenica del Tempo Ordinario โ€“ Anno B

Allโ€™inizio della missione di Gesรน, dopo il Battesimo nel fiume Giordano, il Vangelo ci presenta la figura del discepolo; in questa domenica, infatti, lโ€™evangelista Giovanni ci narra, con una certa vivacitร , lโ€™incontro dei primi discepoli con Gesรน. Le immagini usate sono particolarmente simboliche del cammino di fede di ogni discepolo in ogni tempo: Giovanni Battista indica il Messia, Gesรน passa e i discepoli, animati dalla ricerca, sono invitati a mettersi in cammino per โ€œandare a vedere dove abitaโ€ e โ€œstare con luiโ€. Eโ€™ una bellissima sintesi del cammino di fede: chiamati da Dio a condividere in Cristo la Sua stessa vita, generati alla fede dalla Chiesa che ci indica la strada per incontrare il Messia, ci mettiamo in cammino, seguendo le orme di Gesรน fino a scoprire dove abita. Aprendo il cuore allโ€™incontro, diventando noi stessi la Sua dimora, vivendo il nostro tempo โ€œstando con Luiโ€.

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Ai due discepoli che lo seguono โ€“ uno รจ Andrea e lโ€™altro, non nominato, รจ probabilmente lo stesso evangelista Giovanni โ€“ Gesรน chiede: โ€œChe cosa cercate?โ€ Questa รจ la prima parola che lโ€™evangelista mette in bocca a Gesรน. Eโ€™ una domanda profonda e fondamentale per la fede, che raccoglie le nostre profonde aspirazioni del cuore. Noi tutti, infatti, in ciรฒ che viviamo quotidianamente e lungo il percorso della nostra esistenza, siamo alla ricerca di qualcosa che appaghi il nostro desiderio di vita, di gioia, di pienezza. Il Messia ci rimanda non ad una serie di regole da osservare dallโ€™esterno ma, invece, a questa sana inquietudine del cuore, che egli vuole educare. San Giovanni Crisostomo esortava cosรฌ: โ€œTrova la chiave del cuore. Questa chiave, lo vedrai, apre anche le porte del Regnoโ€.

Gesรน, dunque, non vuole una fede dei pigri e dei comodi, che serva solo come consolazione privata o per fuggire dal proprio io e dalla propria storia; Egli, invece, desidera che ciascuno di noi entri a contatto con se stesso per scoprire il desiderio di infinito che Dio ha messo nel nostro cuore. Non vuole discepoli distratti, tiepidi o semplicemente animati dallโ€™abitudine ma chiede a chi lo segue: cosa stai cercando nella tua vita? Cosa cโ€™รจ dietro le tue domande, le tue ansie, le tue paure, i tuoi desideri? Cosa cerchi per nutrire la tua vita, la tua felicitร , la tua anima? Cosa cerchi dallโ€™incontro con Dio? Questa inquietudine mette il nostro cuore in ascolto del Dio che viene a parlarci e non ci permette, cosรฌ, di essere assuefatti alla routine e al rumore del mondo che ci circonda e che, spesso, soffoca le domande vere dellโ€™esistenza. Eโ€™ questo il cuore inquieto di Samuele, nella Prima Lettura di questa domenica, che si alza piรน volte nel cuore della notte perchรฉ si sente chiamato. Il silenzio, la preghiera, il โ€œservizio al Tempioโ€, gli permettono di restare in ascolto della propria ricerca interiore e, cosรฌ, di intercettare la voce di Dio che lo chiama. Eโ€™ cosรฌ per ogni discepolo.

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I discepoli chiedono a Gesรน: dove abiti? Dove dimori? Non bisogna pensare letteralmente allโ€™abitazione fisica di Gesรน, perchรฉ il verbo usato qui da Giovanni รจ, in realtร , un verbo importante in tutto il Suo vangelo: rimanere. Esso indica partecipazione di vita e condivisione di esistenza, come se chiedessero a Gesรน quali sono la Sua consistenza e il Suo fondamento. Lo stesso Vangelo di Giovanni, infatti, ci dirร  piรน avanti che Gesรน rimane nel Padre e il vero discepolo deve rimanere nel Suo amore. Per questo Gesรน non spiega, non offre insegnamenti teorici ma, invece, propone lโ€™esperienza di una condivisione di vita: venite e vedrete. Frequentando il Maestro, dialogando con Lui ma soprattutto โ€œdimorando in Luiโ€, fondando in lui la nostra consistenza, possiamo diventare autentici discepoli.

Mentre possiamo chiederci su cosa si fonda la consistenza della nostra vita, cosa cerchiamo veramente, da quali inquietudini ci facciamo toccare, questa Liturgia traccia lโ€™ identikit del discepolo. Un pellegrino in ricerca che โ€“ per richiamare le parole di Paolo della Seconda Lettura โ€“ non offre sacrifici e offerte ma, con tutto stesso, si mette in cammino per condividere parole, sentimenti, azioni e tempo con Dio. Egli fa del proprio corpo e della propria vita il tempio di Dio. E quando scopre che la presenza di Cristo in Lui nutre il proprio desiderio di veritร , di gioia e di pienezza, allora corre, insieme ai fratelli, ad annunciare: โ€œAbbiamo trovato il Messiaโ€.

Nella festa di Santโ€™Andrea Apostolo del 30 novembre scorso, Papa Francesco, che si trovava in Viaggio Apostolico in Turchia, ha ricordato questa dinamica della fede, commentando proprio questo Vangelo: โ€œLโ€™esempio di Andrea ci mostra con chiarezza che la vita cristiana รจ unโ€™esperienza personale, un incontro trasformante con Colui che ci ama e ci vuole salvare. Anche lโ€™annuncio cristiano si diffonde grazie a persone che, innamorate di Cristo, non possono non trasmettere la gioia di essere amate e salvate, dopo aver trovato il Messiaโ€. Ci dia il Signore il desiderio di questo incontro personale con il Maestro e la gioia di comunicarLo a tutti.[divider]

Gv 1, 35-42
Dal Vangelo secondo Giovanni

In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesรน che passava, disse: ยซEcco lโ€™agnello di Dio!ยป. E i suoi due discepoli, sentendolo parlare cosรฌ, seguirono Gesรน.
Gesรน allora si voltรฒ e, osservando che essi lo seguivano, disse loro: ยซChe cosa cercate?ยป. Gli risposero: ยซRabbรฌ โ€“ che, tradotto, significa maestro โ€“, dove dimori?ยป. Disse loro: ยซVenite e vedreteยป. Andarono dunque e videro dove egli dimorava e quel giorno rimasero con lui; erano circa le quattro del pomeriggio.
Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrรฒ per primo suo fratello Simone e gli disse: ยซAbbiamo trovato il Messiaยป โ€“ che si traduce Cristo โ€“ e lo condusse da Gesรน. Fissando lo sguardo su di lui, Gesรน disse: ยซTu sei Simone, il figlio di Giovanni; sarai chiamato Cefaยป โ€“ che significa Pietro.

C: Parola del Signore.
A: Lode a Te o Cristo.