Monastero di Bose โ€“ Commento al Vangelo del giorno โ€“ 21 Novembre 2022

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Uno sguardo diverso sulla nostra storia

Gesรน ha appena cercato di insegnare ai discepoli uno sguardo diverso sulla realtร  del mondo che li circonda. Ha rivelato loro che un gesto apparentemente insignificante, come quello di una povera vedova che ha dato i suoi ultimi spiccioli, รจ in realtร  piรน autentico, piรน carico di valore agli occhi di Dio, di tante offerte di ricchi e di tante liturgie e riti solenni che si compiono incessantemente nel tempio di Gerusalemmeโ€ฆ Ed ecco che โ€œalcuniโ€ โ€“ probabilmente ancora dei discepoli (cf. Mc 13,1) โ€“ si affrettano a cambiare argomento. Forse sentono che il tono del discorso rischia di diventare impegnativo e gravido di conseguenze per loro. Forse Gesรน sta chiedendo anche a loro di comportarsi allo stesso modo? E cosรฌ distolgono in fretta lo sguardo da quella vedova per volgerlo di nuovo sulle โ€œbelle pietreโ€ e sui โ€œdoni votiviโ€ che adornano il tempio!

La rapiditร  del cambiamento e la diversitร  di prospettiva impressionano. Questo la dice lunga sul modo in cui i discepoli, nonostante gli sforzi di Gesรน, restano โ€œciechiโ€ e ottusi nel loro modo di vedere e di pensare. E qui non possiamo evitare di porci una domanda scomoda: tanti anni di vita cristiana hanno cambiato โ€“ almeno un poโ€™ โ€“ il nostro sguardo sul mondo, sulla storia e sulla vita? Oppure anche noi ci lasciamo sempre abbagliare da quello che fa rumore e attira gli sguardi, trascurando quel che resta nellโ€™ombra, defilato, nascosto, che spesso รจ piรน grande e piรน essenziale di tutto il resto? Ci ricordiamo, come ci ha detto Gesรน, che in questo mondo il regno di Dio resterร  sempre piccolo โ€œcome un granellino di senapeโ€ (Lc 13,19) e non potrร  mai dare spettacolo (cf. Lc 17,21)?

Con il suo discorso cosiddetto โ€œescatologicoโ€, che inizia con questi versetti e proseguirร  fino al termine del capitolo 21, Gesรน, piรน che rispondere ai pruriti di curiositร  sul โ€œquandoโ€ e sui โ€œsegniโ€ della fine di Gerusalemme (cf. v. 7), essenzialmente vuole comunicarci uno sguardo diverso sulla nostra storia e sulla nostra vita, uno sguardo sostenuto dalla fede e dalla speranza, e reso penetrante dalla vigilanza. Vuole metterci in guardia contro il rischio di allarmismi apocalitticio di illusioni pseudo-messianiche, immersi come siamo in una storia in cui sembrano costantemente prevalere la menzogna, la violenza e gli sconvolgimenti di ogni tipo. Se da una parte, con luciditร , Gesรน annuncia che anche dopo di lui continueranno ad accadere eventi dolorosi, come guerre, rivoluzioni, terremoti, carestie e pestilenzeโ€ฆ allo stesso tempo nega che essi siano i segni di una fine imminente (โ€œnon sarร  subito la fineโ€, v. 9). E neppure la distruzione del tempio di Gerusalemme sarร  la fine di tutto.

Sono tutti eventi che da sempre fanno parte della storia e da sempre invitano lโ€™umanitร  a interrogarsi sulla propria finitezza. Se da una parte indicano che il mondo, cosรฌ comโ€™รจ, lasciato alle sue sole forze, รจ irrimediabilmente sottomesso alla precarietร  e va verso la sua fine, dallโ€™altra parte, in una prospettiva di fede, Gesรน invita anche a leggerli come le โ€œdoglie del partoโ€ di un mondo nuovo (cf. Mc 13,8), che preparano e invocano una nascita che puรฒ venire solo da Dio.

Il credente che nella sua preghiera quotidiana ha imparato a invocare con fiducia il Regno di Dio (โ€œVenga il tuo Regno!โ€) non deve lasciarsi turbare nรฉ atterrire, ma credere che la storia resta sotto il segno di un preciso disegno di Dio (come indica al v. 9 il deรฎ, โ€œรจ necessarioโ€, usato anche per gli annunci della passione: cf. ad es. Lc 9,22). Soprattutto deve credere che lโ€™unico Messia, Gesรน, รจ giร  venuto e non dobbiamo attenderne un altro prima del suo ritorno (cf. Lc 7,19), perchรฉ lui solo ha potuto dire con veritร  e autoritร  le parole: โ€œSono ioโ€ e โ€œIl tempo รจ vicinoโ€ (cf. Mc 1,15; 6,51). Quando verrร  di nuovo, non avrร  bisogno di ripeterle, perchรฉ tutti lo vedranno e lo riconosceranno (cf. Lc 21,27; Ap 1,7).

Con Gesรน, il tempo della prossimitร  di Dio รจ quello che giร  qui ci รจ dato di vivere, seppure per frammenti, a partire dai piccoli gesti quotidiani, come quello della povera vedova. Ma nulla e nessuno ha il potere โ€“ a meno che non vogliamo darglielo noi โ€“ di gettarci nella paura e di distoglierci dal fissare il nostro sguardo su di lui, โ€œlโ€™autore e perfezionatore della fedeโ€ (Eb 12,2), perchรฉ, come dice lโ€™Apostolo, โ€œnulla potrร  mai separarci dallโ€™amore di Dio, in Cristo Gesรน, nostro Signoreโ€ (Rm 8,39).

un monaco di bose

Per gentile concessione del Monastero di Bose

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