Mi trovo qui in Franciacorta, una terra in gran parte dedicata alla coltivazione della vite, e questo passo del Vangelo รจ per me molto facile da capire, fin da bambino mi ricordo che andavamo nel vigneto di mio nonno a vendemmiare, ed era un momento piรน di festa che di lavoro.
Ma sicuramente tutti voi sapete bene quello di cui parlo perchรฉ per noi italiani la coltivazione della vite รจ qualcosa di famigliare. Sappiamo tutti che il grappolo dโuva รจ il frutto della vite, ma non solo. Come diciamo nella Messa, quando benediciamo il calice con il vino diciamo: questo รจ il frutto della vite e del nostro lavoro.
Se abbandonate un vigneto a sรฉ stesso non solo non riuscirete a raccogliere frutta, ma probabilmente moriranno anche le piante. Per portare frutto serve una sinergia tra la natura e il lavoro dellโuomo. E in modo simile, questo vale anche per noi, se vogliamo avere una vita fruttuosa, dobbiamo trovare una sinergia tra lโazione di Dio e il nostro lavoro.
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Un uomo abbandonato a sรฉ stesso รจ come una vite selvatica, che si attorciglia su sรฉ stessa, i cui rami strisciano per terra in mezzo gli altri arbusti e lโerba alta, e i cui frutti si guastano prima di poter diventare dolci.
Ma quando permettiamo a Dio di essere il nostro vignaiolo, allora troviamo in lui un sostegno che ci permette di sollevarci da terra, e lui ci pota, infatti ci lascia alcuni insegnamenti, alcune regole che impediscono la crescita selvaggia dei tralci, e cosรฌ riusciamo a produrre dei bei grappoli di uva, sana e dolce.